Cultura & Spettacoli

Conquista Hollywood la compositrice musicale astigiana Elena Maro (VIDEO)

Scritto da Redazione Sabato, 5 Dic 2020 - 0 Commenti

Elena Maro dal 2016 vive a Los Angeles dove lavora come autrice di musiche per il cinema e la televisione. Nell'intervista di Paolo Ferrero la meravigliosa parabola artistica di una donna che ha creduto in sè e nel proprio talento, esploso nella "città degli angeli".

Ci eravamo conosciuti, Elena e io, una decina di anni fa durante la presentazione di un libro: vale proprio la pena di dire che la prima impressione che si lascia è quella che conta: Elena era subito comparsa come una giovane donna tanto attraente quanto determinata, piena di grinta e di talento, di forza e femminilità.

Nativa di Torino, insegnante elementare per mestiere e artista di vocazione, Elena Maro nel settembre di quattro anni fa lascia le amate colline del Boscogrande di Montegrosso d'Asti per stabilirsi definitivamente negli Stati Uniti e realizzare la propria ambizione di diventare una compositrice musicale a tutto tondo nella Promised Land dell'industria musicale e cinematografica: Hollywood.

A pochi giorni dalla celebrazione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, contatto Elena affinché non solo mi parli della sua performance artistica all'interno del cortometraggio “In Dubbio” (opera del regista astigiano Lorenzo Bombara e incentrato sul succitato e scabrosissimo argomento - vedi VIDEO - ma anche soprattutto perché racconti ai lettori di www.langheroeromonferrato.net la propria storia, umana e professionale: ne sono uscite un’amabile chiacchierata (io le parlavo dei miei gatti, lei dei suoi…coyote) e una lunga intervista in esclusiva per la nostra testata giornalistica, spaziando tra passato e presente, Stati Uniti d'America e Italia, musica e cinema, Show Business e quotidianità…

Elena, per chi non ha la fortuna di conoscerti, vuoi dirci due cose di te? Chi era la Elena Maro “preU.S.A.”?

Fin da bambina sognavo di vivere a Hollywood e lavorare nell’industria del cinema.

L’amore per le musiche da film è nato guardando i vecchi film in bianco e nero , musical e western soprattutto. Mi piacevano entrambi, anche se di genere ben diverso.

Ho coltivato la passione per la musica senza interruzione,  prima innamorandomi della musica classica nei miei anni di studio e formazione professionale in danza classica,  poi  col canto e il jazz a Torino, e coi tour come cantante solista con un’orchestra in giro per l’Europa.

Infine, quando ho iniziato a lavorare come insegnante di ruolo nella scuola pubblica, ho indirizzato la mia passione verso il più tranquillo studio di pianoforte e composizione.

In generale, la Elena pre-USA ha condotto una vita semplice, conciliando lavoro e passione, ma tenendo sempre vivo il sogno di Hollywood.

Ad Asti ho trascorso degli anni bellissimi, condividendo favolose esperienze teatrali con gli amici e colleghi di Nig Nuove Idee Globali Alessio Bertoli e Loredana Bosio, esperienze che mi hanno arricchita e ulteriormente preparata professionalmente e umanamente al “salto”.

Nel 2013 ho fatto un viaggio a Los Angeles per promuovere una canzone per la campagna mondiale contro il lavoro minorile dell”international Labour Organization, canzone di cui ho scritto il testo, e ricordo di essermi commossa immediatamente quando,  a bordo dell’aereo, ho iniziato a intravedere le luci della città. Qualche giorno dopo , sulla spiaggia di Santa Monica, ho provato un forte senso di appartenenza, mi sono sentita a casa.

I meeting di lavoro fatti durante quel viaggio, poi,  mi hanno fatto sperimentare in prima persona la fondatezza della mia idea, che da sempre avevo di Los Angeles, come  di un luogo dove è possibile fare ascoltare il proprio lavoro indipendentemente dalla propria notorietà e dove vengono offerte reali opportunità.

Sono salita sull’aereo di ritorno verso l’Italia fermamente determinata a  costruirmi un piano per, finalmente, trasferirmi.

“Il Grande Salto": come, quando è perché?

Nel 2016 ho sentito che per me era arrivato il momento giusto. Ricordo di essermi svegliata un mattino e di avere pensato: ”non voglio vivere a metà e ritrovarmi poi un giorno a dire “se avessi fatto…”, ho guardato la mia immagine riflessa nello specchio del bagno e mi sono detta: “VADO”.

