Salute & Ambiente

C’è rabbia, disperazione e tanta solitudine nelle famiglie dei degenti ospedalieri

Scritto da Redazione Giovedì, 9 Apr 2020 - 0 Commenti

Tutta colpa del Covid-19 se la Sanità piemontese oggi è in serie difficoltà ma per la Sanità di ieri di chi la colpa?

Era la notte del 27 gennaio quando chiamai il 118. Ci ritrovammo al pronto soccorso del San Giovanni Bosco di Torino. Pronto soccorso già in allora al collasso, TAC e diagnosi: emoraggia cerebrale grave.

Neurologia, 4 letti in camera monitorata per venticinque giorni ma dopo 15 già la proposta di accettare di entrare in una struttura a lungodegenza convenzionata con l’ASLTO2 (Maria Vittoria, Ospedale Martini e San Giovanni Bosco). Ci volevano sbolognare, dopo i 65 anni sei vecchio…

La volontà di credere nelle sue capacità di recupero mi venne da un angelo di logopedista in carico all’Ospedale Maria Vittoria: “Forza, al San Camillo glielo recuperano….”.

La proposta del San Giovanni fu sempre e soltanto per strutture a lungodegenza. Neppure mi dissero che l’AslTO2 fosse convenzionata non solo con il San Camillo ma persino con il Don Gnocchi. Mi "bocciarono" per ben due volte la richiesta di "riabilitazione".

Ma perché la sanità piemontese mi offriva gratuitamente tutto questo stress? Perchè fui costretta ad assistere mio marito dalle ore 10 del mattino sino alle 21 di sera?

In quel reparto ho conosciuto veri Amici, ho vissuto le loro storie di vita, ho ricevuto e restituito tanta solidarietà.

E poi il cartello:

Ho visto mio marito per 1 minuto nel momento del trasferimento al San Camillo di Torino, era il 12 marzo ove è ancora ricoverato. 

Ho voluto far vivere la mia triste esperienza ai lettori che ci seguono e denunciare una Sanità già deficitaria prima del Covid-19.

Piemonte sei una grande Regione, siamo un grande Paese!

 

Luciana Monticone

 

Estratto dal quotidiano La Repubblica del 6 aprile 2020

Estratto da La Stampa del 5 aprile 2020

Estratto da Corriere della Sera del 6 aprile 2020

 

N.d.r.)

Il Presidio Sanitario San Camillo, fondato e diretto dai Religiosi Camilliani, centro specializzato in recupero e rieducazione funzionale, inserito nella rete ospedaliera pubblica ed inserito nella rete del Servizio Sanitario Nazionale della Regione Piemonte (svolge attività ospedaliera specializzata in Riabilitazione intensiva di secondo livello), finalmente ha potuto mettere in sicurezza il personale sanitario e suoi degenti con dispositivi di protezione, controlli e tamponi virologici.

IGNORANZA E PAURA I VERI NOSTRI NEMICI!

 

Nello scatto di Luciana Monticone una stanza del reparto di Naurologia del San Giovanni Bosco.