Cronaca

Ritrovata dopo oltre vent'anni lapide Contessa Castiglione

Scritto da Redazione Sabato, 23 Gen 2021 - 0 Commenti

Grazie alla torinese Fondazione Cavour. Amante di ben due teste coronate, la vita di Virginia Oldoini Verasis fu costellata di intrighi, amori e politica per culminare in un finale totalmente inaspettato.

E' stata ritrovata, grazie all'opera della Fondazione Cavour, la lapide della tomba di Virginia Oldoini Verasis, contessa di Castiglione, la 'femme fatale' che, su mandato del conte di Cavour, suo cugino acquisito, sedusse Napoleone III convincendolo a fare la guerra a fianco del Piemonte.

Era tra i reperti della liquidazione del vecchio Premio Grinzane Cavour: Giuliano Soria l'aveva portata dal cimitero Père-Lachaise di Parigi nel 1999, dove era sostituita con una copia, in occasione del centenario della morte della contessa, con l'accordo di provvedere, a proprie spese, al restauro.

La pietra, arrivata a Torino, non poté essere restaurata poiché Soria, morto nel 2019, fu implicato in gravi vicende giudiziarie (foto e testo Ansa).

La morte parigina e l’eredità

Negli ultimi anni, in seguito alla morte del marito e del figlio, la contessa di Castiglione affrontò una pesante crisi esitenziale. Decisa a ritrovare la gioia di vivere fece ritorno a Parigi dove fu protagonista di molti tableaux vivants, allora molto di moda ed esposti alle esposizioni universali, e degli scatti dello studio Pierson & Mayer.

contessa di castiglione

COURTESY WIKIMEDIA COMMONS & METROPOLITAN MUSEUM OF MODERN ART

Per questi posò in 500 fotografie in tre diversi periodi, un corpus di opere che racconta per filo e per segno la biografia della contessa che per l’occasione riproponeva gli abiti e le acconciature dei suoi momenti d'oro in società o interpretava le donne della letteratura e della lirica.

Tuttavia si racconta che nell’ultimo periodo, per non vedere la sua decadenza fisica, si velasse il volto, che avesse coperto gli specchi e che uscisse solo di notte. Dopo lo sfratto dal suo appartamento di Place Vendôme, morì in solitudine a Parigi il 28 novembre 1899. In alcuni diari e taccuini rinvenuti dopo la sua sepoltura e salvati dalla distruzione da parte della polizia, la contessa diseredava tutti i parenti indicandoli uno a uno, esprimendo il desiderio di essere sepolta a La Spezia con tutti i suoi gioielli, la camicia da notte verde acqua indossata a Compiègne e i suoi due pechinesi imbalsamanti.

Calcolatrice efficientissima in vita e stratega esperta nelle vicende amorose, Virgina Oldoini tuttavia fallì nel suo ultimo atto: tra i parenti si dimenticò di elencare i Tribone di Genova. Discendenti di una sorella del nonno materno diventarono così (ahi lei) i suoi indesiderati eredi universali, per una fortuna stimata all'epoca pari a due milioni di lire (fonte harpersbazaar.com).