Così , a settembre , sono salita su un aereo e mi sono messa in gioco…

La scelta, onestamente, non ha richiesto coraggio, il coraggio appartiene, secondo me, agli eroi e nel mio gesto non c’è nulla di eroico, solo la decisione di una professionista che ama la vita, ama il proprio lavoro e ama se stessa e desidera essere felice.

Sono partita perché mi sentivo pronta  a cogliere le opportunità che  Los Angeles regala generosamente, che nel mio caso significavano la possibilità’ di fare musica per film e televisione a tempo pieno. Soprattuto sono arrivata qui pronta a rimboccarmi le maniche e ripartire da zero.

Non ho mai avuto il minimo dubbio sulla decisione presa, non ho mai avuto paura, ma solo una fortissima emozione e grandi farfalle nello stomaco, anche mentre sull’aereo Milano/Los Angeles ripetevo a me stessa: “caspita, lo sto facendo del serio!”.

Qual è la giornata-tipo di Elena Maro a Los Angeles?

Il bello della vita da compositore per Film e Televisione è che sì, si passano ore e ore, sette giorni su sette, chiusi in studio,  seduti alla scrivania a comporre, orchestrare e produrre colonne sonore, ma, ogni volta che si inizia un progetto, parte una nuova sfida, una nuova avventura. Di certo non ci si annoia mai. Non esiste un progetto uguale a un altro, una giornata identica all’altra.

La giornata tipo di lavoro non e’ mai più breve di dodici ore, ma può arrivare tranquillamente  anche a una media di quindici /sedici ore. Questo è un lavoro che richiede tantissima passione, dedizione, umiltà e… forza fisica e psicologica,  perché la competizione è non meno che feroce e gli standard sono altissimi. Però, in compenso, le soddisfazioni non mancano.

Io mi ritengo fortunata: dopo quattro anni (il primo speso per un master al Musicians Institute di Hollywood) , ora sto lavorando a tempo pieno, sia su miei progetti personali (qui negli Stati Uniti e in Europa e in Italia) , sia come collaboratrice del compositore Brandon Jarrett, grazie alla quale ho realizzato il sogno di accendere la televisione , guardare un film e sentire la mia musica. E’ un bell’effetto ascoltare in TV le tracce che per giorni hanno suonato nel mio studio, che è dall’altro lato della parete del salotto. Citando un famoso film, è un effetto “surreale. Surreale, ma bello” , come la vita nella film industry.

Immagino che anche dalle tue parti il maledetto Virus abbia creato qualche problemino…

Il Covid ha messo in pausa una parte importante del mestiere di compositore per film e televisione, che è la partecipazione a proiezioni , party ed eventi di vario genere. Al di là dell’aspetto “glamour”di tali eventi, per me il loro pregio migliore resta la possibilità di incontrare i grossi nomi della musica da film, che ho ammirato per anni “da lontano” quando ero in Italia, e potere avere con loro una conversazione “tra colleghi”. Il lavoro di compositore è fatto dietro le  quinte, lontano dalle luci della ribalta e  richiede totale dedizione e moltissima fatica e non c’è spazio per divismi. Questi compositori mi hanno accolta tutti con grande affetto e rispetto, trattandomi alla pari e, data la loro esperienza, mi hanno tutti dato consigli davvero utili.

Per ora, a causa  della pandemia, tutti gli eventi si sono spostati online e quindi anche gli incontri periodici, come quelli tra membri della Television Academy, di cui con grande onore e gioia da quest’anno faccio parte, avvengono via internet.

Anche tutte le riunioni di produzione con registi e produttori e le sessioni di registrazione, che sono un’altra parte essenziale delle mie giornate tipo, si  sono traferite su zoom e simili.

Vuoi raccontarci una curiosità che riguardi la tua quotidianità?

Risposta: Beh, non posso non confessare che ho una sorta di appuntamento quotidiano fisso… A parte l’immancabile mezzo litro di caffè americano a colazione (abitudine che avevo già in Italia, chiedendo scusa ai cultori dell’espresso) : ogni giorno, anche nella frenesia dei mille impegni, mi prendo due minuti per fermarmi e sentire e vivere dentro di me un sentimento profondo e fondamentale: la gratitudine. Al mattino, per essermi svegliata di nuovo qui, pronta a vivere il mio sogno , un diritto/dovere verso me stessa e verso tutti coloro che purtroppo non si trovano nella mia stessa situazione e i cui sogni restano nel cassetto, e la sera per aver avuto la possibilità  di trascorrere un’altra giornata in cui mettermi in gioco, lavorare e imparare qualcosa di più della mia professione e anche di me stessa.

