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Aspettando le rondini, auguri per una Pasqua di gioia e di speranza

Sabato, 3 Apr 2021 - 0 Commenti

Ricordate le cartoline d’auguri d’un tempo, quelle disegnate e colorate a mano? Provate a cercarne qualcuna in un vecchio cassetto, quelle degli auguri pasquali. Ritroverete un bellissimo cielo primaverile, luminoso, qualche nuvola bianca disseminata qua e là e il campanile di una chiesa di campagna corteggiato da decine di rondini. La rondine fa Pasqua con i suoi voli vertiginosi e i sui garriti festosi.

È l’immagine di un tempo neanche tanto lontano, era il tempo delle cartoline colorate a mano, prima che Instagram invadesse il mondo.

Era il tempo delle rondini che svolazzavano, festose, sulle nostre teste e prediligevano quei luoghi inattaccabili, facevano compagnia alle campane che nel giorno di Pasqua suonavano a festa.

La rondine simbolo di speranza, di buona compagnia, di protezione. “Uccello del Paradiso” veniva definito nell’Islam. Un’antichissima leggenda armena, narra che la sera del Venerdì Santo, tutte le rondini della Giudea e della Galilea, si riunirono intorno alla tomba di Gesù e che all’alba di Pasqua, quando egli risuscitò, partirono tutte assieme in coppia, ad ali spiegate verso ogni luogo del mondo, per diffondere la novella, ancora sconosciuta, dell’avvenuta resurrezione del Signore!

I Greci, addirittura, la vedevano bella e leggera, a tal punto da considerarla un dono di Afrodite, la dea della bellezza e dell’amore. Per i Romani le rondini erano una manifestazione dei Lari, le divinità protettrici della case degli uomini: infatti costruiscono il nido proprio sotto i nostri tetti e vivono molto spesso vicino a noi. In Estonia è diventata il simbolo del Paese e rappresenta il cielo blu, la libertà e la felicità eterna.

Nel nostro tempo, i contadini dicono che sia di buon auspicio vedere le rondini fra la domenica delle Palme e la Pasqua, avvicinando lo splendido volatile alla tradizione cristiana, dove la rondine, da sempre, rappresenta la passione di Cristo e la resurrezione!

Ogni anno, con fedeltà atavica, tornano nel luogo dove sono nate, a ricordarci che la stagione più bella dell’anno è arrivata. Là dove sono nate – un cortile, una stalla, sotto una grondaia di campagna – tornano l’anno dopo per nidificare.

Ma molte volte, ahimè, ai giorni nostri, quel luogo, così com’era, non esiste più. Il canneto, intimo e insostituibile fornitore di cibo e di riparo, è diventato un villaggio turistico; le stalle, sedi naturali appositamente create per il miglior benessere animale, sono state riconvertite in agriturismi di charme; i diserbanti, i pesticidi hanno fatto la loro parte nel contaminare l’aria, facendo sparire insetti e zanzare, carburante prezioso per gli animali in volo.

Altre minacce derivano dalle modifiche climatiche in atto, come la desertificazione che colpisce le rondini nei loro quartieri di svernamento in Africa.

Ultimo fattore di rischio, non certo per importanza, è il continuo consumo di suolo che sta divorando le nostre aree rurali.
L’ambiente agreste tende a rifiutarle. Le rondini (ma non solo), da qualche decennio, soffrono, perché i loro meccanismi biologici sono sconvolti. Eppure, hanno esercitato, da sempre, un fascino infinito sull’uomo, costruendo i loro nidi a casa nostra, creando, in questo modo, un vivere comune, una compagnia allegra con cui condividere il tempo. Le rondini sono nel nostro cuore.

La migrazione, poi, è una delle più straordinarie e affascinanti abilità degli uccelli, in generale, poiché ogni anno viaggiano per migliaia di chilometri per trascorrere l’inverno in un clima più caldo: un lungo e faticoso viaggio verso l’Africa del Sud, volando anche per oltre 300 chilometri in un giorno.

E poi, quando l’estate volgerà ormai al termine, inizieranno a riunirsi in grandi e rumorosi stormi, sui fili dei pali della luce, pronte per un nuovo, grandioso viaggio. Anche per loro, il viaggio della speranza.

“La vita delle rondini era un continuo migrare da una zona all'altra della terra, un lavoro alquanto faticoso da sostenere, ma restava l'unico sistema per assicurarsi clima mite tutto l'arco dell'anno. Era d'uopo ormai per gli uomini associare la venuta delle rondini all'avvicinarsi della primavera, perché le stesse facevano da sempre la loro apparizione nel periodo che precedeva la bella stagione. Accadde che un giorno le rondini in massa si rifiutassero di migrare, e una giovane rondine animata da un'irresistibile voglia di volare lontana, cercò in tutti i modi di convincerle a spostarsi ancora verso luoghi caldi e pieni di colori.

Le rondini furono irremovibili, le stagioni erano divenute più miti e pertanto non era più necessario migrare. Anche le rondini seguivano la morbida linea dell'evoluzione, senza irrigidirsi di fronte alle loro consuetudinarie abitudini.

Ma la giovane compagna sentiva ardere nel petto il desiderio d'avventura, e seppur comprendendo il discorso degli adulti, decise di volare lontano alla ricerca del luogo ideale dove soggiornare.

Durante il viaggio vide molti paesi e incontrò altre compagne che facevano il suo stesso volo, le salutò una a una nel vederle planare verso paesi dai molteplici colori e profumi, mentre lei non trovava mai un posto che le piacesse così tanto da indurla a fermarsi. Volò per mesi e mesi, sostando giusto il tempo che le occorreva per rifocillarsi e ripartire poi immediatamente, ma la stanchezza di un volo tanto lungo logora, e a un tratto il peso di quel viaggio le si fece insostenibile, tanto da costringerla a fermarsi.

Volteggiava in quel momento su di una cittadina tutta imbiancata a neve, i cui tetti candidi riflettevano la luce del sole, e ne restò per qualche istante abbagliata. Planando morbidamente sulle vie affollate, tutti furono stupiti nel vedere una rondine in pieno inverno.

E molti considerarono quell'avvenimento come l'annuncio di un'anticipata primavera. Le donne prepararono gli abiti leggeri, sognando già il soffio tiepido dei venti, il profumo dei fiori e i cieli tersi e limpidi. Il sorriso di quelle persone fu davvero un anticipo di primavera, tutti si riversarono per le strade per applaudire la rondine solitaria che aveva portato la buona novella, e la giovane rondine nel vedere la gioia che aveva suscitato decise di non andarsene più.

La primavera giunse senza alcun anticipo, ma il sorriso dal volto degli abitanti di quel fortunato paese non si spense più e da allora una massima del luogo fece il giro del mondo: "Una rondine non fa primavera nei cieli, ma nei cuori sì. Perché se hai il cuore a festa non puoi scorger la tempesta"”.

Da un racconto di Cleonice Parisi, "La piccola voce".

La rondine è poesia che viene dal cielo. Quello di quest’anno è il nido della speranza… ma dalla primavera 2022 sarà quello della gioia riconquistata, un nuovo inizio, in ogni luogo del mondo. Ce lo auguriamo!

Buona Pasqua a tutti.

                                                                                     Andrea Di Bella

Foto tratta da lipu.it