Salute & Ambiente

Nuove antenne 5G a Torino, fondamentale dare priorità alla salute!

Scritto da La redazione Martedì, 11 Feb 2020 - 1 Commenti

Se ne discuterà sabato 15 febbraio ore 15,30 presso Polisportiva Campus via Pietro Cossa 293/12 a Torino. Interverranno il Consigliere Comunale Cataldo Curatella e il Responsabile Settore Energia di Legambiente Piemonte Giampiero Godio.

L'aumento delle antenne installate e l'avvio a Torino del 5G rischia di portare l'attuale esposizione ai campi elettromagnetici oltre i livelli di saturazione.

Il Comune di Torino deve monitorare il fenomeno e valutare i luoghi in cui vengono installati apparati di questo tipo.

In un’ottica di innovazione e prima di partire con l'implementazione del 5G su tutto il territorio comunale è fondamentale dare priorità alla salute, predisponendo un piano di localizzazione antenne che permetta di minimizzare l'esposizione senza bloccare il servizio.

Anche la Regione Piemonte deve avviare uno studio scientifico sui rischi per la salute causati dall'esposizione ai campi elettromagnetici, con l’istituzione di una commissione permanente sugli effetti dell'elettrosmog e predisporre una campagna su base regionale per la corretta applicazione del principio di precauzione per minimizzare gli effetti dell’esposizione.

E’ fondamentale per una corretta informazione e per chiedere ai cittadini e alle istituzioni una presa di coscienza dei rischi dell’elettrosmog.

I confini e le linee guida dell’elettrosensibilità, una nuova forma di malattia ambientale altamente invalidante e tipica dell’Era elettromagnetica, patita da un numero sempre più grande di cittadini invisibili, costretti alla fuga da città e modernità.

Nuove antenne 5G: prima un piano di localizzazione che renda minima l’esposizione

Scrive Giampiero Godio, responsabile Settore Energia di Legambiente Piemonte:

"Il problema dei campi elettromagnetici generati dalle antenne per la telefonia cellulare riguarda gli abitanti della zona di via Pietro Cossa, ma anche quelli di tutta Torino e di tutta Italia, e occorre che Comuni e Regioni prendano al più presto gli opportuni provvedimenti, prima che la situazione diventi irreversibile con l’arrivo delle nuove antenne per il 5G. I Campi elettromagnetici, anche quelli generati dalle antenne per la telefonia mobile, sono fortemente sospettati di essere dannosi per la salute, come si evince, anche recentemente, dall’appello sottoscritto a livello internazionale da un numeroso gruppo di scienziati e dalle conclusioni dello studio dell’Istituto Ramazzini.

La nuova tecnologia 5G per la telefonia mobile, a fronte di una maggiore velocità e capacità di trasmissione, se non appropriatamente pianificata e controllata provocherà un aumento di esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici, in modo molto pervasivo e ubiquitario, tanto è vero che le compagnie telefoniche chiedono una modifica nei limiti di esposizione, nonostante che le rilevazioni considerino già attualmente la media della esposizione nelle 24 ore, e non il massimo.

Noi non dobbiamo consentire che la tecnologia 5G prenda piede se non dopo che sia stato trovato il modo di rendere l’esposizione dei cittadini la più bassa possibile, oltre che controllabile con affidabilità e trasparenza.

La legge 36/2001 al comma 6 dell’articolo 8 stabilisce che un Comune può dotarsi di un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.

E’ quindi possibile predisporre un regolamento comunale che comprenda anche un appropriato piano di localizzazione, purchè questo piano di localizzazione sia tecnicamente valido, cioè non escluda semplicemente la possibilità di realizzare impianti, ma consenta tecnicamente ai gestori di assicurare il servizio di telefonia mobile indirizzando la localizzazione delle antenne in modo da assicurarne il corretto insediamento urbanistico e territoriale e rendere minima l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.

Per questo chiediamo alla città di Torino, che è stata così zelante da candidarsi ad essere la prima in Italia ad avere il 5G, di essere altrettanto zelante nell’essere la prima anche nell’individuare, insieme alle associazioni dei cittadini e ai gestori della telefonia, le modalità tecniche e organizzative per minimizzare l’esposizione della popolazione.

Se un Comune rinuncia a pianificare la localizzazione degli impianti, la localizzazione sarà decisa dai gestori della telefonia, in funzione dei loro obiettivi aziendali.

Se un Comune decide invece di pianificare la localizzazione degli impianti, può scegliere come obiettivo quello di rendere minima l’esposizione dei cittadini pur garantendo il servizio di telefonia e di comunicazione. Una volta definito quale è l’obiettivo, fare il Piano di Localizzazione è una questione tecnico-scientifica da affidare a professionisti competenti ed esperti.

Legambiente è disponibile ad accompagnare questo processo di pianificazione, a garanzia degli obiettivi prefissati e della partecipazione dei cittadini".