Visti da vicino e visti da lontano: pregi e difetti di Statunitensi e Italiani…

Dopo quattro anni negli Sati Uniti, naturalmente,  ho iniziato a fare alcune riflessioni  sulla mia scelta e a fare alcune considerazioni e paralleli sull’ambiente artistico in Italia e qui, e sono giunta a una semplice conclusione,  che non è un luogo comune, ma esperienza: sia in Italia che in U.S.A., siccome l’ambiente di lavoro è fatto di persone, ho ritrovato elementi comuni a tutti gli esseri umani, persone negative che criticano  per principio, giudicano, invidiano ecc. e altre , positive, che accolgono, rispettano, sostengono, collaborano.

Sono circa quarant’anni che, in vari settori, faccio parte del mondo dello spettacolo e, sinceramente, Hollywood è esattamente come me l’immaginavo, coi suoi pregi e difetti. Ma il fatto di fondamentale importanza è che le mie aspettative a proposito delle opportunità sono state confermate se non, alcune volte,  superate.

A livello personale, certo, arrivare in una grandissima città, come donna sola, a fare un mestiere dove meno del tre per cento è rappresentato da donne, nel pieno, tra l’altro, dello scandalo del Me Too, non è stata una passeggiata, ma , se devo essere veramente sincera, neanche vivere in Italia come donna sola è stato facilissimo. Io amo le sfide, però, quindi non mi focalizzo su questi aspetti e vado avanti per la mia strada. Preferisco spendere il mio tempo pensando positivo  e concentrandomi sugli obiettivi che mi sono prefissata,  lavorando per migliorare la mia professionalità ogni giorno, perché uno dei più grossi errori che, secondo me, possiamo fare nel corso della nostra vita , come artisti e come persone,  è quello di considerarci “arrivati” o ”meglio di altri”.

Vuoi raccontarci l'avventura de “In Dubbio”, il cortometraggio di Lorenzo Bombara che sta facendo bene parlar cosi di sé la critica e le platee di tanti Festival internazionali? Ti lascio la parola…

 All’inizio di quest’ anno mi ha chiamata il mio amico regista ed attore Alessio Bertoli parlandomi del film, che si sarebbe girato ad Asti, e mi ha chiesto se mi avrebbe fatto piacere essere considerata come compositrice. Io ho immediatamente risposto affermativamente. Con Alessio, così come con Loredana, condivido un solido rapporto professionale di reciproca stima e rispetto, che, negli anni con Nig, è anche maturato in una bella amicizia. Non ho avuto, appunto, alcun dubbio!

Alessio mi ha messo in contatto con Lorenzo Bombara, il regista e autore del film, e , non appena ho sentito i dettagli de “In Dubbio” e letto il copione,  mi sono unita alla squadra con grande gioia.

Citando Lorenzo: “Il protagonista è uno stimato professore universitario e celebre ritrattista, il quale viene accusato di aver compiuto una violenza sessuale trent’anni prima. L’uomo è convinto di non aver commesso un simile atto, ma il giorno successivo anche una sua studentessa lo incolpa per aver subito delle avance. Il professore viene immediatamente abbandonato dall’università, dai colleghi e dalla famiglia, rimanendo completamente solo. Tuttavia, un incontro imprevisto capovolgerà la situazione e lo condurrà verso un futuro incerto”. 

Da anni combatto anche io le mie personali battaglie contro il “me too” (come ho detto, qui come in Italia) e per me, come donna e come compositore, creare la voce musicale per il film ha significato tantissimo.

Inoltre, oltre al piacere di vedere sugli schermi del mio studio, insieme ad Alessio, persone e luoghi della mi passata vita astigiana che porto nel cuore, lavorare con Lorenzo è stata davvero un’esperienza positiva. Lorenzo è un regista talentuoso e capace (nel cinema, come in teatro, il talento non basta, bisogna saper fare e saper concretizzare) e mi ha comunicato, per tutto il tempo della nostra collaborazione, con precisione e rispetto che cosa si aspettava dalla musica , avendo però completa fiducia in me e lasciandomi libera di scegliere il modo in cui le sue indicazioni registiche sarebbero state tradotte da me in musica. In questo modo ho potuto creare una colonna sonora davvero originale, che non solo accompagna la storia, ma ne diventa parte integrante e sono davvero felice del risultato. Per questo motivo, e per sostenere il forte , significativo messaggio che “in Dubbio” trasmette, ho deciso di pubblicare la colonna sonora, che si può ascoltare su Spotify, Amazon Music, Apple Music, iTunes, Pandora, YouTube e YouTube Music.

