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Nell’anno della pandemia, l’Italia è un pò più felice..

Giovedì, 25 Mar 2021 - 0 Commenti

Il World Happiness Report 2021 si concentra sugli effetti di COVID-19 e su come si sono comportate le persone in tutto il mondo. L'Italia al 25esimo posto, in salita rispetto allo scorso anno.

Parlare di felicità in periodo di pandemia sembrerebbe un’eresia, però potrebbe essere una motivazione, una sfida, quasi inverosimile, per affrontare il presente ed il futuro. Anche se gli indicatori economici volgono tutti verso il basso, i cittadini riescono, nonostante tutto, a guardare il futuro con ottimismo.

World Happiness Report è uno studio, giunto alla nona edizione, che dà la classifica dei Paesi più felici al mondo. È redatto, ogni anno dal Gallup World Poll e supportato da varie organizzazioni, tra le quali, in Italia, la Fondazione Ernesto Illy e illycaffè.  

La pubblicazione del World Happiness Report 2021 cade in un momento in cui il Covid-19 continua a imperversare, poco più di un anno dopo che la World Health Organization ha ufficializzato la pandemia.

Gli effetti della pandemia sono stati diversi da Paese a Paese, anche in conseguenza alle politiche messe in atto dai singoli governi e alle condizioni di partenza del benessere e della fiducia della popolazione nei confronti della propria comunità di appartenenza.

Il World Happiness Report di quest’anno vede di nuovo la Finlandia in testa alla classifica, secondo i dati raccolti dal Gallup World Poll. Questo posizionamento è da attribuire principalmente alla fiducia della popolazione nei confronti della propria comunità, elemento che in questo momento di pandemia ha contribuito a proteggere il benessere delle persone.

L’Italia sale dal 28° al 25° posto, nonostante l’anno terribile che abbiamo trascorso. A differenza di altri Paesi, secondo i ricercatori del World Happiness Report, la risposta dell’Italia al virus è stata insoddisfacente, principalmente per una scarsa adesione della popolazione alle misure richieste e i pochi controlli, nonostante le misure messe in atto nei primi mesi della pandemia fossero stringenti.

Sosteniamo gli studi sulla felicità attraverso illycaffè e la Fondazione Ernesto Illy per capire quali sono le determinanti della felicità e attuarle nel nostro contesto del caffè - spiega Andrea Illy, presidente di illycaffè e membro del CdA della Fondazione Ernesto Illy –. Riteniamo la felicità un prerequisito per qualsiasi transizione verso una società più sostenibile, tanto che il benessere dei nostri stakeholder rappresenta uno degli impegni statutari della nostra azienda. Una responsabilità importante in un momento come questo, in cui il mondo interno deve affrontare la pandemia, il cambiamento climatico e, più in generale, la crisi sistemica generata dall’insostenibilità degli attuali modelli economici e sociali”.

La Finlandia conserva il primo posto “perché la fiducia reciproca ha contribuito a proteggere vite e a garantire mezzi di sussistenza durante la pandemia”. Questa motivazione sul concetto di fiducia è stata riscontrata anche in altri Paesi del Nord Europa che occupano le prime posizioni della classifica. Fiducia tra le persone e nei governi.

Entrano in scena i “legami sociali e la valutazione della propria vita”. Ma sono tanti i parametri che vengono presi in considerazione per determinare il grado di benessere della popolazione. I fattori determinanti includono: l'età della popolazione, l'essere un'isola o meno, la prossimità ad altre zone altamente infette. Alcune differenze culturali, inoltre, hanno ulteriormente contribuito a modificare il tasso: la fiducia nelle istituzioni pubbliche; la conoscenza maturata in epidemia precedenti; la disuguaglianza nel reddito; la presenza di una donna come capo del governo e persino la probabilità di ritrovare i beni smarriti, come un portafoglio.

Dobbiamo urgentemente imparare la lezione che ci ha dato il Covid - dichiara l’economista Jeffrey D. Sachs, presidente di United Nations Sustainable Development Solutions Network, l’ente che pubblica il report annualmente da nove anni -. La pandemia ci ricorda tutte le minacce ambientali che ci affliggono, l'urgente necessità di collaborare e le difficoltà di ottenere tale collaborazione in ogni singolo Paese e globalmente. Dobbiamo lavorare per il benessere piuttosto che per la mera ricchezza, che sarà davvero precaria se non miglioriamo il nostro modo di gestire la sfida dello sviluppo sostenibile”.

Il report suggerisce che le relazioni sociali e il senso di identità sono fattori molto importanti. Dobbiamo andare verso un futuro “ibrido” nel lavoro, con un migliore equilibrio tra vita privata e professionale e nel lavoro a distanza, per mantenere più facilmente le relazioni sociali e garantire una maggiore flessibilità ai lavoratori.

Dal 2015 a oggi l’Italia è passata dalla 50ª posizione alla 25ª tra i Paesi più felici. Qualcosa è successo e fa ben sperare.

Qualcosa di profondo sta accadendoha commentato Andrea Illy del World Happiness Report -. Io penso che forse ci sia una nuova consapevolezza degli italiani, un nuovo orgoglio, anche a causa della crisi, poiché gli italiani esprimono più solidarietà tra loro nei momenti di difficoltà".

Esiste la felicità e tutte le comunità devono concorrere a raggiungerla, nel migliore dei modi. Bisogna reagire, cooperare e reinventarsi. Nonostante tutto siamo un pò più felici. L’Italia ha le capacità per ripartire. Lo spazio c’è.

                                                                                         Andrea Di Bella