Cultura & Spettacoli

Un Museo a Torino dedicato a Gustavo Adolfo Rol, uomo dell’im-possibile e dell’in-credibile?

Scritto da Redazione Domenica, 1 Mar 2020 - 0 Commenti

«Liberare noi stessi? È poco o nulla. Ma liberare il mondo! Ecco la mia, la nostra divisa. Ha tentato di farlo il genio attraverso la soave semplicità di Platone, l’orrendo strazio musicale del grande sordo [Beethoven] e la magica luminosità del grande uomo di Weimar [Goethe]. Hanno tentato di farlo i soldati di tutte le nazioni, gli operai di tutte le fabbriche, i medici, le prostitute, i sacerdoti e gli amanti. Lo ha tentato il Cristo. Osiamo di tentarlo anche noi» (Gustavo Adolfo Rol).

Da cinquant'anni il mondo guarda a questo stupefacente personaggio con un certo sbigottimento. Dicono che il suo cervello è quello di un uomo del futuro, ma lui sosteneva: "Essendo creature di Dio abbiamo poteri immensi sulla materia: possiamo comandare qualunque cosa".

E' del 26 febbraio l'audizione dei rappresentanti del Centro Studi Museo Gustavo Adolfo Rol aps, recentemente costituitasi a Torino (foto), presso la V Commissione consiliare del Comune di Torino sul Museo da dedicare al dottor Gustavo Adolfo Rol. 

La vicepresidente vicaria e alcuni soci dell’ente, dopo aver illustrato la genesi e le finalità dell’associazione, hanno chiesto il sostegno dell’Amministrazione per aprire un museo dedicato alla figura di Gustavo Adolfo Rol, scomparso 25 anni fa, da loro definito “maestro spirituale” e “filantropo”.

Hanno inoltre manifestato la volontà che venga anche intitolato a Rol un sedime della città.

L’assessora alla Cultura ha invitato i rappresentanti dell’aps a verificare la disponibilità di bandi per la concessione di immobili, sia comunali che circoscrizionali, e ha evidenziato che la Città sta avviando un procedimento esplorativo per l’acquisizione di manifestazioni di interesse per la concessione di immobili di proprietà comunale a fini associativi. Per quanto riguarda l’intitolazione – è stato ricordato – è necessario seguire il tradizionale iter con la Commissione Toponomastica (Massimiliano Quirico). 

 

C'è apertura ed interesse per la grande figura del torinese Gustato Adolfo Rol, nato il 20 giugno 1903 e seppellito a Torino il 22 settembre 1994), un sensitivo italiano ricordato con affetto e rispetto praticamente da tutti. 

Le sue dimostrazioni, avvenute in presenza di ospiti da lui selezionati, vennero interpretate dai suoi estimatori come autentici fenomeni paranormali ma da altri, come il prestigiatore Silvan e il giornalista scientifico Piero Angela, come illusioni prodotte con tecniche di prestidigitazione e in particolare di mentalismo.

Durante la sua vita non venne eseguita alcuna verifica sotto controllo scientifico per l'opposizione dello stesso Rol, che affermava che i suoi "prodigi" non fossero fenomeni ripetibili o eseguibili a comando.

"Ne medium ne ma go, sono Rol".

Gustavo Adolfo Rol è stato un Maestro spirituale occidentale, di orientamento cristiano-cattolico.

Nel 1927, dopo una lunga ricerca e una crisi mistica, ha raggiunto l'illuminazione, al seguito della quale ha cominciato a manifestare una vasta fenomenologia cosiddetta "paranormale", classificata recentemente in 49 classi differenti.

Si annoverano tra le altre: chiaroveggenza, telepatia, precognizione, telecinesi, bilocazione, levitazione, viaggi nel tempo, poteri terapeutici (per approfondimenti).

Alle sue origini, la parapsicologia studiava soprattutto persone in stato di sonnambulismo o trance indotta dalle pratiche del magnetismo animale, poi sono cominciate a comparire nel corso del XIX secolo persone che autoprovocavano questi stati, ovvero i medium, dando prova nei casi autentici di poteri psichici fuori dall’ordinario.

Ma l’induzione o l’autoinduzione di tali stati non è cosa difficile da ottenere, e non ha nulla a che vedere con la completezza che può dimostrare un Maestro, il quale non solo non ha bisogno di perdere la sua coscienza ma possiede una gamma molto più vasta di possibilità che ai medium è preclusa e una conoscenza in grado di elevare coloro che gli stanno intorno.

Rol non andava in trance, aveva possibilità ben più vaste di qualunque medium studiato dalla parapsicologia e la sua influenza spirituale si sta diffondendo anche, e soprattutto, dopo la sua morte.

Di famiglia benestante, plurilaureato (Giurisprudenza, Economia, Biologia clinico-medica), sempre elegantemente vestito e provvisto di una cultura enciclopedica, amante delle arti, suonava il violino e il pianoforte ed era pittore e antiquario, dopo aver lavorato in banca per circa un decennio negli anni giovanili. Conobbe durante la sua vita famosi personaggi del suo secolo, da capi di stato ad artisti, ma anche molta gente comune di tutte le professioni ed estrazioni sociali. Mise le sue “possibilità” sempre al servizio del prossimo.

 

Chiediamo a Giuseppe Maggiolino, presidente della appena costituita Associazione Aps Centro Studi Museo Gustavo Adolfo Rol:

Perché diceva di non avere nulla a che vedere con la parapsicologia e negava di essere medium, sensitivo o mago?

