Economia & Lavoro

Massimo Bottura chiede a Conte 5 cose per salvare la ristorazione italiana

Scritto da Redazione Mercoledì, 28 Ott 2020 - 0 Commenti

Lo chef modenese lancia un appello al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in una lettera aperta al Corriere della Sera: ”Il ristorante di oggi vale una bottega rinascimentale. In tantissimi si sono indebitati per mettersi in regola. Per uscire da questa crisi senza precedenti, abbiamo bisogno di speranza e fiducia”.

Sulla questione ristoranti prende la parola uno dei massimi esponenti al mondo del settore, Massimo Bottura chef dell’Osteria Francescana di Modena, capoluogo dell'omonima provincia in Emilia-Romagna.

Lo fa in una lettera aperta pubblicata sulle pagine del Corriere della Sera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ponendo l’attenzione su cinque questioni per salvare il settore della ristorazione nel nostro Paese.

Ecco i provvedimenti da prendere, secondo lo chef pluristellato, esempio di eccellenza imprenditoriale del settore, a seguito dell’ultimo Dpcm:

Chiusura serale almeno alle 23.

Liquidità in parametro ai fatturati.

Cassa integrazione almeno fino alla stabilizzazione del turismo europeo.

Decontribuzione 2021 visto che per il 2020 abbiamo già adempiuto in pieno.

Abbassamento dell’aliquota Iva al 4% per il prossimo anno.

Abbiamo chiuso a marzo e ci avete chiesto di riaprire dopo tre mesi rispettando le regole. L’abbiamo fatto. In tantissimi si sono indebitati per mettersi in regola: mascherine, gel, scanner di temperatura, saturimetri, sanificazione dell’aria, test per tutto lo staff, ingressi alternati, tavoli distanziati. Per uscire da questa crisi senza precedenti, abbiamo bisogno di speranza e fiducia. La speranza è quella che ci mantiene in una condizione attiva e propositiva. La fiducia è credere nelle potenzialità personali e degli altri”.

Aggiunge Bottura: ”Io credo che oggi un ristorante, in Italia, valga una bottega rinascimentale: facciamo cultura, siamo ambasciatori dell'agricoltura, siamo il motore del turismo gastronomico, facciamo formazione, ed ora abbiamo dato inizio ad una rivoluzione culinaria 'umanistica' che coinvolge il sociale. L'ospitalità e la ristorazione, l'arte e l'architettura, il design e la luce sono gli assi portanti della nostra identità. Negli ultimi cinque anni a Modena, grazie ad un micro ristorante come l'Osteria Francescana, sono nati oltre 80 bed & breakfast".

E, in chiusura, lo chef si affida alla filosofia dell’immaginazione, di prospettiva, del futuro, per la politica. Uno sguardo il più ampio possibile, di visione, di speranza che spazia dalla poesia al sogno.

La politica è fatta di coraggio e di sogni. È simile alla poesia. È fatta di immaginazione e di futuro. La politica deve rendere visibile l'invisibile".

Andrea Di Bella

Foto tratta da timeout.com