Cronaca

In Val Grana valanga travolge scialpinista: sotto la neve per 4 ore estratto vivo!

Scritto da La redazione Martedì, 6 Mar 2018 - 0 Commenti

I pendii della montagna presentavano le tracce di due valanghe cadute di recente, ma da una di esse spuntava uno sci. Questo ha consentito ai soccorritori di atterrare in prossimità del travolgimento e di individuare grazie all’Artva (Apparecchio per il Ritrovamento dei Travolti da Valanga) l’uomo sepolto sotto un metro di neve.

Uno scialpinista è stato estratto vivo da una valanga questo pomeriggio, dopo circa 4 ore dal travolgimento. L’uomo, un 49enne residente a Caraglio (Cuneo), è stato ritrovato dai tecnici del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS Piemonte) intorno alle ore 16.30 in seguito alla denuncia di mancato rientro effettuata dalla moglie.
È ricoverato in gravi condizioni di ipotermia all’ospedale di Cuneo. 
L’incidente è avvenuto sulle pendici del Monte Viridio (2498 m) in Val Grana (Cuneo). Dopo la segnalazione della scomparsa è immediatamente decollata l’eliambulanza 118 dalla base di Cuneo Levaldigi con a bordo l’equipe sanitaria e Tecnico di Elisoccorso e Unità Cinofila da Valanga del CNSAS Piemonte.
I pendii della montagna presentavano le tracce di due valanghe cadute di recente, ma da una di esse spuntava uno sci. Il ritrovamento del reperto ha consentito ai soccorritori di atterrare in prossimità del travolgimento e di individuare grazie all’Artva (Apparecchio per il Ritrovamento dei Travolti da Valanga) l’uomo sepolto sotto un metro di neve che è stato trattato dall’equipe medica e successivamente condotto in ospedale.  
"Si tratta di un evento più unico che raro - ha dichiarato il presidente del CNSAS Piemonte Luca Giaj Arcota - poiché il tempo medio di sopravvivenza in valanga è di 15-30 minuti. Probabilmente all’interno della valanga si era formata una sacca di aria che ha fornito alla vittima l’ossigeno necessario per resistere così a lungo. Il fatto che indossasse l’Artva ha consentito ai nostri tecnici di individuarlo rapidamente, non appena sbarcati dall’elicottero. Ci auguriamo che l’ipotermia non provochi danni gravi all’uomo. Per il nostro Corpo questo evento rappresenta un precedente utile nel motivare i nostri tecnici in attività di formazione ed esercitazione". 




 

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