Un’ultima informazione importante: sono felicissima per Lorenzo e per tutto il team perché, nel frattempo , “In Dubbio”, dopo aver ottenuto il supporto organizzativo della Commissione Pari Opportunita’ di Asti,  il Patrocinio del Comune di Asti e la distribuzione attraverso la Premiere Film, ha appena iniziato l’avventura dei film festival ed è subito stato selezionato e nominato come semifinalista per Best Italian Movie all’ “Under the Stars International Film Festival”, sicuramente un ottimo inizio che conferma il profondo valore del progetto.

Quali sono, per concludere la nostra lunga conservazione, gli altri lavori che hai recentemente portato a compimento? I progetti futuri?

Preferirei parlare di ciò che è già stato realizzato… Allora,  attualmente si possono ascoltare alcune mie musiche in un thriller in onda negli Stati Uniti su Lifetime Movie Network e in una commedia romantica di Natale che si può vedere, sempre negli Stati Uniti , su ION, Hulu e Amazon Prime, mentre in uscita nei prossimi mesi ci sono due thriller per la televisione americana ed europea  e un western , che sono in post produzione.

Ho appena completato la colonna sonora per una commedia sci-fi di cui uscirà uno speciale natalizio a metà dicembre con miei arrangiamenti di musiche tradizionali. Il lungometraggio, che si chiama “Celestial Orientation”, uscirà nel 2021 e racconta la bizzarra storia del Dottor Donovan Mulray e le sue avventure alla ricerca di vita extraterrestre nascosta tra noi. Un film divertente ed arguto, denso di riferimenti a classici del genere fantascientifico. “Celestial Orientation” ha la regia di Kevin Bible ( anche con lui è stato davvero piacevolissimo lavorare ) che ha diretto un fantastico cast di attori, guidato da un esilarante Aaron Beal. Per Celestial Orientation, per cui ho scritto 50 minuti di musica e due canzoni, anche essi bizzarri, ho usato sia strumenti elettronici che classici e acustici, oltre a un theremin, una chitarra suonata con l’E-bow (un dispositivo elettronico che innesca la vibrazione delle corde) e… un’insalatiera acquistata presso una famosa catena svedese di mobili e accessori per l’arredamento!

In questi giorni sto scrivendo alcune musiche per un lungometraggio che si inizia a girare settimana prossima, che accompagnano la performance di una ballerina.  Il film parla di una notissima artista Statunitense (di cui non posso fare il nome) scomparsa qualche anno fa e sarà completato nel 2021.

Prossimamente inizierò anche a lavorare alla colonna sonora di un western di animazione, mentre ho appena iniziato un progetto per i fan legato a una nota serie televisiva e cinematografica. Per saperne di più bisognerà però aspettare , perché non sono autorizzata a rivelare nulla. Attualmente il progetto è in fase di registrazione e io ho scritto la musica per i titoli di testa e di coda e i temi principali. Rimanete sintonizzati, perché prometto che sarà una bella sorpresa!

Sempre nel 2021 è previsto per me un altro lungometraggio, stavolta di genere distopico .

Insieme a questi progetti miei personali proseguirà la collaborazione con Brandon Jarrett, e ne sono felice. Non solo Brandon è una persona di gran talento, ma è anche un compositore con cui lavorare è davvero piacevole.

Infine, parlando di futuro, anche dopo il Grande Salto, mi rimane un sogno nel cassetto, firmare la colonna sonora per  una serie televisiva drammatica tipo “House of Cards” o “Succession”.

Come si dice, non sono arrivata fin qui solo per arrivare fin qui.

E poi, dopo tutto, questa è Hollywood, la terra dei sogni!

Paolo Ferrero

 

Vedi anche https://langheroeromonferrato.net/asti-il-regista-lorenzo-bombara-racconta-il-suo-cortometraggio-dubbio-alla-casa-del-teatro-1-video