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Carlo Spriano da clandestino a Chef e proprietario di hotel a Buenos Aires

Scritto da La redazione Domenica, 26 Gen 2020 - 0 Commenti

Da San Salvatore Monferrato all'Argentina. Per un trentennio fu il cuoco personale di Hipolito Yrigoyen, celebre Presidente della Repubblica negli anni del suo massimo sviluppo e benessere, in anni nei quali la Capitale era considerata come New York e l’Argentina riceveva milioni di emigranti dall’Italia e dall’Europa.

Prosegue la collaborazione con lo storico e giornalista Giancarlo Libert, autore di numerosi volumi dedicati all’emigrazione piemontese nel mondo che illustrerà, tratte dai suoi libri, storie di emigranti nei diversi Paesi. 

Biografie di piemontesi che hanno saputo mantenere un legame con la terra di origine.

Il direttore

 

Carlo Spriano

Carlo Spriano nacque il 25 marzo 1876 a San Salvatore Monferrato, nell'alessandrino, da Giovanni che svolgeva la professione di carrettiere e Maddalena Zavanone.

Come molti compaesani fu attratto dall’idea di cercare fortuna in America e fu così che tentò una prima fuga (ma fu fermato sul Sassello da Davide Spriano, futuro suocero: sposerà, tornando a San Salvatore, la figlia Natalina detta Adele nel 1906).

Un secondo tentativo di imbarcarsi clandestino a Genova fu frustrato: scoperto e sbarcato a Marsiglia, lavorò come caffettiere fin tanto che raggranellò i danari occorrenti per pagarsi l’imbarco alla volta di Buenos Aires.

Nel 1891 giunto a Buenos Aires fu cuoco nella marina militare, poi in una casa aristocratica fino alla svolta che arrivò nel 1897, anno in cui entrò a far parte della brigada de Cocina del Grand Hotel Espana dell’Avenida de Mayo, prestigioso albergo del quale divenne primo chef e successiva-mente comproprietario. nonostante il crescente successo non si dimenticò mai del suo paese di origine e nel 1927 partecipò con la somma (molto cospicua per l’epoca) di mille lire alla sottoscrizione pubblica promossa per ricostruire la torre campanaria dell’orologio detta del “Campanone” crollata nel 1916; a San Salvatore fece inoltre costruire Villa Adele, in onore della moglie, elegante edificio tuttora esistente (attuale Villa Laura di proprietà della famiglia Arpino di Alessandria).

Per un trentennio circa fu il cuoco personale di Hipolito Yrigoyen, celebre Presidente della Repubblica Argentina negli anni del suo massimo sviluppo e benessere, in anni nei quali Buenos Aires era città considerata alla pari di New York e l’Argentina riceveva milioni di emigranti dall’italia e dall’europa.

Fu probabilmente su consiglio del Presidente Yrigoyen  che nel 1931 pubblicò "El arte culinario - Tratado de cocina universal". Il volume, di 1600 pagine, presentava 5500 ricette, tutte provate nelle cucine dell’Hotel, integrate da una lunga serie di raccomandazioni, suggerimenti a carattere sociale ed economico che sono il segno dell’amore e della simpatia che Carlo Spriano provava per la sua nuova patria d’adozione, la Repubblica Argentina.

Celebri divennero anche sue realizzazioni di alta pasticceria e gastronomia in occasione delle visite di Giacomo Puccini, nel 1905, di isabella di Borbone e del Principe Umberto di Savoia (in suo onore i cannelloni Principe Umberto).

Fu un libro di successo che ebbe ben quattro edizioni. Il nostro celebre chef, nelle cucine stesse dell’Hotel, diede inizio anche all’Accademia di Cucina, frequentata dalle signore dell’alta società appassionate di cucina.  

(dal volume dell’autore Alessandrini nella Pampa, Chivasso 2015)