Economia & Lavoro

Stamperia di Govone, possibile ricollocare i 151 lavoratori Miroglio?

Scritto da Redazione Sabato, 18 Lug 2020 - 1 Commenti

In attesa della riunione in Regione in programma martedì 21 luglio alle 17 - dopo la chiusura della Stamperia di Govone - i sindaci di Alba e Asti uniti per riuscire a supportare concretamente i dipendenti coinvolgendo tutti gli attori del territorio.

Costruttivo confronto tra il sindaco di Alba Carlo Bo e il sindaco di Asti Maurizio Rasero dopo l’annuncio della chiusura della Stamperia Miroglio di Govone. Tra i 151 dipendenti rimasti senza lavoro, infatti, un nutrito gruppo arriva dall’Astigiano.

Dopo aver incontrato nei giorni scorsi lavoratori, sindacati e proprietà e in attesa della riunione in Regione in programma martedì 21 luglio alle 17, il primo cittadino albese ha programmato una serie di appuntamenti con i sindaci dei comuni di residenza dei dipendenti e con le imprese del territorio per valutare possibili ricollocazioni.

E’ importante ora unire le forze per riuscire a supportare concretamente i dipendenti coinvolgendo tutti gli attori del territorio – conferma il primo cittadino Carlo Bo -. Il sindaco Rasero mi ha assicurato massimo impegno a prendere contatto con le aziende della sua provincia e sondare eventuali ricollocazioni. Apro Formazione inoltre ha la dato la disponibilità a fornire ai lavoratori il suo supporto per aiutarli attraverso orientamento e corsi professionalizzanti in base anche a quelle che saranno le richieste del mercato locale”.

Il sindaco di Asti Maurizio Rasero aggiunge: “Purtroppo sono circa 50 i lavoratori astigiani coinvolti dalla chiusura della Stamperia di Govone e ciò sta a significare che questa crisi determinerà ulteriori problematiche economico-sociali che andranno ad aggiungersi a quellcausate dalla recente pandemia. Non possiamo far mancare loro la vicinanza delle istituzioni locali”.

Va ricordato che la Miroglio Textile, società dedicata al mercato dei tessuti stampati, uniti, filati, carta e film transfer, nella settimana appena conclusa ha messo in liquidazione la Stamperia di Govone srl, con sospensione della produzione a far tempo dallo scorso 6 luglio.

Nello stabilimento (uno dei più grandi d’Europa con i suoi 64 mila mq di superficie), lavorano attualmente 151 dipendenti.

L’Assessore al Lavoro Elena Chiorino ha risposto all’interrogazione del Consigliere Maurizio Marello (Pd): «La Regione Piemonte e l’assessorato non sono stati, all’attualità, contattati dalle organizzazioni sindacali ma stanno seguendo la situazione e convocheranno nei prossimi giorni le parti ad un incontro finalizzato ad esaminare la situazione e valutare tutti gli interventi possibili per salvaguardare l’occupazione, quali le politiche attive per il lavoro necessarie sia per l’ottenimento della CIGS per la cessazione di attività, sia per la ricollocazione dei lavoratori», ha precisato, ricordando anche le vicissitudini degli ultimi mesi.

«La Stamperia di Govone era assurta alle cronache con la recente pandemia poiché si occupava del trattamento del tessuto per le mascherine fornite alla protezione civile piemontese, che deve essere reso antigoccia e idrorepellente. La confezione delle stesse, invece, avviene invece presso l’Atelier di Miroglio Fashion che si trova ad Alba, e nei laboratori partner in Abruzzo, Lazio e Campania. La consegna è in carico alla M2Log, azienda di logistica. Ai primi di luglio Il Consiglio di Amministrazione della Stamperia, a fronte della decisione dell’assemblea dei soci di non ricapitalizzare la Società, ha accertato il verificarsi di una causa di scioglimento e la conseguente messa in liquidazione della stessa. La decisione, come dichiarato, è stata presa dopo attenta valutazione della situazione economico finanziaria e delle prospettive di mercato di medio periodo.

Si tratta di una realtà che da tempo vive seri problemi di mercato, tant’è che nel giro di pochi anni i suoi addetti sono passati dai 398 del 2006 ai 151 di oggi. E che intanto ha ridotto la propria produzione dai 24 milioni di metri di tessuto del 2011 ai 7,8 dell’ultimo anno, accumulando perdite che l’azienda ha quantificato per lo stesso periodo in 50 milioni di euro», ha spiegato ancora l’Assessore.

Al vaglio della Regione è anche la situazione dei dipendenti della Stamperia, come aggiunto ancora da Chiorino: «Le risorse attualmente in forza alla società Stamperia di Govone Srl sono 151, 10 delle quali sono state distaccate a Pollenzo e sono attualmente impiegate da Miroglio Textile srl per la produzione di mascherine chirurgiche in TNT. La parte restante dell’organico è attualmente collocata in Cassa integrazione Covid. Il Consiglio di Amministrazione della Stamperia di Govone Srl ha nominato un professionista, individuato nella figura di Gianluca Cairo, quale liquidatore della società.

Le Organizzazioni Sindacali hanno avviato il 7 luglio un tavolo di confronto, in sede sindacale, con l’amministratore delegato di Miroglio Textile, Alberto Racca, esprimendo assoluta contrarietà al tipo di percorso avviato dall’azienda. Nel corso degli incontri svoltisi sin qui sono state fatte le valutazioni del caso soprattutto per ciò che concerne l’obiettivo primario che è quello di salvare l’occupazione. La società, all’attualità, non recede dalla chiusura dello stabilimento ma la trattativa procede sulla cassa integrazione straordinaria per i dipendenti e la possibilità di agganciare il periodo di cassa con il pensionamento (anche se saranno pochi i lavoratori che potranno accedervi) e soprattutto sulla possibile ricollocazione dei lavoratori coinvolti».