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La famiglia Malabaila: vino e storia del Roero e del Monferrato (VIDEO)

Scritto da Redazione Sabato, 27 Giu 2020 - 0 Commenti

Le prime notizie relative ai Malabaila nella zona del Roero risalgono al 1270, quando la famiglia, dopo Asti, decise espandersi nel Roero, dove, per marcare la loro presenza, avevano necessità di una dimora adeguata: entra quindi sulla scena il castello Malabaila di Canale.

«Aequari his potuit semper Malabaila propago Cum nempe excellant nobilitate pari»

(Anonimo, XIV secolo, tratto da Storia della Città di Asti, Serafino Grassi, Asti 1894, vol. II, pg 234)

Spesso si tende a considerare il territorio roerino un cugino meno importante del territorio delle Langhe, eppure il Roero è denso di storia e di presenze vinicole importanti e la famiglia Malabayla o Malabaila ne rappresenta una porzione importante, nonché un legame profondo con il Monferrato.

La famiglia Malabaila appartiene infatti alle “casane astigiane”, banchi che ad Asti, nel Medioevo, svolgevano attività di cambia-valute e di prestito su pegno. Ci troviamo in quel gruppo di famiglie che ottennero la loro ascesa sociale non per discendenza patrizia, ma in seguito ad attività finanziarie e commerciali.

La leggenda vuole che la stirpe dei Malabaila discenda direttamente dagli Anscarici, dinastia marchionale e poi regale di origine franca, di stanza ad Ivrea.

In un primo tempo i membri della famiglia erano denominati Abelloni, e fra le iniziative più importanti cui presero parte, si segnala la partecipazione alla fondazione dell’Abbazia di Vezzolano nel 1095.

Il primo ad essere chiamato Malabaila, fu Abellono II,che, durante la guerra civile tra guelfi e ghibellini - la famiglia parteggiò sempre per il partito guelfo, non a caso un esponente, Robaldo, nel XII secolo guidò le truppe astigiane al servizio di Papa Giovanni XXII contro i Visconti – fu fatto prigioniero nel 1308.

In origine mercanti di stoffe e lane, come tutte i casanieri astigiani, i Malabaila svilupparono l’attività di prestito su pegno in tutta Europa, raggiungendo l’apice del loro sviluppo tra il XV ed il XVI secolo.

La famiglia attraverso alcune diramazioni divenne proprietaria dei feudi di Canale, Cercenasco, Montà, Varigliè, Antignano, Benevagienna, Castellino de’ Voltis, Cellarengo, Corneliano, Demonte, Monteu Roero, Monticello, Sommariva Bosco, Torre Valgorera ed ebbe anche alcune proprietà a Burio, Castellinaldo, Ferrere, Monale, S. Stefano Roero, Serra Lunga.

Sul finire del XIII secolo, la famiglia gestiva casane in Savoia a Bourg-Saint-Maurice, Châtillon-sur-Chalaronne, Marlieux, Saint Raimbert, Lompnes, Pont-d’Ain, Ambronay. Nel XIV secolo, l’attività si sviluppò anche a Bourg-en-Bresse.

Le prime notizie relative ai Malabaila nella zona del Roero risalgono al 1270, quando la famiglia, dopo Asti, decise espandersi nel Roero, dove, per marcare la loro presenza, avevano necessità di una dimora adeguata: entra quindi sulla scena il castello Malabaila di Canale.

Costruito nel 1270 a difesa del paese, all’inizio del XVI secolo fu acquistato, in successine, dalle famiglie nobiliari dei Biandrate, dei Visconti di Milano, dei conti Roero e infine dei Malabaila di Castellinaldo, che acquisirono il titolo di conti di Canale. Durante il loro dominio il castello fu ingrandito e trasformato in residenza signorile. Il complesso si presenta come un massiccio parallelepipedo con elementi caratteristici medievali e particolarità cinque-seicentesche.

La famiglia Malbaila del Roero annovera personaggi illustri come Baldracco, vescovo di Asti dal 1348 al 1364, Filippo, generale dell’Ordine cistercense nel 1635, storico ed esperto di storia civile ed ecclesiastica.

Su tutti emerge Luigi Girolamo (1704-1773) Conte di Canale, per molto tempo ambasciatore del re di Sardegna Carlo Emanuele III a Vienna e personaggio di spicco sulla scena politica del Settecento illuminista.

Il primo documento che parla di un acquisto di un terreno da dedicare a vigneto risale al 1362. Il protagonista della storia è il Castelletto, storica vigna locata sul versante meridionale di una collina che aveva in cima un piccolo castello. È proprio da questa vigna che ancora oggi l’azienda Malabaila produce il vino di punta della gamma: il Roero Riserva Castelletto.

