Territorio & Eventi

SOS donna lancia "Ti rispetto": dieci domande ai giovani sulla violenza psicologica

Scritto da Redazione Giovedì, 12 Nov 2020 - 0 Commenti

Il questionario rappresenta dieci situazioni riscontrate in una giovane coppia e chiede ai giovani di rispondere se il modo di agire descritto "va bene", "non va bene", "non va bene, ma lo accetto".

Il lockdown non ferma SOS donna che, attraverso un questionario online, sonda la conoscenza dei giovani sulla violenza psicologica.

Il nuovo progetto si chiama "Ti rispetto" e ha nel sottotitolo le proprie finalità: 10 domande per scoprire cosa significa la violenza psicologica sulle donne, 10 risposte per imparare a riconoscerla.

Il questionario si rivolge ai giovani tra i 15 e i 20 anni delle scuole superiori e dei primi due anni dell'università. La compilazione, già in corso dal sito www.sos-donna.it, è in forma anonima e individuale. Unici dati richiesti: Sei una ragazza? Sei un ragazzo? Quanti anni hai?

Le scuole possono aderire entro il 17 novembre. Ci sarà tempo per compilare fino al 15 marzo 2021. Su proposta di Uni-Astiss, entro quella data risponderanno anche gli studenti, con età superiore ai 20 anni, di alcuni corsi universitari: le loro risposte costituiranno un significativo raffronto con quelle espresse dai ragazzi. Ad aprile saranno resi noti i risultati.    

"Il questionario - sottolinea l'Associazione Agar, ideatrice di SOS donna - è un'iniziativa finalizzata a 'smascherare' atteggiamenti presenti tra i giovani che non vengono immediatamente percepiti per quello che realmente sono: atti di abuso psicologico, forma di sopraffazione meno riconoscibile di quella fisica. 'Non prendere sotto gamba questi segnali!' è il messaggio che il questionario si propone di veicolare tra gli studenti per contribuire a creare maggiore consapevolezza e responsabilità nei comportamenti individuali".

Anche questa iniziativa di Sos donna, ultima di varie azioni promosse durante l'epidemia sanitaria, è frutto di un concreto lavoro di rete tra numerosi soggetti che già sostengono il progetto, attivo dal 2019, sui percorsi attivi ad Asti contro la violenza alle donne.

Alla stesura del questionario hanno lavorato, in particolare, l'équipe psicologica e le esperte di comunicazione di Agar e del Soroptimist Club di Asti. Fondamentale l'apporto delle forze dell'ordine (Questura e Carabinieri di Asti) nei cui fascicoli finiscono anche le segnalazioni e denunce delle vittime di violenza psicologica.

Con Agar e Soroptimist promuovono "Ti rispetto", che ha il patrocinio dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Asti: Consiglio regionale del Piemonte (Consulta delle Elette),  Anci Piemonte, Provincia, Asl AT, Cisa-Asti Sud, Cogesa, Fondazione CrAsti, Banca di Asti. Collaborano Uni-Astiss Polo Universitario Rita Levi-Montalcini e Biblioteca Astense Giorgio Faletti.

Particolarmente attive anche dal punto di vista organizzativo le donne del Soroptimist: "Il partenariato ed il relativo contributo all'attuazione del questionario - sottolineano - supportano e perseguono pienamente le finalità del Club astigiano, impegnato, oltreché con  progetti nazionali,  con azioni concrete sul territorio mirate al superamento del divario di genere ed al contrasto della violenza sulle donne".

Tre quesiti tratti da "Ti rispetto"

Il questionario rappresenta dieci situazioni riscontrate in una giovane coppia e chiede ai giovani di rispondere se il modo di agire descritto "va bene", "non va bene", "non va bene, ma lo accetto".

Ecco tre esempi:

1. Quando Francesca e Luca sono insieme, lui vuole leggere i messaggi che arrivano sul cellulare di lei.

2. La sera, nell'ultima telefonata prima di dormire, Luca chiede a Francesca di mandargli una foto per sapere se lei è a casa con i genitori e non in giro con le sue amiche.

3. Quando litigano, Luca non esita ad usare parole oltraggiose nei confronti di Francesca e ad alzare in modo considerevole il tono della sua voce, per poi scusarsi e promettere che non lo farà più.

Per leggere il questionario completo o compilarlo: www.sos-donna.it

Nella foto: i promotori di "Ti rispetto"