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L’arte musicale dei suonatori di corno da caccia riconosciuta dall’UNESCO Patrimonio Culturale Immateriale

Mercoledì, 23 Dic 2020 - 0 Commenti

Altro riconoscimento Unesco al Piemonte. Si festeggia alla Reggia di Venaria e alla Palazzina di Caccia Stupinigi, L’arte musicale dei suonatori di corno da caccia ”rappresenta una tecnica strumentale legata al canto, alla maestria dell’emissione e del vibrato, alla risonanza dei luoghi e alla convivialità".

Alla Reggia di Venaria e alla Palazzina di Caccia Stupinigi si festeggia. E' arrivata, da Parigi, la notizia che si attendeva da tempo: il riconoscimento Unesco, tra i patrimoni immateriali, dell’arte musicale dei suonatori di corno da caccia. Stiamo parlando del corno naturale, «senza valvole o pistoni», in uso nella tradizione sabauda e francese.

E’ frutto di una candidatura internazionale tra Francia, Belgio, Italia e Lussemburgo, annunciata proprio in Piemonte, alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, nel 2014.

"Questo riconoscimento riguarda direttamente la nostra regione in quanto l’Italia è rappresentata dal Piemonte, dai suonatori dell’Equipaggio della Regia Venaria, gruppo musicale dell’Accademia di Sant’Uberto. La soddisfazione per il riconoscimento dell’arte si aggiunge ai tanti riconoscimenti Unesco avuti dal Piemonte, architettonici, naturalistici, gastronomici, con la peculiarità di contribuire al loro avvaloramento ricostruendone dal vivo il paesaggio sonoro» sottolinea Vittoria Poggio, assessore alla Cultura della Regione Piemonte.

Il dossier italiano ha come protagonista la comunità costituita dai suonatori dell’Equipaggio della Regia Venaria, formazione musicale rivitalizzata nel 1996 dall’Accademia di Sant’Uberto-Onlus, associazione culturale che ha seguito l’iter della candidatura.

La sede legale dell’Accademia è a Stupinigi, quella operativa-musicale alla Reggia di Venaria: due sedi che sottolineano il legame storico del suono del corno con il loisir reale.

L’Accademia ha curato una ricerca molto approfondita su questo strumento amatissimo nelle corti europee. Sempre l’Accademia è stata la creatrice dell’Equipaggio che ha girato l’Italia, sconfinando anche in Francia, Portogallo e Slovenia, portando la voce dei corni del Piemonte. Parallelamente, la missione dell’Associazione si è concretizzata nell’organizzazione di una serie di iniziative.

La pratica dello strumento ha una storia unica rispetto agli altri: nato e sviluppato tra XVII e XVIII secolo per le cacce reali è stato simbolo del potere e della magnificenza delle corti d’età barocca, ma contemporaneamente opportunità per i musicisti, subito introdotto nella musica d’arte, in ambito militare e d’ intrattenimento.

Il riconoscimento è un incentivo a promuovere la trasmissione e diffusione di quest’arte: mentre la formazione continuerà alla Reggia di Venaria, parallelamente si lavorerà a sviluppare il dialogo con altre comunità di suonatori con pratiche assimilabili a quella del corno da caccia in uso in Piemonte e Francia (come il corno barocco o il Parforce della tradizione mitteleuropea).