Economia & Lavoro

Il colosso della Nutella sbarca nel mercato dei gelati

Mercoledì, 14 Apr 2021 - 0 Commenti

Sbarcheranno presto in Italia gli stecchi di gelato Ferrero Rocher (gusti Classic e Dark) e Raffaello, insieme con i Ghiaccioli Estathé (gusti limone e pesca). Già da questo mese di aprile i gelati inizieranno ad essere venduti nei canali della grande distribuzione.

Ritirate da tutti i punti vendita per evitare che il caldo le danneggi, Ferrero trasforma le sue praline in gelato per soddisfare il palato dei golosi anche d'estate, mentre per chi ama la freschezza arrivano i ghiaccioli con Estathé Ice. Il colosso della Nutella, 75 anni di esperienza nello sviluppo di prodotti dolciari, sbarca nel mercato dei gelati, che soltanto in Italia vale 1,9 miliardi di euro.

Obiettivo, spiega l'azienda, "diventare un attore importante" nel mondo dei gelati confezionati della grande distribuzione, dove viene distribuito il 60% dei prodotti venduti in Italia, pari a un valore di 1,2 miliardi di euro.

Ispirati ai suoi iconici cioccolatini, gli stecchi Rocher, sia nella versione classic che dark, e Raffaello arrivano in contemporanea, oltre che in Italia, in Francia, Germania, Austria e Spagna.

Saranno prodotti ad Alzira (Valencia), nello stabilimento della Ice Cream Factory comaker, società attiva nella gelateria da oltre cinquantacinque anni di cui il Gruppo di Alba ha acquisito il controllo nel 2019.

Una acquisizione successiva all'arrivo nei freezer dei gelati a marchio Kinder, prodotti e distribuiti in collaborazione con la multinazionale Unilever, a conferma dell'interesse per il settore del gruppo italiano, presente in 170 Paesi del mondo, che ha chiuso il 2020, l'anno del Covid, in aumento del 7,8% a 12,3 miliardi di euro. Le società consolidate del Gruppo, a livello mondiale, sono 105 e 31 stabilimenti produttivi, con un organico medio di 34.121 dipendenti.

I nuovi stecchi riproducono, in versione fredda, il gusto dei cioccolatini a cui si ispirano. Quello Raffaello è composto da una copertura di cocco grattugiato a mandorle a pezzi che racchiude un gelato al cocco. Il Rocher ha invece un cuore di gelato alla nocciola avvolto da cioccolato: al latte o fondente, a seconda della copertura Classic o Dark, realizzata in una nuova fabbrica realizzata apposta vicino a quella già esistente di Alzira.

Se gli stecchi rappresentano il 18% del mercato dei gelati, valgono il 7% dello stesso mercato, invece, i ghiaccioli, arrivati in Italia nel secondo dopoguerra e già sperimentati da Ferrero con lanci limitati a marchio Estathé che hanno avuto ottimi risultati.

Dalla creatività del team dedicato allo sviluppo delle ricette dei gelati nasce ora Estathé Ice, che l'azienda presenta come un vero infuso di foglie di thè unito ad un vero succo di limone e di pesca, per un effetto che assicura essere rinfrescante e dissetante (fonte ANSA).

Coldiretti in riferimento all’ingresso del gruppo Ferrero nel “settore” dei gelati confezionati:

“Con l’avvicinarsi della bella stagione, la preparazione del gelato rappresenta un importante sbocco di mercato per le produzioni agricole come il latte, lo zucchero e le nocciole – affermano il Presidente e il Direttore Coldiretti Alessandria Mauro Bianco e Roberto Rampazzo -. Auspichiamo che queste nuove linee produttive di gelati confezionati possano valorizzare i prodotti del territorio sulla scia dei progetti di filiera già in atto, ad esempio quello ormai ultra decennale sulla polvere di latte, che garantiscono ai nostri produttori la giusta remunerazione e portare valore economico al territorio. Da non dimenticare anche la frutta, come ad esempio le pesche, in particolare, che possono essere ottime per la preparazione di gelati e ghiaccioli. Oltre al latte ed allo zucchero, sicuramente le nocciole saranno l’ingrediente principe delle nuove produzioni dove il nostro territorio gioca un ruolo importante nell’ambito corilicolo con la nocciola Piemonte Igp. Un’eccellenza del patrimonio gastronomico regionale dal punto di vista organolettico di elevata qualità con numeri importanti: 2000 aziende con 23mila ettari di superficie coltivata, per una produzione totale media di oltre 200mila quintali, dove la produzione corilicola alessandrina conta su una base di 3.225 ettari tra allevamento e fase adulta distribuiti nell’intero territorio collinare provinciale.
“Ancora più in questo momento, in cui il Coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza, la tracciabilità dei prodotti, che è proprio alla base dei progetti di filiera, è un valore assolutamente fondamentale”, hanno concluso Bianco e Rampazzo.