A testimonianza della continuità storica dell’attività vinicola, negli archivi aziendali sono state ritrovate sette lettere, che datano a partire dal 1500 fino al 1624, in cui il principe di Piemonte e il duca di Savoia richiedevano i vini Malabaila a corte.

Oggi la produzione aziendale di vino si sviluppa su circa 22 ettari di vigneto, che permettono di destinare al mercato circa 100 mila bottiglie all’anno.

Il terroir del Roero è ricco di minerali e fossili in sabbie bianche, ottime per il drenaggio delle piogge. Il paesaggio è ricco di colline scoscese sulle quali si alternano vigneti, noccioleti, frutteti e i famosi boschi da tartufo.

Un tempo la vinificazione veniva portata avanti al castello, dove erano sistemate anche le botti destinate all’affinamento. Nel 2004 la produzione è stata poi spostata alla cascina Pradvaj (termine piemontese che significa arnese), una dimora antica, del 1700, usata per la produzione del vino, la raccolta del grano e all’allevamento del bestiame.

Anche la cantina ha subito un rinnovamento completo, con un progetto all’avanguardia non solo per l’aspetto prettamente tecnologico, la parte dedicata alla vinificazione è stata infatti ricoperta da una collina in modo da essere refrigerata naturalmente, ma anche per l’effetto estetico straordinario che la nasconde alla vista in maniera quasi perfetta.

Si trova in una posizione strategica ideale, al centro di tutti i vigneti, un valore aggiunto perché facilita la lavorazione e il trasporto dell’uva. La tendenza dell’azienda a favorire interventi sempre più in sintonia con la natura fa sì che nelle vigne sia stato totalmente eliminato l’uso di diserbanti e venga preferita la concimazione organica naturale.

Veniamo ai vini prodotti: Roero Riserva Castelletto, 100% Nebbiolo, ottenuto da vigne di 40 anni con esposizione sud, sud-ovest a 200-250 slm. Coltivazione condotta a basso impatto ambientale e lotta integrata.

Pigiatura soffice di grappoli interi scelti, a temperatura controllata in acciaio inox.

Fermentazione in acciaio e successivo affinamento in barrique da 2,25 hl per 24 mesi. Rosso granato luminoso e impeccabile.

Ventaglio olfattivo ampio e avvolgente: esordisce elegante e speziato, per poi virare su toni balsamici e di sottobosco. Ingresso al palato caldo e morbido, armonioso nelle sensazioni, lungo in persistenza. Perfetto con brasato, formaggi stagionati e uova al tartufo.

Intrigante il Pas Dosè Metodo Classico, vino spumante 50% Nebbiolo 50% Arneis. Ottenuto da vigne di età di 45, qualcuna anche di 50 anni, con esposizione sud ovest, altitudine 240 slm. Coltivazione a basso impatto ambientale e lotta integrata.

Affinamento in bottiglia sui lieviti per 48 mesi. Colore giallo freddo molto tenue, spuma cremosa con perlage fine e persistente. Note di gelsomino e fiori bianchi.

La freschezza che si percepisce al naso si ritrova al palato, dove affiorano sensazioni di fiori bianchi e note agrumate per poi avere un finale di lime.

Ottimo come aperitivo e in accompagnamento a crudités e ostriche.

Siamo in Roero e non possiamo esimerci dal parlare dell’Arneis, ed il Roero Arneis Pradvaj di Malabaila merita.

100% Arneis, vigne di 35 anni con esposizione a sud ovest, altitudine di 200 slm. Coltivazione e trattamenti  a basso impatto ambientale e lotta integrata. Pigiatura soffice di grappoli interi scelti a temperatura controllata in acciaio inox. Anche l’affinamento è condotto in acciaio. Giallo paglierino, bouquet molto floreale, spiccano fiori bianchi e pesche a pasta gialla. In bocca pieno e armonioso, scivola lasciando un bel finale di pesca e mandorla. Grande struttura e finale molto lungo al palato. Formaggi e primi gustosi.

Concludo con il Cardunaj, vino rosso 100 % Brachetto, da vigneto di 20 anni esposto a sud, sud - ovest, a 200-250 slm. Coltivazione e trattamenti    a basso impatto ambientale e lotta integrata. Pigiatura soffice di grappoli interi scelti a temperatura controllata in acciaio inox: anche l’affinamento è in acciaio. Rosso vivo e luminoso, naso molto aromatico, ricco, ampio e potente di rosa, fiori di ciliegio e lamponi. Il naso annuncerebbe il gusto dolciastro al palato, mentre si resta sorpresi dal tannino raffinato e dalla sapidità che rende il Cardunaj molto particolare. Perfetto con piatti difficili come, risotto agli asparagi, i carciofi e piatti speziati etnici.

Ho scelto qualche esempio della gamma dei vini di Malabaila, ma ciascuno merita di essere degustato.

Paolo Manna