"Rol ha frequentemente preso le distanze dalle definizioni che giornalisti poco informati o conoscenti superficiali hanno spesso dato di lui, come "sensitivo", "medium", "mago" e simili. Qualsiasi Maestro spirituale autentico, illuminato, si dichiarerebbe estraneo alla parapsicologia, e Rol è in Occidente il primo e l’unico “soggetto” dotato di possibilità paranormali a rifiutare di essere incluso in questo ambito di studio, cosa che invece è ben accolta o persino ricercata da coloro che Maestri non sono".

È quest’ultima categoria di persone che in effetti la parapsicologia ha maggiormente cercato nella seconda metà del XX secolo, tentando esperimenti statistici con persone comuni per vedere se qualcuna di esse era più “sensitiva” di altre, con risultati che tuttavia, visti da un ottica spirituale, sono ben poco interessanti, pur se al di sopra della media statistica.

"Alle sue origini, la parapsicologia studiava soprattutto persone in stato di sonnambulismo o trance indotta dalle pratiche del magnetismo animale, poi sono cominciate a comparire nel corso del XIX secolo persone che autoprovocavano questi stati, ovvero i medium, dando prova nei casi autentici di poteri psichici fuori dall’ordinario. Ma l’induzione o l’autoinduzione di tali stati non è cosa difficile da ottenere, e non ha nulla a che vedere con la completezza che può dimostrare un Maestro, il quale non solo non ha bisogno di perdere la sua coscienza ma possiede una gamma molto più vasta di possibilità che ai medium è preclusa e una conoscenza in grado di elevare coloro che gli stanno intorno. Rol non andava in trance, aveva possibilità ben più vaste di qualunque medium studiato dalla parapsicologia e la sua influenza spirituale si sta diffondendo anche, e soprattutto, dopo la sua morte" aggiunge il Presidente.

Un Maestro realizzato infatti, ovvero qualcuno che ha raggiunto un elevato livello spirituale e al tempo stesso ha dato prova di essere dotato di queste possibilità, che in ambito cristiano vengono definite generalmente carismi o doni dello Spirito, e in Oriente siddhi, o compimenti/realizzazioni. Si può parlare in tal caso di Siddha Guru?

"Si considera l’attenzione data dalla parapsicologia ai “poteri della mente” come del tutto sproporzionata rispetto al loro reale valore, che è solo secondario e strumentale ad un insegnamento spirituale (ovvero a una comprensione reale di questo mondo e delle dimensioni ad esso collegate). Se per l’essere umano ordinario queste cose rappresentano una specie di conquista sul piano evolutivo, per l’essere realizzato non sono che conseguenze del suo stato, alle quali dà una importanza molto relativa e funzionale quasi solamente alla conversione del prossimo".

A differenza del medium invece, il mago mantiene il suo stato di coscienza, e certamente un Maestro è anche mago, ma non è un mago.

Un mago autentico che non sia maestro è un individuo non evoluto spiritualmente, e certamente molto limitato nell’esprimere la sua “magia”.

Come il medium, anch’egli attinge a determinate possibilità della psiche umana e della natura, ma non è in grado di elevarsi al di sopra di esse (perché non è in grado di rinunciare completamente al proprio ego, mentre nel caso del medium vi è la totale sottomissione, per non dire possessione, a forze che non è in grado di gestire).

"Quanto invece alla definizione di “sensitivo”, se inteso come aggettivo allora un Maestro – come nel caso di Rol – è anche sensitivo, mentre non è solo un “sensitivo” se inteso come sostantivo, nel qual caso indica una persona che non ha necessariamente fatto un qualche tipo di percorso spirituale o esoterico, e che non presenta alterazioni dello stato di coscienza, ma è spontaneamente dotata di una sensibilità non comune in grado di esprimere alcuni poteri psichici di base come la chiaroveggenza, la telepatia e la precognizione, mai tuttavia in maniera perentoria e precisa (come nel caso di Rol), bensì in maniera più vaga o saltuaria anche se con risultati positivi al di sopra della media statistica".

Se per l’essere umano ordinario queste cose rappresentano una specie di conquista sul piano evolutivo, per l’essere realizzato non sono che conseguenze del suo stato, alle quali dà una importanza molto relativa e funzionale quasi solamente alla conversione del prossimo?

Qualsiasi Maestro spirituale autentico, illuminato, si dichiarerebbe estraneo alla parapsicologia, e Rol è in Occidente il primo e l’unico “soggetto” dotato di possibilità paranormali a rifiutare di essere incluso in questo ambito di studio, cosa che invece è ben accolta o persino ricercata da coloro che Maestri non sono. Un Maestro realizzato infatti, ovvero qualcuno che ha raggiunto un elevato livello spirituale e al tempo stesso ha dato prova di essere dotato di queste possibilità, che in ambito cristiano vengono definite generalmente carismi o doni dello Spirito, e in Oriente siddhi, o compimenti/realizzazioni (e si può parlare in tal caso di Siddha Guru) considera l’attenzione data dalla parapsicologia ai “poteri della mente” come del tutto sproporzionata rispetto al loro reale valore, che è solo secondario e strumentale ad un insegnamento spirituale (ovvero a una comprensione reale di questo mondo e delle dimensioni ad esso collegate). 

 

N.d.R.) Un lontano cugino Franco Rol vive in Brasile da alcuni anni. In Argentina vivono alcuni pronipoti (nipoti di Carlo Rol, fratello di Gustavo, emigrato un secolo fa dall'Italia).

Luciana Monticone


Il libro di Remo Lugli su Gustavo Rol – Edizioni Mediterranee

Immagine di copertina tratta dal libro “Gustavo Rol – Una vita di Prodigi” di Remo Lugli – Edizioni Mediterranee.

(Rol, G.A., "Io sono la grondaia", a cura di C. Ferrari, Giunti, 2000, p. 161).

 

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