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Adios Diego, il più grande di tutti

Giovedì, 26 Nov 2020 - 0 Commenti

“Adiós, campeón eterno”, non ti dimenticheremo mai. Grazie!

Quando muore un personaggio come Diego Armando Maradona è il mondo intero che rimane sconfortato, in lacrime, che ricorda soprattutto i momenti belli del campione, la sua umanità, il suo genio, l’amore verso Napoli e la sua gente, la “mano di Dio”.

E vorrei tornare all’intervista che fece Diego, si proprio lui, col microfono in mano, ai suoi compagni di squadra, dopo la vittoria dello scudetto nel 1987, negli spogliatoi.

Lì si era barricato, per più di un’ora, Giampiero Galeazzi, inviato Rai. Ebbene, il giornalista ebbe l’intuizione di consegnare il microfono in mano al campione argentino: “Fu uno spettacolo, ripete Galeazzi, Diego si trasformò in uno showman, intervistando i suoi compagni. Si comportò come un esperto telecronista. Lì ho capito che l’uomo era superiore”. 

“Tra tante partite e telecronache è stato il momento più alto che ho raccontato, mi ha aperto la porta della storia televisiva perché quell’intervista ha fatto il giro del mondo, anche grazie a lui. Diego era uno spettacolo, a livello personale prima ancora che come calciatore. Aveva grande sensibilità ed intelligenza. Ha rappresentato molto per me, riporta l’Adnkronos, eravamo amici, andavamo spesso a mangiare la pizza a Napoli nei migliori ristoranti, a Mergellina. Sono davvero sconvolto, mi mancherà".

Oggi è il miglior calciatore di tutti i tempi che ci sta abbandonando, un pezzo di storia del calcio, la storia di un tempo che ha saputo regalarci meraviglie, giochi di prestigio, opere d’arte, persino giocate prodigiose e impossibili (contrarie alle leggi della fisica). 

Con la morte di Diego Armando Maradona, muore la fantasia calcistica più autentica. L’abbiamo conosciuto a Napoli, l’abbiamo applaudito in tutto il Mondo, era diventato uno di noi.

A Napoli gli intitoleranno lo Stadio, proprio di quella città era diventato cittadino onorario. Uomo discusso nella vita, era riuscito a legare il tifo di tutti gli italiani. Lo voglio ricordare come mito del calcio. 

In queste ore sono moltissimi i messaggi sui social: il tweet di Pelè: ”Io oggi ho perso un amico, ma il mondo ha perso una leggenda. Un giorno giocheremo a calcio in Paradiso” 

Francesco Totti: ”Hai scritto la storia del calcio, ciao Diego”

Cristiano Ronaldo: ”Oggi ho perso un amico ma il mondo ha perso un genio, un genio eterno”

Alessandro Del Piero, che cita una frase dello stesso campione argentino: ”Se stessi con un vestito bianco ad un matrimonio e arrivasse un pallone infangato, lo stopperei di petto senza pensarci!”

“Così come al Louvre possiamo ammirare nei secoli la Gioconda di Leonardo – scrive Roberto Baggio – le generazioni future ammireranno quanto Diego ha saputo dipingere con il suo calcio. Questo rimarrà nei secoli a venire e questo determina la grandezza di un uomo”.

Vasco Rossi: ”Ciao Diego mito indiscusso, incantatore di palloni, impareggiabile e indomabile. In una sola parola ”Maradona”.

Da ogni parte del Pianeta stanno arrivando manifestazioni di affetto, la città di Napoli è in lutto, tifosi in strada ieri sera nella piazzetta davanti al Murales, nei Quartieri Spagnoli, in memoria del fuoriclasse argentino, con decine di lumini votivi accesi; tifosi che piangono, che lo ricordano, mostrando vecchie fotografie del campione, lontani ricordi di gioia del loro idolo per 7 anni indimenticabili.

Adiós Diego, sei partito dall’ultimo posto della società argentina, ci hai fatto vedere cose mai viste prima, sei riuscito a vivere una vita ”totale”. A Napoli ti hanno accolto da eroe, e proprio quella gente dei “bassi” che ti ha paragonato a Dio è quella che in questo momento sta versando le lacrime più sincere, come quelle della periferia di Buenos Aires, tu eri uno di loro, un loro figlio, figlio degli ultimi, hai dimostrato di saperti riscattare prendendo a calci un pallone. 

Era diventato sessantenne da poco.

“Adiós, campeón eterno”, non ti dimenticheremo mai. Grazie!

Andrea Di Bella