Economia & Lavoro

Elisa Semino vignaiola: “Senza ‘San Timorasso’, sui Colli Tortonesi tutto sarebbe diventato più difficile”

Scritto da Andrea Di Bella Lunedì, 25 Apr 2022 - 4 Commenti

Elisa, assieme al padre e al fratello conduce “La Colombera”: impegno, dedizione nella cura delle vigne, filiera rispettosa del territorio, un meticoloso lavoro in vigna e in cantina, portano questa azienda agricola ad essere una delle più amate e premiate per il Timorasso, leggenda dei Colli Tortonesi.

I miei nonni sono arrivati qui, sulle colline di Vho, nel ’37, provenienti da Premarone, una frazione di Montemarzino, non lontano da qui. Avevano scelto questa zona per avvicinarsi a Tortona e avevano preso in affitto questa cascina abbastanza grossa per i tempi, con 12 ettari di terreno a corpo unico, un grande impegno per allora, da lavorare a mano. Questa è sempre stata un’azienda agricola a tutto tondo, da sempre, per la grande passione di mio padre”.


Sono le prime parole di Elisa Semino, quando ci accoglie in vigna. Lei è contitolare dell’azienda agricola La Colombera, enologa e allieva del professore Attilio Scienza, noto accademico e divulgatore scientifico di fama internazionale.

Elisa fa parte di quella squadra di viticoltori dei Colli Tortonesi, assolutamente pionieri, che negli anni ’90 decidono di salvare dall’oblio il Timorasso, vitigno difficile da coltivare in vigna ma di straordinaria espressione e complessità in bottiglia, trascurato in passato per la poca adattabilità climatica e, in seguito, quasi del tutto abbandonato. Una delle prime che ha creduto nella potenzialità ed espressione di territorio di questo storico vitigno.

Assieme a papà Piercarlo e al fratello Lorenzo, crede nelle enormi potenzialità di questa uva dal corredo organolettico sorprendente, capace di sviluppare con l’invecchiamento note aromatiche molto interessanti da interpretare. “Il Timorasso ha dato un’identità di grandi bianchi in una terra di rossi”, sottolinea Elisa con orgoglio.

La prima vendemmia di Timorasso alla Colombera è del 1997; la prima bottiglia in commercio con etichetta Derthona è del 2000 e con essa comincia il secondo tempo di una lunga e appassionante storia. “L’anima dell’azienda è sempre stata agricola a tutto tondo, nel senso che, ancora oggi, ci sono 30 ettari di vigneti e 50 di campi e cereali. Nel tempo, la parte vitata è diventata sempre più importante, perché avevamo capito che in agricoltura, per sopravvivere, bisognava arrivare al cliente privato, occorreva fare la bottiglia e raggiungere il cliente finale direttamente, con la tua filosofia”, ribadisce Elisa.

Elisa è un personaggio straordinario che sa dare una lettura accattivante e vivace del territorio, sfogliando le pagine di un libro molto appassionato che racconta di sabbie bianche e pietre nere, di amore per questa terra e di saperi antichi. Lei vive in vigna e in cantina tra Timorasso, Barbera e tutti i vini di queste colline. Qui, ciascuna bottiglia narra un pezzo di storia di famiglia… c’è tutto un mondo intorno!.

San Timorasso
Ma torniamo ai giorni nostri e alla storia del primo Derthona Timorasso, nel 2000. San Timorasso, lo definisce, “perché grazie a questo vino riscoperto, il territorio tutto ne ha tratto giovamento. Non ci fosse stato, sarebbe diventato tutto più difficile”.

Il Timorasso, che Elisa definisce “classico”, si chiama Derthona, il nome latino di Tortona che lega il vino al territorio da cui proviene attraverso il nome antico della città.

Dopo un approfondito studio ampelografico andando alla ricerca delle piante madri nelle vigne storiche di Timorasso, Elisa individua i terreni destinati ad esaltare le caratteristiche di questo vitigno: un’alternanza di strati di arenaria e marne argillose, macchie calcaree e tufacee, l’altitudine giusta per trasmettere al vino quella mineralità decisa e la finezza particolare, che si esprimono al meglio nell’invecchiamento. Siamo sul terreno storico della Colombera a 250 metri s.l.m.

Un bianco di grande struttura che esprime un equilibrio gusto-olfattivo a partire dai 18 mesi circa dalla vendemmia e destinato a migliorarsi col tempo. Un grande ambasciatore per questo territorio dalle grandi potenzialità, finora poco espresse, ma che merita sicuramente di essere valorizzato. “Un ambasciatore di autenticità”, come lo etichetta Walter Massa, capofila dei riscopritori del Timorasso.

