Salute & Ambiente

Ricerca in vigna: un progetto di Cia Asti per il contrasto a Mal dell’Esca e altre virosi

Scritto da La redazione Venerdì, 31 Gen 2020 - 0 Commenti

Il Mal dell’Esca manifestatosi con particolare virulenza in questi ultimi anni. 

Si avvia nel 2020 una importante opera di sperimentazione in viticoltura, attuata dalla Cia di Asti insieme a importanti istituti di ricerca, al fine di provare in campo alcune azioni di contrasto alla principali malattie della vite, con particolare riferimento al Mal dell’Esca, manifestatosi con particolare virulenza in questi ultimi anni. 

L’idea, nata a seguito del Convegno sui Vitigni resistenti, organizzato in Luglio in occasione della Festicamp, si è ora tradotta in un vero e proprio progetto che punta a dare una svolta alla lotta fitopatologica.

Le principali necessità dei ricercatori sono quelle di testare sul campo le loro ricerche e il Monferrato astigiano è lo scenario dove metteranno a punto la sperimentazione, grazie anche alla disponibilità di alcune aziende agricole associate Cia. 

Il progetto utilizza, in corso d’opera, approcci integrati agronomici, metabolici, tecnologici e molecolari, per valutare l’efficacia delle soluzioni adottate e per la messa a punto di strategie di difesa integrate.

Il patrimonio vitivinicolo della provincia di Asti è fondamentale per l’economia locale e con questa iniziativa rivolta agli imprenditori vitivinicoli si contribuisce in modo concreto alla salvaguardia non solo del territorio e delle aziende stesse, ma anche degli stessi operatori agricoli. In programma il monitoraggio della diffusione della malattia sul territorio, l’identificazione delle strategie di prevenzione e cura della malattia, l’introduzione di nuovi protocolli per gestirla e la formazione del personale tecnico. 

“Confido fortemente che i risultati della sperimentazione – afferma il presidente provinciale Cia, Alessandro Durando – siano in grado di contribuire a passare ad una viticoltura più sostenibile e rispettosa dell’ambiente, con ricadute positive non solo sui vigneti, ma su tutto il territorio e, soprattutto, sulla salute dei viticoltori e dei consumatori finali”.