Salute & Ambiente

Colpiti dal gelo il comparto frutticolo e le vigne soprattutto nelle zone dell’Acquese e del Casalese

Giovedì, 8 Apr 2021 - 0 Commenti

Piante sottoposte a terribile shock termico. Chiesto stato di calamità naturale. Nelle prossime ore prima stima dei danni. Tecnici Coldiretti stanno monitorando la situazione.

I vigneti posizionati nelle parti più basse delle colline nelle zone di Acqui Terme e Casale Monferrato, nell'alessandrino, sono stati fortemente compromessi dall’ondata di gelo che la notte scorsa ha colpito tutto il territorio alessandrino: danni fino all’80% per Brachetto, Moscato e Barbera.

Nel tortonese son invece state le piante da frutto a risentire maggiormente dell’abbassamento della colonnina di mercurio: pesco, albicocco e ciliegio.

E non va meglio in alcune aree del Canavese, dove nascono i vini Erbaluce. Danni anche per mais, frumento, coltivazioni orticole e asparagi, mentre le aziende agricole hanno dovuto sobbarcarsi costi supplementari per riscaldare le coltivazioni protette. "Un vero disastro", dicono i tecnici della Coldiretti dopo i primi sopralluoghi nelle campagne e sulle colline.

Perdite fino al 100% per kiwi e albicocche, per pesche e ciliegie il danno produttivo si aggira intorno al 90% e per pero e melo sul 70-80%. E’ il frutto della pesante gelata registrata da nord a sud del Piemonte che ha colpito soprattutto le piante da frutto, ma non ha risparmiato le orticole e la vite, come emerge dal monitoraggio di Coldiretti Piemonte.

Da nord a sud della regione: in particolare è stata colpita l’area frutticola del borgodalese in provincia di Vercelli, i vigneti con danni fino all’80% nella zona di Acqui Terme, in provincia di Alessandria, nell’astigiano, oltre alla frutta e agli asparagi, sono state colpite le vigne, soprattutto nella zona di Calosso sono andati persi il 20-30% dei germogli del Nebbiolo che erano già di 5 centimetri, come anche nella zona di Coazzolo e di San Damiano d’Asti.

Nella zona di Carmagnola, nel torinese, le temperature sono scese fino a meno 8 gradi e ci sono danni sul mais, le cui piantine hanno raggiunto lo stadio vegetativo delle seconda-terza foglia. Temperature così basse hanno cagionato danni anche al grano e agli asparagi. I danni maggiori si sono verificati nel pinerolese per quanto riguarda la frutta.

Nel cuneese, nella zona di Alba ci sono perdite fino al 50% sul Nebbiolo e nel resto del territorio della provincia le colture più colpite sono la frutta nel saluzzese con pesche, susine, albicocche e kiwi danneggiati, ma anche melo e piccoli frutti e anche quella a guscio come noci e nocciole, oltre ai danni su erba medica e loietto il cui primo taglio potrebbe essere a rischio. Nel saviglianese a risentire delle basse temperature le orticole fuori serra.  

“Una situazione che andrà definirsi meglio, a livello di quantificazione dei danni, nelle prossime ore, ma che sicuramente rischia di creare, alla partenza della nuova stagione, ingenti difficoltà – fanno notare Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale -. I nostri tecnici sono al lavoro per monitorare la situazione e realizzare la stima dei danni, certo questo è l’esito sempre più evidente dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Proprio a fronte di questa situazione, chiediamo alla Regione di attivare lo stato di calamità naturale”.

“Dopo le alte temperature dei giorni scorsi che hanno favorito il risveglio della vegetazione le piante sono state sottoposte ad un terribile shock termico con effetti sulle produzioni. Una situazione che andrà definirsi meglio, a livello di quantificazione dei danni, nelle prossime ore, ma che sicuramente rischia di creare, alla partenza della nuova stagione, ingenti difficoltà - hanno commentato il Presidente e il Direttore Coldiretti Alessandria Mauro Bianco e Roberto Rampazzo -. I nostri tecnici sono al lavoro per monitorare la situazione e realizzare una prima stima dei danni, certo questo è l’esito sempre più evidente dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Proprio a fronte di questa situazione, abbiamo chiesto alla Regione di attivare lo stato di calamità naturale”.

Temperature scese sino a meno a meno 8 gradi che hanno creato sofferenza al mais, le cui piantine hanno raggiunto lo stadio vegetativo delle seconda-terza foglia ma anche al grano, alle orticole fuori serra, al nocciolo e su erba medica e loietto.