Il Montino, fiore all’occhiello
Dalle uve selezionate di questo singolo vigneto nasce, nel 2006, il Montino, “il nostro vigneto migliore”, afferma Elisa, il Cru Timorasso, il vino più premiato dell’azienda. Ottiene riconoscimenti prestigiosi: diverse volte i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, il riconoscimento Vino Slow della guida Slow Wine e i Cinque grappoli di Bibenda. E’ segnalato in tutte le principali guide italiane.
Il Montino nel bicchiere si presenta con un giallo dorato intenso. Nei primi anni di bottiglia si avvertono i profumi fruttati, di pesca, e floreali di fiori di acacia, biancospino, così come di camomilla e zucchero filato. Anche il sentore di miele emerge importante. Con l’evoluzione affiorano le note di idrocarburo e minerale, che si fanno definite, intense, balsamiche dopo l’affinamento di anni in bottiglia.
E’ questa particolare complessità che Elisa si sforza di ricreare, cogliendo le peculiarità delle singole vendemmie e la diversità di ogni raccolta, per presentare in bottiglia la vocazione di questo territorio per il Timorasso. Un percorso che Elisa rivede e giudica ogni anno con gloriose verticali che avvengono in cantina.


Gli altri vini
Questa è una zona di confine, sempre stata serbatoio di uve, di vini, di mosti; qui c’è Barbera, Croatina, Freisa, Cortese”. Elisa trasforma i grappoli coltivati sui suoi 20 ettari di vigneto nelle etichette che raccontano la ColomberaElisa - Barbera affinata in legno, la cui uva proviene dal vigneto più vecchio dell’azienda coltivato su suoli argillosi, Vegia Rampana, “vecchia strega” Barbera in acciaio, un vino intenso e longevo che in bottiglia da il suo massimo dopo 8 anni dalla vendemmia; Suciaja  da uve Nibiö, vitigno autoctono imparentato al Dolcetto, che conferiscono al vino freschezza e fragranza in gioventù, più intensità e speziatura con l’invecchiamento in bottiglia, Romba Croatina in acciaio, Archè Croatina in legno, il Bricco Bartolomeo, il Cortese 100% e Alice da Malvasia Moscata e Moscato bianco.
Nella seconda metà del 2021 si aggiunge il Monleale che riferisce alla omonima sottozona, storica e vocata. Le uve selezionate dalle vigne più vecchie de La Colombera, con rese minime a 70 quintali per ettaro, conferiscono a questo Barbera, che affina per  un anno in botte grande da 25 ettolitri, un carattere distinto e profondo: marasca e cioccolato, ma anche salvia e note balsamiche. Fragrante e fresco, soprattutto perché ancora giovane, raggiunge con l’affinamento cremosità e densità in bocca che completano la bella beva di questo vino importante.

La custodia del territorio: una questione di famiglia
Con Piercarlo, della parte agricola e meccanica, si occupa Lorenzo, il fratello di Elisa. Il campione di snowboard della Nazionale Italiana lascia gli sci e la montagna per seguire la sorella nell’avventura dell’azienda vitivinicola.
Tutta la famiglia interpreta la vigna come “patrimonio”: il riguardo per l’agricoltura e il valore della terra sono già presenti sin dalle origini della Colombera. La terra è coltivata a grano, ceci, erba medica, fino a dopo la guerra. Nel 1955 nasce Piercarlo. La cascina vive di un’economia propria: animali da cortile, un vitello, una mucca, grano per la farina, uova, latte e qualche filare di vigna per il consumo della famiglia.
Nel 1961 il primo impianto di Barbera. Durante il boom economico, la parte a vigneto si amplia, ma l’anima cerealicola della Cascina resta predominante fino agli anni ‘80 quando Piercarlo decide di non conferire più le uve, ma di vinificarle e imbottigliare il proprio vino.
Nel 1997 il primo impianto di Timorasso e nel 1998 nasce la prima etichetta de La Colombera. Nel 2000 la prima vendemmia di Timorasso e la prima etichetta Derthona.
L’azienda è oggi è condotta ad agricoltura organica non certificata, nel rispetto dell’ecosistema in cui è inserita. In vigneto si usano solo verde rame e zolfo. Non è previsto nessun diserbante: si prediligono scelte manuali per tutte le attività nel vigneto, dalla potatura alla raccolta, e si applica una politica di massima sostenibilità e tutela del suolo, dell’uva prodotta e per la conservazione della pianta. In cantina è prevista solo solforosa aggiunta prima dell’imbottigliamento.
L’attenzione al territorio, l’etica nel vigneto, la meticolosità in cantina, un uso attento e strategico della comunicazione: c’è una profonda e continua ricerca a La Colombera. La famiglia Semino è stata tra i precursori nel Tortonese per l’uso di alcune tecniche agricole migliori e tecnologie avanzate azzerando l’uso di prodotti di sintesi e avviando un percorso che unisce la conoscenza delle singole parcelle e la scienza in cantina all’esperienza nei campi.

