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A Ba&Ba [R]evolution 2020 presentate le nuove annate di Barolo & Barbaresco

Scritto da Redazione Martedì, 13 Ott 2020 - 0 Commenti

Dal 5 ottobre i saloni della Sede AIS Piemonte a Torino hanno ospitato sei giorni di degustazioni no-stop, con le annate 2016 di Barolo, 2017 di Barbaresco e l’anteprima delle riserve.

Ba&Ba [R]evolution 2020 ha superato la prova a pieni voti. La rivoluzione del format del più importante evento enologico sui vini piemontesi più conosciuti al mondo, il Barolo e il Barbaresco, progettata e portata avanti da AIS Piemonte per accogliere i produttori e il pubblico in totale sicurezza e rispetto delle norme anti Covid – 19, ha ricevuto gli elogi di tutti i partecipanti.

I sommeliers piemontesi non si sono limitati a organizzare, anche in un anno difficile come il 2020, l’evento enologico più atteso in Piemonte: hanno bensì proposto l’evoluzione creativa della manifestazione che già tanto successo otteneva, centrando il bersaglio.

“Il nuovo format è piaciuto moltissimo,” commenta Fabio Gallo, Presidente di AIS Piemonte, “principalmente perché i vini possono essere degustati in tutta calma ed attenzione, e poi per la presenza del produttore, il cui racconto fa la differenza. Ovviamente il target di pubblico è differente: meno curiosi e più appassionati, gente che vuole capire ed imparare. Insomma, ascoltare in pochi minuti la realtà delle varie aziende è stata per tutti una nuova e bellissima esperienza"

Sei giorni di degustazioni no-stop, dedicati ai vini più pregiati del territorio regionale, e non solo, con le annate 2016 di Barolo, 2017 di Barbaresco e l’anteprima delle riserve. Ogni giorno 100 posti a sedere, ciascun partecipante ha goduto di una postazione di degustazione dedicata e personale.

Oltre 100 produttori, suddivisi nei 6 giorni della manifestazione: ognuno ha avuto 15 minuti a disposizione per raccontare i vini scelti per rappresentare la propria azienda.

Il servizio è stato svolto, con la proverbiale elevata professionalità, dai sommelier AIS Piemonte. Infine, ad arricchire il programma, gli ormai celebri Atelier “I Momenti di Ba&Ba”: degustazioni a tema di vecchie annate, spesso poco reperibili, riservate ad un pubblico più limitato.

Abbiamo partecipato ad una delle serate e possiamo confermare che la formula Ba&Ba [R]evolution 2020 consente un rapporto pieno e diretto con il Barolo e il Barbaresco, grazie allo spazio a disposizione per degustare in pieno comfort, alla chance di ascoltare il racconto della nascita e affinamento del prodotto dalla viva voce del produttore e alle perfette temperature di servizio che permettono di apprezzare in pieno le sfumature aromatiche e di gusto dei pregiati vini langaroli.

La partecipazione all’evento ha permesso di apprezzare anche la calibrata scelta del pubblico di riferimento, composto di appassionati, conquistati alla causa del vino piemontese dalla paziente azione di diffusione della cultura enologica, sulla quale ha concentrato parecchi sforzi AIS Piemonte negli ultimi anni.

“Oltre all’organizzazione dei corsi per il conseguimento del diploma di Sommelier, da spendere alla ricerca della professione”, ci dice Mauro Carosso, delegato AIS di Torino e fino a poco tempo fa Responsabile della formazione di AIS Italia, “AIS Piemonte investe nell’offerta di spazi di approfondimento enologico, tecnico ma soprattutto culturale, dedicati agli appassionati e ai sommelier che vogliono specializzarsi. L’evoluzione organizzativa che abbiamo impresso a Ba&BA si situa sul percorso che ci ha condotto a organizzare le prime edizioni del Master sui territori del Nebbiolo, vitigno principe nazionale, oltre che piemontese, e dei seminari sui vitigni autoctoni e tipici del Piemonte, con un focus specifico dedicato ai vitigni rari del nostro territorio. In queste occasioni, oltre agli approfondimenti tecnici, ampelografici e sensoriali, dedichiamo spazio alla storia dei nostri vini e alle reciproche relazioni culturali con i territori di riferimento”.

Non ci sarebbe una manifestazione riuscita senza vini di altissima qualità. L’annata 2016 del Barolo è una di quelle di cui fare scorta. La critica enologica ne va pazza. In particolare, agli americani ha fatto scendere lacrime di commozione, espresse con la proverbiale razionalità classificatrice in centesimi, ma a leggere le recensioni traspaiono le emozioni che il Barolo è riuscito a trasmettere. Sulla rivista Forbes potete leggere le note di degustazione del suo giornalista Tom Hyland che si è mostrato entusiasta del Barolo 2016: gli aggettivi per definirli in una parola sono stati “superb” e “outstandig” senza mai scendere sotto “excellent”. La traduzione non è necessaria.

Il Barbaresco 2017 risulta di un bel colore tra il rubino e il granato. Al naso un profumo ampio e ricco tra il fruttato e il floreale, spesso già speziato; al gusto è armonico ed elegante, di bella stoffa e piacevolezza. L’annata 2017 ci regala Barbaresco di ottima prospettiva.

A ulteriore conferma del positivo esito di “Ba&Ba [R]evolution e dell’importanza che ha assunto, nel corso della serata cui abbiamo partecipato, la presenza dell’Assessore all’agricoltura della Regione Piemonte, Marco Protopapa, che ha speso parole di elogio perché Ba&Ba 2020 oltre a promuovere il territorio, i prodotti e la cultura piemontese, ha incarnato lo spirito di ripartenza di cui abbiamo grande bisogno.

Paolo Manna