Salute & Ambiente

Limiti organizzativi per le mascherine a cinquanta centesimi. Nessuna consegna a Torino e Milano

Scritto da Redazione Martedì, 12 Mag 2020 - 0 Commenti

I dispositivi di protezione individuale sold out in poche ore. Dal commissario per l'emergenza, Domenico Arcuri : "Basta bugie, la colpa è di farmacie e distributori".

I dispositivi di protezione individuale e prezzi calmierati ancora non sono stati consegnati nelle principali città italiane come Torino e Milano, ma anche nei piccoli centri dove sono arrivati sono finiti nel giro di poche ore.

Non ha retto alla prova neanche Roma, una città importante in questa prima fase della distribuzione.

Dalla Federfarma, “Nella quasi totalità delle farmacie le mascherine chirurgiche sono già finite”.

L’allarme viene direttamente da Marco Cossolo, presidente di Federfarma.

“Nella quasi totalità delle farmacie dove sono state consegnate a prezzo calmierato, per esempio a Roma, le mascherine chirurgiche sono già finite.

Non sono state ancora consegnate in altre grandi città come Milano e Torino e c’è ancora stallo sulla carenza di mascherine.

I farmacisti sono disponibii alla vendita, ma le ingenti quantità promesse, affinché queste ultime fossero nella disponibiltà delle farmacie, purtroppo non sono arrivate. Su questo siamo punto e a capo“, ha dichiarato Cossolo.

Dal canto suo il commissario per l'emergenza, Domenico Arcuri afferma: ‘La colpa è di farmacie e distributori’. “La colpa non è mia ma di distributori e farmacisti”, si è difeso Arcuri.

"Le farmacie non hanno le mascherine perché due società di distribuzione hanno dichiarato il falso non avendo nei magazzini i 12 milioni di mascherine che sostenevano di avere. L’unica mia ‘colpa è di non aver voluto "sanare mascherine prive di autorizzazioni che i responsabili della distribuzione avrebbero voluto mettere in commercio".

“Non è vero che i farmacisti ci avrebbero rimesso o ci starebbero rimettendo perché ai distributori è stato comunque garantito un rimborso perdispositivi acquistati prima della definizione del prezzo a 0,50 centesimi. L’unica evidente verità è che non essendo in grado di approvvigionarsi delle mascherine, adesso provano a scaricare le loro responsabilità sul Commissario. Oppure, peggio ancora, aumentando il prezzo”.

È evidente che la macchina organizzativa, almeno per quanto riguarda la distribuzione delle mascherine, sta mostrando limiti evidenti.

Qualcosa non procede come previsto e molti cittadini sono costretti ad assicurarsi i dispositivi di protezione individuale spendendo cifre consistenti se non addirittura esagerate. Inoltre non sempre i canali di distribuzione sono propriamente affidabili.

Scarica QUI la guida con tutte le precauzioni da prendere per limitare il contagio da coronavirus (fonte newsmondo.it).

Un cartello esposto all'esterno di una farmacia ©

Un cartello esposto all'esterno di una farmacia

Nelle prossime settimane le mascherine a 50 centesimi si troveranno anche nei tabaccai, ha detto il Commissario per l'emergenza Domenico Arcuri annunciando la firma "nei prossimi giorni con l'associazione dei tabaccai, che ha 50 mila di punti vendita nel paese".

"Abbiamo sottoscritto i primi due accordi non esclusivi (con la grande distribuzione e con la distribuzione dei farmacisti, ndr) e confidiamo di farne altri ancora con reti di distribuzione altrettanto massicce".

Ipotesi mascherine obbligatorie a scuola a settembre

Mascherina obbligatoria in tutte le scuole italiane. E' una delle ipotesi sul tavolo degli esperti che stanno lavorando al piano per consentire di tornare sui banchi a settembre.

Oltre al distanziamento sociale nelle classi - con i banchi separati di almeno un metro e mezzo - l'altra ipotesi è che la mascherina sia obbligatoria per tutti gli studenti sopra i sei anni, i docenti e tutto il personale della scuola.

 

 

Scatto di Luciana Monticone