Economia & Lavoro

Nel paradiso delle Langhe i pregiati vini della Lodali di Treiso

Scritto da Redazione Domenica, 31 Mag 2020 - 0 Commenti

Presentate online le ultime annate del Barbaresco e Barolo, vini il cui primo sorso richiama il secondo, quest’ultimo il successivo in un crescendo il cui risultato finale è che la bottiglia finisce presto...

A Treiso (Cuneo)comune dove Beppe Fenoglio ha ambientato il romanzoin "Una questione privata", per ben tre giorni, l’Azienda vinicola Lodali ha dato appuntamento ad amici, colleghi, giornalisti, sommeliers, ristoratori e buyer per la presentazione dell’annata 2016 del Barolo e 2017 del Barbaresco di sua produzione.

In epoca di lockdown, anche se in fase 2, gli eventi hanno avuto luogo sul nuovo palcoscenico ove tutti noi, chi più chi meno, operiamo: il web. 

Se la distanza ha obbligato i partecipanti all’assaggio dei vini di Walter Lodali in solitaria, al contempo non ha impedito lo svolgimento di un proficuo ed interessante dibattito, al cui termine sono piovute le lodi per i personaggi principali dell’evento: i vini.

La storia di questa azienda è una delle più profonde rappresentazioni della fatica cui ci si deve abituare se si desidera produrre vini di qualità fra le colline di Langa; è la storia di Giovanni Lodali, contadino, figlio di contadini, che iniziò a vinificare per i clienti della sua trattoria a Treiso, l’unica nell’allora piccola borgata.

Finita la guerra Giovanni costruisce casa e una grande cantina.

“Devono essere le uve migliori – diceva Giovanni Lodali nel 1939 – perché qui il vino ce l’hanno tutti, e tutti s’intendono molto; se non vinifichi e non hai fatto una buona scelta vanno a comprare altrove”. 

Nel 1955 il figlio Lorenzo si diploma ad Alba, alla scuola enologica.

Nel 1958 Lorenzo, affiancato dalla moglie Rita, produce i primi cru di Barbaresco e Barolo; gli affari vanno bene e i vini si vendono anche all’estero.

Nel 1982 Lorenzo muore. Rita, con Walter appena nato, trova il coraggio di proseguire, decisa a portare avanti il progetto, puntando tutto sulla qualità e tipicità. Walter, diplomatosi nel 1998 alla scuola enologica di Alba, erede ancor giovane ma già dentro alle cose del vino, porta nuova linfa: cura ed esalta il terroir dei vigneti Bricco Ambrogio e Rocche dei Sette Fratelli; rinnova le attrezzature di cantina, perfeziona le tecniche di produzione e vinificazione.

Nel 2005 escono dalla cantina le riserve Lorens, dedicate al padre Lorenzo: Barolo e Barbaresco prodotti con le uve selezionate delle annate migliori dai vigneti Bricco Ambrogio e Rocche dei Sette Fratelli.

Cantina Lodali dal 1939 - Tre generazioni con il cuore e le radici ...

La tradizione prosegue anche con le ultime bottiglie entrate sul mercato.

Il Barbaresco Rocche dei 7 fratelli 2017 si presenta al naso con dei bei sentori di frutta rossa, violetta, e tabacco.

Al palato è ben bilanciato tra l’alcol, i tannini integrati nel sorso, l’acidità e la sapidità finale che gli consentono di durare a lungo nell’assaggio. Barbaresco già godibile adesso che si può attendere per qualche anno.

Il Barbaresco Lorens 2017 è più concentrato e più denso del suo fratellino, in quanto si avvale delle uve dalle zone migliori dei vigneti di Treiso.

Ne conferma le caratteristiche ma in uno scenario più ampio e complesso: un po’ di liquirizia in aggiunta al naso, la viola è più carnosa e avanzata nel ciclo vegetativo, al palato è forse più persistente, ma si tratta di sfumature. Due Barbaresco di gran fattura.

Il Barolo Bricco Ambrogio 2016 proviene dalle vigne di Roddi e testimonia che nessun comune, nessun vigneto del comprensorio del Barolo deve essere sottovalutato: un bel prodotto, con sentori di fiori rossi, frutta a polpa rossa e balsamici.

Sorso pieno, avvolgente, con tannini integrati, calibrati con l’alcolicità e con l’equilibrio fresco-sapido.

Un barolo da pasto, di grande bevibilità. Infine, il Barolo 2016 Lorens, degustato in anteprima di qualche mese rispetto all’uscita sul mercato.

Ampio e complesso sia al naso sia al palato: sia i profumi sia le sensazioni in bocca sono pervase dalla maggiore concentrazione delle componenti del Lorens 2016.

La componente tannica deve ancora integrarsi in pieno con il resto, ma per il momento dell’arrivo sugli scaffali il Barolo Lorens 2016 avrà la sua migliore veste e sarà pronto per un lungo affinamento nelle nostre cantine.

In un momento dove prevalgono i vini ricchi di concentrazione, di ampia struttura e di notevole potenza, che spesso vanno a penalizzare la finezza e l’eleganza, Walter Lodali presenta vini di grande stile, eleganti come i tessuti pregiati, di ottimo equilibrio, armonia e corpo.

Vini il cui primo sorso richiama il secondo, quest’ultimo il successivo in un crescendo il cui risultato finale è che la bottiglia finisce presto.

In definitiva grandi vini.

Paolo Manna

 

Vedi anche https://langheroeromonferrato.net/le-80-vendemmie-dellazienda-lodali-di-treiso-storia-contadina-di-coraggio