Cultura & Spettacoli

Il primo libro di Don Carlo Pertusati, parroco di Villafranca d’Asti 

Scritto da Redazione Venerdì, 2 Ott 2020 - 1 Commenti

Edito da Effatà Editrice (Cantalupa Torino) sarà presentato al pubblico della Diocesi di Asti, a Villafranca e altre località della Diocesi stessa.

Ideato al tempo dei distanziamenti sociali e delle chiusure plurime, “Scambio di doni”, il libro di Don Carlo Pertusati rappresenta significativamente un inno a riavvicinamenti e riunificazioni in genere.

Parroco di Villafranca d’Asti e docente universitario di Patrologia, Storia della Chiesa antica ed Ecumenismo, Don Carlo ha dedicato il suo scritto proprio a quest’ultima branca della scienza religiosa:

Come recita il sottotitolo del volume – “L’ecumenismo dei martiri e dei santi” – è proprio attraverso la riscoperta delle figure dei “campioni della Fede” - i martiri, testimoni per eccellenza dell’annuncio evangelico fino all’effusione del sangue, e i santi, nelle cui parabole esistenziali si realizza quell’ideale di perfezione di vita cristiana su questa terra - che “le diverse chiese cristiane – per mezzo di questo mirabile e metaforico scambio di doni tra la tradizione occidentale e quella orientale – possono ritrovarsi nello spirito di unità già auspicato dal Vangelo e dalla dottrina della chiesa, specie dal pensiero post-Conciliare.

Se l’ecumenismo è infatti l’assieme degli sforzi – di pensiero e azione – volti al riavvicinamento e tendenti alla riunificazione finale dei fedeli delle diverse confessioni cristiane (cattolici e ortodossi in primis), “scoprire per un Cristiano cattolico l’eccezionale esemplarità delle vite di un San Sergio, per esempio, o di un Santo Silvano del Monte Athos, dice Don Carlo, può essere la via attraverso la quale ciascuno di noi può capire che il soffio benefico dello Spirito “soffia dove vuole”, edificando esempi di virtù tali da suscitare in noi il desiderio dell’incontro, l’arricchente esperienza del dialogo e del confronto col “fratello separato”,  in un’attitudine etica utile non solo per la vita della Chiesa, ma in un certo senso per il mondo intero.

Da non trascurare, peraltro, il contributo che viene dal basso, delle consuetudini popolari, dei moti e delle iniziative spontaneamente  assunte dai fedeli stessi, appartenenti alle diverse confessioni, ma miranti tutti alla messa in comune del comune patrimonio spirituale e storico diviso da  molti secoli consumati tra dispute e questioni teologiche sovente tracimate nei campi fangosi del potere e del predominio.

I grandi Pontefici del nostro tempo - da Paolo VI° a Giovanni Paolo II° fino a Benedetto XVI° - hanno intuito che i grandi testimoni della fede sono una sorta di dono profetico nell’arduo cammino verso l’unità dei Cristiani.

Di Papa Francesco resta poi la splendida immagine della “ecclesiologia del poliedro”, un’immagine che supera quella di una Chiesa romanocentrica plasticamente ispirandosi alla figura di un solido che nella sua multilateralità esprime al meglio la ricchezza e la varietà dei carismi e dei doni particolari, concorrenti peraltro tutti a una “mirabile visione” comunitaria.: “Auspico poi – dice Papa Bergoglio – che i santi di ogni confessione cristiana, pienamente uniti nella Gerusalemme di lassù, ci aprano la via per percorrere quaggiù tutte le possibili vie di un cammino cristiano fraterno e comune”.

“Scambio di doni – L’ecumenismo dei martiri e dei santi” è edito da Effatà Editrice (Cantalupa Torino) sarà presentato ad Asti e numerose altre località della Diocesi astense, da Asti stessa a Villafranca:

“Non si tratta del mio primo lavoro editoriale – asserisce Don Carlo – avendo io già prodotto numerosi articoli su riviste di settore, sempre circa la questione ecumenica o incentrati sugli studi patristici: questo però /e lo dico con un briciolo di orgoglio) è il mio primo libro! L’ho dedicato alla cara memoria dei miei genitori, la cui amorevole e concretissima presenza spirituale mi è stata di particolare aiuto durante un’esperienza bella e faticosa: come ti ho detto, il volume è stato steso durante il Lockdown (in soli quaranta giorni: una coincidenza, una tempistica densa di suggestioni simboliche per noi credenti, no?) e vuol essere il mio modestissimo contributo per indicare una via che porti noi uomini a saperci riaprire a noi stessi e agli altri, riconciliandoci infine durante questi tempi di terribile aridità spirituale, con la nostra intima umanità”.

Paolo Ferrero