Economia & Lavoro

Vignaiole 2.0: Donne, vignaiole, AMICHE.⁣ La dimostrazione che l'unione fa la forza!

Scritto da Redazione Lunedì, 8 Giu 2020 - 0 Commenti

Un'interessante associazione di vignaiole under 35, nata sotto l'egida di Sbarbatelle che si tiene a San Martino Alfieri, nell'astigiano, associate dopo l'incontro in Monferrato. Loro slogan: "L’unione fa la forza".

A volte i social si rivelano utili: in piena quarantena, nel corso di una diretta Instagram, ho avuto la fortuna di entrare in contatto con le fantastiche ragazze di “Vignaiole 2.0”, un gruppo di amiche che ha organizzato un progetto molto giovanile di collaborazione, passione, volontà che traspira energia, unicità e associa giovani produttrici di ottimi vini.

Le ragazze di Vignaiole 2.0 si conoscono nel corso delle edizioni di “Sbarbatelle”, evento che la delegazione astigiana dell’Associazione Italiana Sommelier del Piemonte organizza con cadenza annuale presso la Tenuta dei Marchesi Alfieri, a San Martino Alfieri (Asti).

«Nasce tutto quasi per caso – racconta Paolo Poncino dell’AIS di Asti, ideatore dell’iniziativa (intervista concessa a La Stampa) - Molte di queste ragazze erano iscritte ai nostri corsi per sommelier. Interessate, motivate, facevano gruppo e noi abbiamo avuto l’intuizione: questo gruppo può promuovere il vino di qualità».

Le parole chiave di Sbarbatelle sono “fare gruppo”. Lo diventeranno anche per le Vignaiole 2.0:  si conoscono, stringono rapporti sempre più profondi e tra banchi d’assaggio, show cooking, laboratori di approfondimento, si rendono conto di quanto le loro vite siano simili, nonostante le diverse realtà aziendali e i differenti stili produttivi.

Poche settimane dopo la conclusione di Sbarbatelle 2019, Claudia spedisce alle altre ragazze del gruppo una maglietta, con sopra la scritta “Estratto Secco a chi?” e una lettera dove presenta alle amiche il progetto con la domanda: vi piacerebbe farne parte? Tutte hanno aderito con entusiasmo.

Ma quali sono i valori alla base del progetto?

Lascio la parola a Marika Socci, (nella foto che segue) produttrice marchigiana della zona del Verdicchio dei Castelli di Jesi (Ancona). “Vignaiole 2.0 nasce dalla voglia di fare squadra, perché sole ognuna di noi ce la può fare ma insieme siamo più forti.”

Prosegue Marika “Di fondo abbiamo la voglia di raccontare il vino che produciamo in maniera diretta, con pochi fronzoli, di condividere i nostri contatti e di sostenerci. L’aiuto che può arrivare dalle altre è di avere un punto di vista diverso dal tuo e da quello aziendale, e ciò è importantissimo.”

Diletta Tonello, altra Vignaiola che opera in Veneto, zona Monti Lessini, aggiunge “Vignaiole 2.0 vuol dire essere donne del vino, donne che ci mettono davvero le mani nel vino, donne con delle visioni, con delle ambizioni, dei progetti, con energia e positività nei confronti del mondo del vino. Vuol dire essere una cosa sola, vuol dire unione fa la forza, vuol dire dimostrare di che pasta è fatto il made in Italy….vuol dire energia. Per me questo gruppo rappresenta una parte della mia identità di donna nel vino”. 

Se servono ulteriori prove della forza di queste ragazze, capitano a proposito le parole di Veronica Tommasini, azienda vinicola Piccoli della Valpolicella, nel veronese: ”Vignaiole 2.0 siamo semplicemente noi, un piccolo gruppo di ragazze accomunate dalla stessa passione per il vino, abbiamo compreso che l’unione fa la forza. Abbiamo tante ambizioni e progetti che piano piano svilupperemo insieme”.

Silvia Zucchi, vignaiola 2.0 emiliana, zona di produzione del lambrusco, fa riferimento anche alle difficoltà del periodo che stiamo attraversando: “Sono fortunatissima ad aver incontrato amiche meravigliose, persone vere che mi aiutano e supportano in tutto…..anche in un momento difficile come quello che stiamo vivendo abbiamo trovato la possibilità di continuare a progettare tante novità”.

Le vignaiole 2.0 sono una forza della natura, e i loro vini le rispecchiano in pieno: ottimi, energici, eredi della tradizione ma proiettati nel futuro. Appena sarà possibile, vi invito ad andarle a visitare, per godere di posti di bellezza unica, e per bere ottimo vino.

Ho domandato alle vignaiole di indicarmi il loro vino del cuore, quello che amano di più e i motivi, ma posso assicurarvi che tutti i vini prodotti da queste ragazze meritano.

Veronica Tommasini,, azienda vinicola Piccoli della Valpolicella, indica il Valpolicella superiore “Rocolo”, uvaggio di Corvina, Corvinone, Rondinella, Oseleta, Molinara e Croatina, le tipiche uve del veronese, uve selezionate a mano per produrre un grande rosso elegante e persistente nei profumi e al palato.

Diletta Tonello, azienda vinicola Tonello, Monti Lessini nel vicentino, oltre ad essere entusiasta dei Metodo Classico che ottiene dal vitigno Durella, parla con affetto della versione ferma, vino bianco di carattere che sfrutta l’ottima acidità e le potenzialità di invecchiamento che conferisce il territorio vulcanico su cui crescono le sue uve.

Marika Socci (FOTO)  azienda vinicola Socci, zona Castelli di Jesi, indica il Verdicchio Deserto, dalle vigne dell’omonima collina: vino minerale, sapido, con elegante e potente nota citrica in bocca, il vero verdicchio a detta di molti esperti. 

Silvia Zucchi, produttrice in zona Lambrusco di Sorbara, segnala il lambrusco Rito. Colore rosa corallo, note floreali e fruttate, sapore fragrante e netto: ci fa comprendere che il Lambrusco non è solo il vino piacevole ed immediato che tutti noi abbiamo in mente.

Claudia Benazzoli - “Cantina Benazzoli winery”, anche lei veneta, zona del veronese, sceglie il suo Giava, uvaggio di Corvina, Rondinella e Merlot. Una personalità fortissima questo vino, che unisce delicatezza e potenza di carattere.

Flavia Marazzi - Cantina Scuropasso, viene dall’Oltrepò Pavese, e il Pinot Nero è il suo pane quotidiano. Il vino che ha scelto è il Roccapietra Metodo Classico Pinot Nero ‘Zero’ Pas Dosé: uno spumante vero.

Noemi Pizzighella “Le Guaite di Noemi”, in mezzo alle vigne della Valpolicella di Mezzane di Sotto. Lei sceglie il Tano, rosso Veronese di grande forza e carattere ma che, nonostante tutto, appare fresco e morbido, per nulla aggressivo. Vino gustoso che si beve molto bene.  

Virginia Rossetti - Colle Adimari, nel borgo rinascimentale di Cerreto Guidi, nel cuore del Chianti, mi indica il suo Chianti Riserva, vino che nasce dall’amore per il territorio ed esprime il carattere autentico del sangiovese. Suadenti cenni di frutta rossa matura che donano ottima bevibilità e gradevole freschezza. Sorso persistente con una piacevole nota finale balsamica.

Vignaiole 2.0 complimenti! Sono certo che sentiremo parlare tantissimo dei vostri vini.

 

Paolo Manna