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L’Amministrazione comunale di Cinaglio interviene in merito all’“Affaire-San Felice”

Scritto da Redazione Mercoledì, 23 Set 2020 - 1 Commenti

Le risposte alle domande poste dalla petizione popolare.

L’Amministrazione comunale di Cinaglio (Asti) ha finalmente risposto alle numerose domande poste dalla petizione popolare provocata in paese dalla contestata decisione del Comune di installare nei pressi del cimitero e dell’attigua chiesetta romanica di San Felice una vistosa antenna destinata a diffondere il segnale telefonico.

Al momento attuale, il completamento dell’impianto è stato temporaneamente bloccato da un intervento della Sovrintendenza alle Belle Arti, che – sollecitata dalle vivaci proteste contro l’erezione dell’impianto in un luogo molto caro alla memoria storica e al sentimento religioso dei cittadini  - si è riservata 120 giorni di tempo per decidere se estendere all'area vicina al monumento quel vincolo di immodificabilità già previsto per la sola Pieve di San Felice da un decreto del Ministero della Pubblica Istruzione risalente al lontano 1908: un provvedimento pertanto prodotto in un contesto storico-culturale assai differente rispetto a quello attuale.

"Ho deciso di pubblicare integralmente il documento ricevuto dall’Amministrazione comunale - allegato - in quanto documento ufficiale, non necessitando esso di chiose o  interpretazioni, ma lasciandolo al giudizio nudo e crudo dei lettori. 

Da Cinagliese, auspico nondimeno che i contendenti – messi da parte retorica e tatticismi - trovino nelle risposte date alle numerose questioni lo spunto per intavolare un confronto concreto e capace di riportare in paese  quella concordia sociale minima e necessaria a vivere una vita comunitaria autentica".

Paolo Ferrero