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“A San Martino, ogni mosto è vino”

Scritto da Redazione Mercoledì, 11 Nov 2020 - 0 Commenti

“…ma per le vie del borgo dal ribollir de' tini va l'aspro odor dei vini l'anime a rallegrar…” recitano alcuni versi della poesia “San Martino” di Giosuè Carducci.

“L'estate di San Martino dura tre giorni e un pochino” recita l’antico proverbioSi festeggia proprio nei giorni a cavallo dell’11 novembre e ha origini religiose.

Si narra, infatti, che Martino, giovane soldato nato nell’antica Pannonia, poi vescovo di Tours nel terzo sec. d.C., in una giornata d’autunno, in groppa al suo cavallo bianco, con in mano una piccola spada, uscendo dalle porte della città francese di Amiens, scorse un povero mendicante seminudo e infreddolito.

Il centurione tagliò subito il suo caldo mantello per coprire il vecchio. Nella notte gli apparve in sogno Gesù mentre raccontava agli Angeli del soldato Martino che lo aveva riparato col suo mantello. Al suo risveglio, stupito, ritrovò il mantello integro e il freddo e la neve avevano lasciato il posto al sole.

Quasi un’estate prodigiosa. Quel sogno fece si che il giovane Martino decise di battezzarsi, diventare cristiano e nel giro di qualche anno diventare monaco.

Ecco l’Estate di San Martino, quindi, un periodo dell’anno propizio per l’agricoltura: i contadini rinnovano i contratti agricoli, per tradizione; in questa ricorrenza molte famiglie di contadini macellavano il maiale per farne prosciutti, salami e salsicce; si spilla dalle botti il vino nuovo da abbinare alle prime castagne o ai biscotti tipici da inzuppare. “A San Martino, ogni mosto è vino”.

“…ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor dei vini
l'anime a rallegrar…”.

recitano alcuni versi della poesia “San Martino” di Giosuè Carducci.

E di biscotti parliamo. Ecco, quindi, una ricetta tipica nella versione classica da inzuppare nel moscato e nella versione farcita di crema di ricotta, cosparse di zucchero o ricoperte di glassa e cioccolato. Una ricetta siciliana che vale la pena di provare.

Biscotti di San Martino (Ricetta classica)

Ingredienti:
1 kg di farina
250 g di strutto
160 g di zucchero
60 g di lievito di birra
40 g di semi di finocchio
un cucchiaio di cannella in polvere

mezzo cucchiaio di anice, sale

Preparazione:
Sciogliere il lievito di birra in poca acqua tiepida.  Depositare la farina in una grossa ciotola. Porre al centro lo strutto, lo zucchero, il lievito miscelato, i semi di finocchio, la cannella e l’anice

Impastare ed amalgamare con acqua fino ad ottenere un impasto morbido e consistente (simile alla pasta di pane)

Ricavare dei bastoncini a cilindretto di circa 10 cm. di lunghezza  da avvolgere a spirale, per ottenere delle ciambelline

Collocare il tutto in una teglia imburrata, lasciare riposare  per un’oretta, in un luogo tiepido

Cuocere in forno preriscaldato per 40 minuti a 180 gradi

A cottura ultimata (occhio a non farli scurire troppo), dovranno risultare croccanti e friabili pronti per inzuppare.

Biscotti di San Martino (ripieni di ricotta)

Ingredienti:
1 kg di farina
250 g di strutto
160 g di zucchero
60 g di lievito di birra
40 g di semi di finocchio
Cannella in polvere
Vino Moscato
Ricotta q.b.
Zucchero a velo

Preparazione:
Procedere come nella prima ricetta

Stavolta, mettere in forno a fuoco moderato e sfornare appena sono cotti, però morbidi

Tagliare i biscotti in due parti, a 2/3 della sua altezza, e lasciarli raffreddare

Bagnare leggermente le due parti con il moscato.

Farcire con una buona quantità di ricotta, lavorata in precedenza con un po’ di zucchero

Spolverare il biscotto superiore con zucchero a velo e cannella.

                                                                                                          ANDREA DI BELLA