Cronaca

Portacomaro d'Asti, uccise il perito che valutava l'immobile pignorato: 30 anni al 92 enne assassino

Scritto da La redazione Lunedì, 18 Nov 2019 - 0 Commenti

Accolte le richieste dell'accusa. Dario Cellino sparò e uccise il 44enne Marco Massano, perito del tribunale. Aveva paura di perdere la casa

Trent’anni di carcere. A tanto è stato condannato Dario Cellino, il 92enne astigiano accusato dell’omicidio volontario di Marco Carlo Massano, il geometra 44enne di Rivoli, perito del tribunale di Asti, ammazzato con un colpo di fucile a Portacomaro d’Asti, durante un sopralluogo in via Asti. I tragici fatti risalgono al 9 novembre del 2018.

I fatti risalgono al 9 novembre del 2018 - Massano, sposato e con tre figli, di sette, cinque e dodici mesi, quella mattina era andato a Portocomaro per effettuare una perizia per una procedura di pignoramento legata ad un mutuo non pagato, presso l’abitazione dell’uomo.

L’anziano, un ex mobiliere, come hanno poi accertato gli inquirenti, proprietario di quella casa, nel timore di perderla, aprì il fuoco e lo uccise.

La sentenza di primo grado del giudice Francesca Di Naro, ha confermato dunque la richiesta pena del pm, Giorgio Nicola. “Una sentenza paradossale ha commentato il legale della difesa, Sabrina Zeglioconsiderata l’età del mio cliente”.

Cellino era presente in aula durante le fasi del processo, svoltosi con il rito abbreviato, ed è rimasto sempre in silenzio. “Era ossessionato dalla perdita della casa e ce l’aveva con la banca ha aggiunto l’avvocato – era arrabbiato e si era sentito tradito per il pignoramento. Ricorreremo in appello”.

“Il giudice ha disposto il massimo delle pena per l’imputato hanno affermato i legali di parte civile della famiglia Massano, Roberto Bazzano e Silvia Merlinoe ha disposto 2 milioni di euro di risarcimento per la vedova e i figli, 400 mila euro per i genitori della vittima e 150 mila euro per la sorella”.

“Non restituirà il loro caro ai familiariha detto l’avvocato Bazzano ma almeno c’è il sollievo, in loro, che giustizia sia stata fatta. Il giudice non ha concesso neppure le attenuanti generiche dovute all’età, vista la gravità del fatto commesso”.