Cronaca

Chieri, incidente dell'asilo. Buona notizia: la bambina travolta dal Suv respira da sola!

Lunedì, 14 Ott 2019 - 0 Commenti

La piccola, che nel tremendo impatto, aveva riportato un grave trauma cranico, si trova tuttora ricoverata in un lettino del reparto rianimazione dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino.

Ha iniziato a respirare da sola la piccola di due anni e mezzo travolta, martedì scorso, da un Suv Toyota Land Cruiser, a bordo del quale non c’era nessuno, parcheggiato davanti al suo asilo, “La casa nel bosco”, in corso Torino, a Chieri (Torino), in un piazzale leggermente in salita. All’improvviso, il veicolo si era mosso travolgendola insieme ad altri quattro bimbi tra i 3 e i 4 anni.

La piccola, che nel tremendo impatto, aveva riportato un grave trauma cranico, si trova tuttora ricoverata in un lettino del reparto rianimazione dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino dove è stata trasferita, in elicottero, subito dopo l’accaduto, e dove è monitorata costantemente per valutare la presenza di eventuali danni neurologici.

Nei giorni scorsi è stata sottoposta a un delicato intervento neurochirurgico durato 6 ore. In coma farmacologico, i medici hanno iniziato a poco a poco a ridurre la sedazione per vedere la sua reazione. Stamattina ha iniziato a respirare autonomamente. Le sue condizioni permangono comunque gravi.

Nell’incidente, come detto, sono rimasti coinvolti anche altri quattro bambini tra cui due, in particolare, hanno riportato ferite. Uno, rimasto contuso in maniera lieve, è stato medicato sul posto; l’altro, soccorso e trasportato al Cto in codice giallo, è stato dimesso, due giorni fa: ha riportato una contusione al volto e all’addome. Per lui la prognosi è di dieci giorni.

L’automobilista che ha parcheggiato il Suv davanti all’asilo, fratello di una delle titolari dell’istituto, è stato denunciato dai carabinieri per lesioni personali stradali gravissime.

Difeso dall’avvocato Mariagrazia Pellerino, ha spiegato di aver tirato il freno a mano. Le indagini, pertanto, proseguono per capire se la macchina sia stata effettivamente messa in sicurezza e come abbia fatto, in tal caso, a muoversi.