Cultura agricola
L’orientamento agricolo dell’azienda è confermato anche dalla presenza di circa 5 ettari di frutteti: ciliegi, albicocchi, prugni e peschi da cui ogni anno si producono le Pesche di Volpedo sciroppate “La Colombera” e marmellate che sono direttamente vendute in cantina.
L’azienda produce anche farina di ceci di alta qualità, ingrediente principale della speciale ricetta della Farinata fatta da Piercarlo, che si può degustare in cantina l’8 dicembre.

I Terreni di Vho, Porta del Piemonte
La Colombera si trova all’interno della denominazione dei Colli Tortonesi, a Vho, frazione di Tortona sulle prime colline che si alzano dalla Pianura Padana. Il paesaggio è quello dolce dei filari intercalati dalle rose, delle valli strette che si inerpicano fino al vicino Appennino, dei filari di peschi e ciliegi, dei boschi di acacie e castagni, dei campi di ceci e grano. Sulla costa della collina spicca la Cascina La Colombera.


La viticoltura
Il territorio dei Colli Tortonesi Doc e del Derthona, in provincia di Alessandria, copre l’angolo sud orientale del Piemonte, al confine della Liguria, dell’Emilia Romagna e della Lombardia, una frontiera fisica e geologica dove si incontrano e si dividono la grande pianura e la montagna, i terreni alluvionali e gli affioramenti di epoche ben più antiche.
Questa terra è costituita dai sassi bianchi del Tortoniano, lo stesso suolo delle Langhe, e conferisce caratteristiche inimitabili alle uve coltivate in azienda da oltre 60 anni: Barbera, Croatina, Cortese e gli autoctoni Nibiö e Timorasso.
La zona di coltivazione è compresa tra i 200 e i 600 metri s.l.m., con dolci pendii ed aree pianeggianti. Un ambiente ricco di biodiversità dove coltivazioni di seminativi, orticole (fragole), frutta (Pesche di Volpedo) condividono lo spazio con boschi e radure.
I filari godono di esposizioni uniche, in posizioni ripide, scoscese e sensibili all’erosione superficiale, data la finezza delle particelle e la bassa fertilità generale.
Il clima è caratterizzato da inverni lunghi e rigidi, con nevicate verso l’area appenninica; la stagione estiva, rispetto alla vicina area sub-padana, è più fresca e ventilata. La piovosità è discreta, inferiore, però, ad altre zone medie della regione.

Il Mercato e il futuro
Con l’acquisto nel 2013 dei terreni a Sarezzano, Monte alla Forche e Santa Croce storicamente vocati, La Colombera incrementa il proprio progetto di crescita.
Sono due gli obiettivi che si intendono raggiungere: maggiore incisività sui mercati già acquisiti - canale Horeca Italia e export in Canada, America, Corea, Taiwan e Europa – e definire la propria presenza sul territorio come azienda enoturistica, perché da sempre La Colombera è vocata all’accoglienza in cantina.

Turismo in cantina
La Colombera è sempre aperta tutto il giorno il sabato e la domenica mattina. Durante la settimana è possibile su prenotazione visitare la cantina e i vigneti, partecipare a degustazioni e ai percorsi di gusto organizzati il venerdì in azienda. Stare a contatto con questa gente vuol dire camminare mano nella mano con la felicità.


Non posso lasciare questo luogo, questi filari invitanti, questo profumo di terra, questi orizzonti perduti, senza portarmi dietro il sogno. È l’etichetta del ‘Montino’, sono i tre bambini che corrono attraverso le vigne tenendo tra le dita il filo di un aquilone a forma di colomba. Un’immagine di dolcezza, leggera, di gioia, espressione d’amore per la terra, per la vita, per il futuro. I tre aquiloni si alzano col vento e guardano fiduciosi e innamorati queste meravigliose colline. Elisa, Piercarlo, Luciano volano sulle loro fatiche, allegri.

Come arrivare
La Colombera si trova a Vho, sulla collina di Tortona, in posizione invidiabile. Dal casello autostradale di Tortona (A7 e A21) si prosegue per il centro città. Da qui, in pochi minuti d’auto si risale la collina in direzione di Vho e Sarezzano.

Contatti
Azienda Agricola La Colombera
Indirizzo:  Strada Comunale Vho, 7 – Tortona (Alessandria)
Telefono: +39 0131 867795
E-mail: info@lacolomberavini.it

                                                                               Andrea Di Bella