Cronaca

Corneliano, "silenzio fuori ordinanza" per il fuoriclasse Sergio Corino

Scritto da Redazione Martedì, 25 Ago 2020 - 0 Commenti

Tutto il popolo del balon ha seguito nel pomeriggio le esequie funebri del campione di pallapugno Sergio Corino.

Da questo pomeriggio un "grande" riposa nel cimitero di Corneliano d'Alba: Sergio Corino.

Aveva 84 anni ed era un cornelianese. E' stato tante cose nella pallapugno: giocatore, allenatore e direttore tecnico della Nazionale con il quale si è laureato Campione del Mondo nel 2004. 

Il meglio l’aveva dato però come allenatore, prima nel calcio a Corneliano, poi nella pallapugno nella quale aveva portato allo scudetto Flavio Dotta e Stefano Dogliotti.

Sotto la sua guida l’Italia diventò campione del mondo, nell’edizione 2004 disputata tra Alba, Imperia e Santo Stefano Belbo.

Sergio Corino aveva una passione per i giovani che si avvicinavano alla pallapugno ed era un continuo sfornare idee su cosa e come realizzarle.

Era un piacere parlare con lui di come aveva affrontato la sua malattia e come era riuscito a vincerla... 

Aveva avviato al balon anche i figli Andrea, buon terzino, e soprattutto Roberto quattro volte campione d'Italia. 

Un funerale celebrato con grande pompa e con numeroso accompagnamento, tantissimi i tifosi del balon fra i presenti pervasi da forte commozione quando il fisioterapista amico Roberto Corino ha suonato in maniera impeccabile il "Silenzio fuori ordinanza" con la sua tromba.

Ringrazia tutti il figlio Andrea: "Oggi è stata come una “festa” per nostro papà, un tributo degno di lui, e come lui avrebbe voluto!".

Ai figli anche il sentito cordoglio dell'arbitro Fipap Adriano Zunino: "Ho provato molta tristezza e profondo dolore nell'apprendere la notizia della scomparsa del Vostro caro papà, memorabile uomo di sport. Sempre corretto, disponibile, un Signore in tutte le situazioni, con i propri giocatori, con gli avversari, con gli arbitri, con il pubblico, con tutti. Conosciuto negli sferisteri, e seppure talvolta i nostri ruoli potevano essere in antitesi, tra noi è nata una sincera amicizia, un rispetto reciproco, che molto raramente accade. Purtroppo non ci siamo potuti frequentare nella vita di tutti i giorni, perché il nostro rapporto avrebbe raggiunto livelli altamente piacevoli e graditi. Carissimo Sergio, a te una preghiera e un forte abbraccio, ai tuoi familiari, ai tuoi amici, che hanno avuto il privilegio di averti vicino, giunga il mio commosso cordoglio".

Grazie Sergio, signore degli Sferisteri!

Luciana Monticone