Territorio & Eventi

I 120 anni della Gazzetta d'Asti: cambio della guardia fra direttori

Scritto da La redazione Venerdì, 6 Dic 2019 - 0 Commenti

Il giornalismo cattolico piemontese si arricchisce di un altro importante evento; la Gazzetta d’Asti ben oltre il secolo. Don Vittorio Croce dopo 44 anni lascia la direzione del giornale consegnando il “testimone “ al nuovo direttore don Dino Barberis.

Il giornalismo cattolico piemontese si arricchisce di un altro importante evento; la Gazzetta d’Asti compie 120 anni.

Per celebrare questo importante traguardo è stato organizzato un convegno presso il centro Culturale San Secondo al quale sono intervenuti: Chiara Genisio, vicepresidente nazionale Federazione Italiana settimanali Cattolici; Vincenzo Corrado, direttore Ufficio Nazionale della CEI per le Comunicazioni Sociali.

Hanno invece svolto apposite relazioni, Giuseppina Paterniti, direttore del TG3 – “Un secolo di giornalismo presidio di libertà”, Mauro Forno docente di Storia contemporanea e presidente ISRAT – “ La Gazzetta d’Asti testimone di emigrazione e immigrazioni” – Vittorio Croce direttore Gazzetta d’Asti – “ Per 44 anni dalla parte della gente”. 

Molte le considerazioni ad incominciare dal fatto che il giornale di carta ha resistito benissimo al giornale su internet e la “Gazzetta” ne è un esempio.

E’ stata uno dei primi settimanali ad avere un “sito” costituendo una “forza” nel campo dell’informazione .

Un giornale espressione del vissuto sociale, della chiesa locale e tessitore di legami forti con i territorio.

Con un grandissimo applauso è stato salutato don Vittorio Croce che dopo 44 anni lascia la direzione del giornale consegnando il “testimone “ al nuovo direttore don Dino Barberis.

Il vescovo di Asti monsignor Prastaro ha “chiuso” il convegno auspicando che la Gazzetta continui ad essere un giornale che non “grida” ma che sia espressione di una Chiesa che sussurra la voce del Vangelo.Inoltre ha indicato tre caratteristiche per la Gazzetta, che deve essere espressione di un giornalismo di “Qualità” di “Militanza” e “Costruttivo”.  

Giovanni Massobrio