Territorio & Eventi

Alba ospiterà l'edizione 2022 della Conferenza Globale UNWTO sul Turismo del Vino

Scritto da Andrea Di Bella Venerdì, 17 Set 2021 - 0 Commenti

L'enoturismo e il suo legame con il territorio, i prodotti locali e le tradizioni aprono nuove opportunità per promuovere l'occupazione e l'inclusività nelle aree rurali.

L’annuncio è di qualche giorno fa: la città di Alba, in Piemonte, è stata designata come sede che ospiterà l'edizione 2022 della Conferenza Globale UNWTO sul Turismo del Vino.

La notizia è stata data nel corso della 5^ Conferenza globale dell'UNWTO,  World Tourism Organization, sul Turismo del Vino, (nella foto di copertina) tenutasi in Portogallo, nella regione dell’ Alentejo, 8 – 10 settembre, attorno al tema "Il Turismo del Vino - un motore per lo sviluppo rurale".

Si terrà nel settembre 2022  nel cuore dei paesaggi vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

L’anfora, simbolo dell’evento promosso da UNWTO, WORLD TOURISM ORGANIZATION, agenzia delle Nazioni Unite responsabile della promozione di un turismo responsabile, sostenibile e universalmente accessibile, è stata consegnata nelle mani del presidente e dell’assessore al Turismo della Regione Piemonte, nel corso della 5a edizione di Reguengos de Monsaraz, in Portogallo.

Il Ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, ha dichiarato: "Il settore enogastronomico si sta rivelando sempre più una leva fondamentale per il turismo italiano. E lo sarà ancora di più in futuro. Per questi motivi, l'appuntamento del prossimo anno in Italia della sesta edizione della Conferenza Mondiale dell'Enoturismo è doppiamente importante".

Il ministro ha parlato di una grandissima occasione per l’Italia e il Piemonte e ha annunciato che, in accordo con la Regione Piemonte, si organizzerà un percorso condiviso con tutte le altre Regioni italiane, per un confronto su come far da volano al turismo. Ha poi ribadito che il nostro Paese ha potenzialità enormi, ma deve organizzarsi meglio per farle conoscere in tutto il mondo.

“L’evento, ha affermato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, “si svolgerà nell’area dove si producono i vini che ci rendono orgogliosi e rispettati nel mondo, lo stesso rispetto che si deve avere verso i contadini, senza i quali non ci sarebbe il vino”.

L’assessore regionale al Turismo, Vittoria Poggio, ha dal canto suo evidenziato che “la manifestazione rappresenterà una grande opportunità in chiave di sviluppo rurale e turistico, perché il Piemonte ha 45.000 ettari di vigne, 49 vini Doc e Docg con un giro d’affari solo per l’export di un miliardo di euro e oltre 550.000 fruitori del turismo enogastronomico. Ci sono quindi tutti gli elementi e le potenzialità per dare valore allo sviluppo rurale del territorio e intercettare altre presenze turistiche”.

La Regione vuole fare la sua parte, in sinergia con le diverse anime di questo settore, per continuare a far crescere la forza del vino piemontese, che produce ricchezza e posti di lavoro. Ecco perché l’anno prossimo in Piemonte si parlerà ancora di più di sostenibilità, di rispetto dell’ambiente e delle persone, e soprattutto di territorio. (nella foto, paesaggio vitivinicolo delle Langhe).
Collegare i turisti ai territori
Poiché il turismo globale è in aumento e la concorrenza tra le destinazioni aumenta, il patrimonio culturale immateriale locale e regionale diventa sempre più il fattore più esigente per l'attrazione dei turisti.

In apertura di conferenza, il Segretario Generale dell'UNWTO, Zurab Pololikashvili ha voluto sottolineare, infatti, come "La pandemia ha rafforzato il ruolo del turismo nel promuovere lo sviluppo rurale. L'enoturismo e il suo legame con il territorio, i prodotti locali e le tradizioni apre nuove opportunità per far progredire l'occupazione e l'inclusività nelle aree rurali".

Crescente domanda di esperienze autentiche
Il turismo del vino è sempre più richiesto poiché i consumatori cercano maggiori esperienze all'aria aperta nelle aree rurali nell'era post-pandemia. La conferenza ha sottolineato l'importanza di sviluppare l'intera catena del valore del turismo per integrare le attività nelle cantine come mezzo per creare più posti di lavoro e imprese, promuovere i prodotti locali e migliorare l'esperienza dei visitatori.

L'innovazione, i partenariati e il rafforzamento del coordinamento sono essenziali per fare dell'enoturismo un motore dello sviluppo rurale.

Alcuni numeri sul vino in Piemonte. Quasi 45.000 ettari di vigneto e 49 vini tra Doc e Docg. Un settore che coinvolge 18.000 aziende agricole, 280 imprese e 54 cantine cooperative. Oltre 2,2 milioni di ettolitri di vini all’anno, di cui il 60% esportato, per un valore dell’export di circa 1 miliardo di euro. Ogni anno le colline del vino e del gusto del Piemonte sono visitate da 550.000 turisti che arrivano da ogni parte del mondo, per un totale di 1,6 milioni di pernottamenti.
 
Un settore in costante crescita quello del turismo enologico, che rafforza anche la nostra eccellenza gastronomica. Da quella più semplice della tradizione a quella più ricercata. Il Piemonte vanta 46 chef stellati e circa 24.000 ristoratori attivi, con un gradimento complessivo, da parte dei turisti, di quasi 91 punti su 100 rilevati dalle recensioni online.

                                                                                                  Andrea Di Bella