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Torino, conclusa la vendemmia 2020 nei filari storici di Villa della Regina

Scritto da Redazione Lunedì, 21 Set 2020 - 0 Commenti

L’azienda vitivinicola Balbiano, che gestisce il vigneto della Residenza Sabauda, ha ultimato la raccolta delle uve. “Che questa vendemmia, ancora più del solito, rappresenti un atto di speranza e di rinascita”, afferma Luca Balbiano.

Si è conclusa sabato scorso la vendemmia di Vigna della Regina, una vendemmia “storica” come i filari che la compongono.

Questo particolare vigneto, all’interno del parco della residenza sabauda Patrimonio Unesco di Villa della Regina, testimonia infatti il susseguirsi dei secoli coi suoi grappoli, memoria vivente della vigna reale impiantata nel ‘600 e che continua, ancora oggi, a scandire le stagioni di vita della Città.

Circa un ettaro, sulla collina torinese, a un passo dal centro della città di Torino, in un contesto urbano  unico e irripetibile, entro il quale i filari storici esprimono la loro autentica bellezza. La vendemmia ha consegnato circa 50 quintali di uve Freisa sane e mature.  

 

“Il 2020 sarà un’annata impossibile da dimenticare – commenta Luca Balbiano (nella foto di Massimiliano Sticca) che, insieme al vigneto urbano, gestisce l’omonima azienda di famiglia produttrice della Doc Freisa di Chieri –. Oltre alle normali difficoltà legate all’imprevedibilità del meteo, si sono aggiunti i problemi per le restrizioni partite con il lockdown e, in parte, in vigore ancora oggi. Nonostante tutto la vite è una fonte d’ispirazione sorprendente: non si ferma mai e si “esalta” nelle difficoltà. Un esempio di reazione a cui ho pensato spesso nei mesi passati: anche dagli ostacoli più estremi si possono ottenere risultati straordinari. Mi piacerebbe che questa vendemmia, ancora più del solito, simboleggiasse un atto di speranza e di rinascita”. 

Vigna della Regina è anche capofila della Urban Vineyards Association, la rete internazionale dei vigneti urbani di cui Luca Balbiano è presidente. L’associazione, i cui membri stanno portando a termine proprio in questi giorni la vendemmia 2020, ha visto l’ingresso di un nuovo associato: dopo Parigi, Lione, Siena, Milano, Palermo e le due vigne di Venezia (San Francesco della Vigna e quelle dell’Associazione Laguna nel bicchiere) da alcune settimane si è infatti aggiunta la prestigiosa e storica Vigna dei Papi di Avignone. 

Una rete internazionale sempre più strutturata, nata per promuovere il patrimonio storico, culturale e turistico che questi affascinanti vigneti all’interno di città e metropoli rappresentano. 

Recuperare cultivar storiche, veri e propri tesori di biodiversità, che si sono propagate nei secoli senza mai essere sostituite o quasi dimenticate, costituisce un progetto di riqualificazione storico-paesaggistica di enorme importanza. È l’”economia della bellezza”.

Andrea Di Bella