Territorio & Eventi

Un Salesiano al servizio degli italiani emigrati nell’America del Sud: padre Renato Cavallo di Neive   

Scritto da La redazione Domenica, 15 Apr 2018 - 0 Commenti

Renato Cavallo, sacerdote salesiano, è un personaggio emblematico nel panorama culturale e agricolo del Sudamerica. Nasce a Neive, in provincia di Cuneo, il 13 maggio 1924, dopo il seminario a Bagnolo Piemonte, giunge in Colombia nel 1939, dove vivrà per circa 40 anni.

Prosegue la collaborazione con lo storico Giancarlo Libert, autore di numerosi volumi dedicati all’emigrazione piemontese nel mondo che illustrerà, tratte dai suoi libri, storie di emigranti nei diversi Paesi.

Biografie di piemontesi che han saputo mantenere un legame con la terra di origine. L’autore ha pubblicato una quindicina di volumi di storia dell’emigrazione piemontese e di storia locale tra i quali: Astigiani nella Pampa nel 2005, l’Emigrazione Piemontese nel Mondo nel 2009, Cuneesi nella Pampa nel 2011, Torinesi nella Pampa nel 2014, Alessandrini nella Pampa nel 2015, Canavesani in Argentina e nel Mondo nel 2016, Astigiani in Francia e Piemontesi d’America nel 2016.

È coautore con Orsola Appendino del volume Nonna Rosa. “La roccia delle Langhe” da Cortemilia all’Argentina sulla vita della nonna di Papa Francesco.

Il direttore

Renato Cavallo, sacerdote salesiano, è un personaggio emblematico nel panorama culturale e agricolo del Sudamerica. Nasce a Neive, in provincia di Cuneo, il 13 maggio 1924, dopo il seminario a Bagnolo Piemonte, giunge in Colombia nel 1939, dove vivrà per circa 40 anni.

È ordinato sacerdote salesiano nel 1950 e lavora nella scuola di Arti e Mestieri e nella Scuola Agricola. Ingegnere Agronomo, docente della Facoltà di Agronomia dell’Università Nazionale di Colombia e ricercatore nel Centro internazionale di Agricoltura Tropical di Calì, ottiene il Master all’Imperial College dell’Università di Londra e studia enologia nella facoltà agraria di Torino.

Nominato successivamente direttore della scuola Agrotecnica San Jorge de Ibagué in Colombia, scuola salesiana specializzata nell’insegnamento della coltivazione e trattamento del caffè, padre Cavallo pone le basi per cambiamenti nel campo agricolo e nell’allevamento degli animali. Porta dagli Stati Uniti un aereo carico di tutti i tipi di animali (mucche, cavalli, pecore, galline, papere, ecc.) per rinnovare l’allevamento e l’avicoltura della zona; il fatto dell’arrivo del nuovo Noè con un’arca volante, l’aereo, gli vale la notizia su “Newsweek”. Ma la sua grande opera fu soprattutto l’evangelizzazione dei giovani i quali continueranno con lui una relazione epistolare anche negli anni successivi.

Direttore della Scuola Agricola di Catemu, nel 1984 padre Francisco Oreglia lo invita a collaborare nella Facoltà di Enologia e di Industria Frutiorticola Don Bosco di Rodeo del Medio in provincia di Mendoza. A Mendoza dedicava il suo tempo all’assistenza spirituale della collettività italiana, nello spirito salesiano; lavorava soprattutto per i giovani, incaricato da Candido Rubiolo, vescovo di origini piemontesi e celebrava la messa festiva nel Tempio di San Giovanni Bosco in italiano.

Il 2 aprile del 1986 fonda la Asociaciòn Famija Piemunteisa de Mendoza, nella quale occupa l’incarico di segretario; con il suo fruttifero e dinamico lavoro porta l’Associazione in poco tempo ad avere 200 soci, con un’ampia videoteca e una biblioteca unica per la sua caratteristica nella provincia e intitolata a padre De Agostini, provvista di libri, riviste, video, ecc., che influirà notevolmente nella cultura di tutta la regione.

Lavoratore instancabile, collabora alla fondazione delle associazioni Famija Piemunteisa di San Luis, Villa Mercedes, San Juan e Villa Regina nella provincia di Rio Negro. Realizza la traduzione in castigliano del libro di Natale Cerrato Don Bosco e le virtù della sua gente, ripropone canti popolari italiani e collabora con giornali come la “Tribuna Italiana” e la “Voce d’Italia”. In occasione del centenario della morte di Don Bosco, nel gennaio del 1988, raggiunge la cima dell’Aconcagua, primo salesiano ad essere salito sul picco più alto dell’America (6.974 metri) ponendovi la targa che gli aveva inviato don Viganò. È cappellano dell’Ospedale Italiano di Mendoza e membro di numerose associazioni scientifiche, tra cui l’Accademia del vino da messa di Asti. Dopo una breve infermità lo sorprende la morte il 30 settembre del 1995.

Al funerale che si tenne il giorno seguente nel Pantheon Salesiano di Mendoza parteciparono tutti i cittadini di Mendoza, le comunità italiane, l’Ambasciatore d’Italia in Argentina, il Console d’Italia a Mendoza e rappresentanti del governo.

Giancarlo Libert

 (tratto dal volume dell’autore Cuneesi nella Pampa, Chivasso 2011)


  • Adsense slot ID 9166920842">