Territorio & Eventi

Prima edizione DigiTasting® per il salone dei vini alsaziani

Scritto da Paolo Manna Lunedì, 28 Giu 2021 - 0 Commenti

A completamento del programma, Millésimes Alsace DigiTasting® ha proposto conferenze, seminari, animazioni tematiche dedicate al territorio, all’economia e ai trend di consumo. Infine, i professionisti hanno potuto condividere le loro esperienze grazie a funzioni di scambio integrate nella piattaforma e sui social network.

Il tradizionale salone biennale dei vini alsaziani, Millésimes Alsace, giunto nel 2020 alla quinta edizione, fu cancellato causa pandemia, ma è tornato nel 2021 con una grande novità: la prima edizione DigiTasting®,  un nuovo salone tenuto in forma virtuale, o meglio phygital perché ha unito gli incontri digitali con le degustazioni reali con 100 aziende vinicole e 400 etichette protagoniste.

Un evento riservato ai professionisti e pensato per assumere una veste internazionale. 

L’inedito modello fieristico è stato progettato dal Conseil Interprofessionnel des Vins d’Alsace (Civa) e rappresenta una prima assoluta nello scenario enologico francese e mondiale, in quanto l’organizzazione 100% digitale degli incontri con i produttori protagonisti non rinuncia alla concretezza di vere degustazioni, rese possibili grazie all’invio gratuito e capillare in tutto il mondo di campioni monodose (mini bottiglie alsaziane da 3 cl) ai professionisti. 

La scelta delle Cantine di cui si desiderava ricevere i vini (fino a otto tasting boxes più due a sorpresa, scelte dal CIVA) agevolata dalla presenza di tantissimi filtri di ricerca, è avvenuta dietro registrazione gratuita sul portale della manifestazione (www.millesimes-alsace.com) che presenta le schede tecniche di tutti i 400 vini in degustazione, suddivisi tra colore, grado zuccherino, millesimo, vitigno, denominazione, biologico, biodinamico, ecc.. e le caratteristiche delle 100 aziende protagoniste (circuito di distribuzione, prassi ambientali, Paesi di esportazione, ricerca dell’importatore). 

In quasi perfetta analogia ad un evento fieristico in presenza, viticoltori e professionisti hanno potuto dialogare e degustare insieme i vini, approfondire le caratteristiche della Cantina, dei vitigni e del territorio alsaziano. Ma le sessioni virtuali erano aperte con qualunque produttore, anche senza aver ricevuto il relativo cofanetto di degustazione. A completamento del programma, Millésimes Alsace DigiTasting® ha proposto conferenze, seminari, animazioni tematiche dedicate al territorio, all’economia e ai trend di consumo. Infine, i professionisti hanno potuto condividere le loro esperienze grazie a funzioni di scambio integrate nella piattaforma e sui social network.

Millésimes Alsace Digitasting
«L’Alsazia è cambiata nel vero senso della parola. Restiamo un piccolo settore vinicolo su scala mondiale, ma abbiamo delle ambizioni e siamo determinati a realizzarle. Siamo orgogliosi della nostra storia e totalmente proiettati al futuro», commentava Didier Pettermann, presidente del Civa, alla presentazione alla stampa di Millesime Alsace Digitasting.

«Il contesto attuale non deve servire da scusa», proseguiva il direttore marketing Philippe Bouvet: «Millésimes Alsace DigiTasting® vuole riconciliare reale e virtuale, dando vita a un salone utile, efficace e pensato per offrire esperienze di qualità, al visitatore tanto quanto all’espositore».

A mio avviso i punti di forza di Millésimes Alsace DigiTasting vanno ricercati nella degustazione dei vini, che è reale, non virtuale, e nella visione verso il futuro, verso il momento in cui la pandemia non sarà più un pericolo e si potrà coniugare la presenza fisica, per coloro che potranno presenziare, a quella digitale che permetterà anche ai professionisti d’oltre oceano di incontrare i produttori.

Prosegue Philippe Bouvet : “Il contesto attuale non deve servire da scusa ma trasformarsi invece in una cartina tornasole. L’Alsazia intensifica ancora il suo dinamismo e la sua inventiva: siamo in gioco. Attraverso questo evento abbiamo voluto cercare un punto di sintesi tra le tecnologie più recenti e un savoir-faire centenario”. “È affascinante. Il digitale non è fine a sé stesso: deve soprattutto servire ad avvicinare le persone, facendo coabitare mondo fisico e virtuale”.

C’è un’ultima importante caratteristica di Millesimes Alsace Digitasting da evidenziare: l’appuntamento si inserisce in un percorso di responsabilità ambientale avviato dal Conseil Interprofessionnel des Vins d’Alsace: l’uso di vetro, materiale riciclabile all’infinito, per le mini bottiglie, segue la logica di ottimizzazione nel riciclaggio dei rifiuti. 

Il Consorzio dei vini alsaziani e i vignaioli della regione hanno puntato molto sull’evento perché convinti che i vini che producono siano al centro delle nuove tendenze del mercato vinicolo, che vede la significativa crescita dei vini bianchi, il gusto del consumatore che si orienta verso i vini freschi e secchi, la ricerca di rossi fruttati e strutturati e l’interesse per le bollicine di qualità che lievita.

Inoltre, i consumatori chiedono rigoroso rispetto per la natura e la biodiversità, per la componente umana che lavora nel mondo del vino. Prediligono i vini biologici e biodinamici in quanto vogliono sapere che cosa troveranno nella bottiglia che si accingono a stappare. L’ Alsazia è da sempre all’avanguardia in queste materie e sta rafforzando i legami tra il giusto profitto aziendale e il ritorno sul territorio, inteso come capitale da preservare.

Citare qualche produttore che spicca tra quelli incontrati, anche se virtualmente, non è semplice, perché non è stato possibile conoscerli tutti e degustare l’intera offerta dei vini alsaziani. Però, nell’ambito dell’attenzione verso i piccoli produttori e le cantine cooperative che spesso caratterizza gli articoli sul mondo del vino che pubblichiamo, mi sento di spendere parole di elogio per alcuni vignaioli la cui filosofia e l’attenzione per l’uva e il territorio in cui vivono mi hanno colpito: Domaine Jean Luc-Mader, Francis Beck e figli, Domaine Francois Baur, Domaine Jean-Marc Bernhard e la cantina cooperativa Cave de Ribeauville. Quando andrete a visitare l’Alsazia, territorio splendido, spendete un po’ di tempo per visitare qualche produttore locale o, meglio, degustate i loro vini (anche ora a casa vostra), eleganti, di personalità. Non ve ne pentirete.

Paolo Manna

Ph tratta da https://www.visit.alsace/it/la-strada-dei-vini-alsazia/