Economia & Lavoro

Lorenzo Monge, n'Om e n'impreditor ëd Savijan "com as deuv"

Scritto da La redazione Venerdì, 14 Feb 2020 - 0 Commenti

Nel 1992 gli fu conferita l'onorificenza dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, nel 1999 del premio Fedeltà al Lavoro dalla Camera di Commercio.  Altri riconoscimenti gli furono conferiti dalla Cassa Edile di Cuneo, dove fu amministratore negli Anni 70. 

Oggi, a funerali avvenuti del saviglianese Cav. Lorenzo Monge, i ricordi affiorano.

Un Uomo che ha lasciato nella moglie Adriana Rabbone, nei figli Filippo con Marzia, Michelangelo con Daniela, negli amatissimi nipoti Linda, Virgilio, Eugenio, nei familiari, in tutti i parenti, nei tanti amici e in chi ha avuto modo di conoscerlo, la sensazione di essere un "privilegiato".

Erano suoi l'educazione e la raffinatezza di modi e di gusti. Sempre attivo in Azienda e sul campo da golf non disdegnava però la compagnia degli amici seduti al tavolo di una tipica trattoria delle Langhe o del Monferrato, dove Uomo di tanta esperienza amava "raccontarsi" e sempre suscitava sorprendentemente nell'ascoltatore la curiosità di saperne di più...

Appassionato di golf (iscritto al circolo La Mellana di Boves), componente del Rotary di Savigliano, amava anche i viaggi. Nel 1992 fu insignito del titolo di cavaliere dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga, nel 1999 del premio Fedeltà al Lavoro dalla Camera di Commercio.  Altri riconoscimenti gli furono conferiti dalla Cassa Edile di Cuneo, dove fu amministratore negli Anni 70. 

Aggiunge Filippo Monge (docente universitario, già presidente provinciale Ance, sezione edile di Confindustria Cuneo): "L'esempio che ho ricevuto da mio padre è l'esempio di San Giuseppe, di una persona vicina al prossimo la cui mission principale è il lavoro, lui parlava sempre solo di lavoro, anche in vacanza nell'amata Sardegna, parlavamo di lavoro. Se io gli raccontavo, che ne sono qualcosa della Juve lui parlava di lavoro... Mi raccontava cosa aveva fatto in passato e cosa avrebbe voluto ancora fare. Lui era nato sul lavoro, viveva sul lavoro e il lavoro per lui era terapeutico e anche in questi giorni di sofferenza per farlo stare bene parlavamo del suo lavoro e lui sembrava quasi sollevato. Ecco, sia io che mio fratello abbiamo cercato di parlargli di lavoro non per stancarlo ma per farlo star meglio perchè lui viveva per il suo lavoro e ogni tanto mi ricordava suo papà, un antifascista, artigiano edile, che fece molto per la Liberta".

Al funerale la presenza di colleghi imprenditori, amici dei vari sindacati, rappresentanti delle istituzioni con cui si era rapportato nella sua vita professionale e nel suo impegno sociale e sportivo.

Lorenzo, rimarrai in noi sempre!

Luciana Monticone

 

Traduzione del titolo di Oscar Barile: Lorenzo Monge, un Uomo ed un imprenditore saviglianese "come si deve..."