Cultura & Spettacoli

Torino, "Per Lucio": tributo di Gaetano Curreri e Paolo Fresu a Lucio Dalla

Scritto da La redazione Sabato, 7 Lug 2018 - 0 Commenti

I protagonisti della serata di giovedì scorso: Gaetano Curreri, voce degli Stadio e Paolo Fresu, geniale trombettista jazz di fama internazionale, in un concerto straordinarioa Torino: “Per Lucio”, un omaggio a Lucio Dalla.

Torino, 5 luglio - Lo scenario è proprio suggestivo: la scena del palco chiusa sulla facciata elegante e austera di Palazzo Reale, un cielo imprevedibilmente stellato, pubblico delle grandi occasioni, qualche rintocco della Real Chiesa di San Lorenzo annuncia che sono le 21.30, ed eccoli apparire, tra gli applausi, i protagonisti della serata: Gaetano Curreri, voce degli Stadio e Paolo Fresu, geniale trombettista jazz di fama internazionale, in un concerto straordinario, “Per Lucio”, un omaggio a Lucio Dalla, con la partecipazione di Raffaele Casarano al sax e Fabrizio Foschini al pianoforte.

“Grazie per l’invito in questa meravigliosa piazza… è bellissimo poter cantare le canzoni di Lucio, il mio maestro, la persona che mi ha dato le motivazioni giuste, le consapevolezze, a cui devo eterna gratitudine. Torino è una città piena di ricordi per quanto riguarda la mia storia con Lucio. Qui abbiamo fatto il primo concerto del tour Banana Republic allo Stadio Comunale… un evento epocale. Per Lucio andare a suonare era un gioco, una festa, un divertimento, il raggiungimento di un obiettivo. Per cominciare questo viaggio nella sua musica ecco una canzone che è la sua data di nascita…Gesù Bambino, all’inizio, poi censurata e diventata ‘4 marzo 1943’”.

L’inconfondibile voce roca di Gaetano intona ora “Anna e Marco”, una poesia scritta da Lucio in una notte, la storia di due ragazzi meravigliosi, eseguita con estrema eleganza dal gruppo, dove la tromba di Paolo Fresu inventa note geniali e magiche, trascina con le sue riletture, improvvisa, fa immaginare ancora di più la presenza del “ragno” sul palco.

Questo è l’incantesimo della musica jazz, che impone proprio di stare fuori dalle convenzioni.

Si assiste a vere improvvisazioni, esperienze di contaminazioni tra jazz e musica d’autore, linguaggi e generi diversi che trovano nuovi percorsi di sperimentazione, creazione e ricerca, si… vera improvvisazione!

“Lucio è stato anche un vero musicista di jazz”, ha sempre affermato Fresu, “è partito dalle cantine bolognesi col suo clarinetto… tra le tante canzoni bellissime di Lucio quella che amo di più è proprio “Anna e Marco”, quando conclude con ‘Anna avrebbe voluto morire, Marco voleva andarsene lontano, qualcuno li ha visti tornare tenendosi per mano’”. 

E quella tromba fa venire i brividi in quel silenzio sotto le stelle!

Grandissima tenerezza ed energia di note di sax e tromba in “Quale allegria”, che descrive quell’allegria apparente, forzata, che molte volte nasconde una vita senza un amore vero e senza emozioni profonde.

“Questa sera il percorso sarà arricchito da qualche pezzo che mette insieme canzoni di Lucio Dalla e di Fabrizio de Andrè, che convivono grazie ad un progetto musicale che Paolo Fresu porta avanti da qualche tempo in Sardegna, nella sua Berchidda. Pur provenienti da luoghi apparentemente lontani, Bologna e la Sardegna, entrambi sono legati da un grande amore per il mare… per ricordarli, ecco una canzone che mi diverte molto cantare, “Il pescatore”.

Segue “Caruso”, una delle più famose canzoni italiane nel mondo, la storia di un personaggio importante che a Lucio era stata a sua volta raccontata, una tappa significativa nel suo percorso di crescita musicale. Davvero struggente l’esecuzione del brano, sonorità cangianti, improvvisazioni ma molto senso di intimità, trasmissione di emozioni e sentimenti che arrivano al pubblico direttamente dagli strumenti e da un Gaetano Curreri immenso.

“Caro amico ti scrivo…”, le note di pianoforte di Fabrizio Foschini aprono “L’anno che verrà”, in un’atmosfera surreale e nostalgica chiusa poi dal sax magistrale di Raffaele Casarano.

“Il nostro è stato un rapporto Maestro-Allievo, lui era un grande motivatore. Quando ho cominciato a suonare con Lucio, non cantavo, scrivevo solo introduzioni, facevo arrangiamenti. Un bel giorno mi disse ‘Se entro 15 giorni non scrivi una canzone io ti licenzio… sono tornato a casa piangendo, mi sono messo al pianoforte e ho scritto la musica della mia prima canzone ‘Chi te l’ha detto’. Mi fece capire che aveva ragione a considerarmi un grande musicista. Era spietato però, perdonava solo una volta, ma grazie a questa sua determinazione, io nel tempo ho imparato a scrivere la canzoni. E stasera ve ne presento una che, se non avessi incontrato Lucio, non avrei mai scritto: “E dimmi che non vuoi morire”.

Il raffinato suono di tromba di Fresu sale in cielo e con la voce di Gaetano fanno una nota sola, infinita… è l’inizio de “L’ultima luna”, il mondo al suo ultimo giorno. Tripudio di applausi per tutti i musicisti.

“Chissà, chissà, domani, su che cosa metteremo le mani…”, intona Curreri, siamo verso la fine del concerto, con “Futura”.

“Ho la fortuna di suonare con dei musicisti fantastici, è l’apoteosi della musica. E a proposito di qualità della musica vi presento “La sera dei miracoli”, che sublima il concetto del ‘non aver paura’, una delle liriche più belle di Dalla”.

Si va verso la fine di un concerto che vorresti non finisse mai, per le emozioni, i ricordi, l’amore verso la musica… con una canzone  che Gaetano Curreri ha scritto con Patrizio Roversi, una delle persone più importanti nella vita di Lucio, uno dei più grandi poeti italiani: “Chiedi chi erano i Beatles”, un vero e proprio inno alla memoria.

Il pubblico è in visibilio, applaude, canta, balla con “Piazza Grande”, un pezzo dedicato a Bologna e alla sua piazza più importante, Piazza Maggiore. Una bella sera di inizio estate che le ultime parole di Gaetano Curreri riassumono perfettamente: “Stare sul palco con Paolo mi fa sentire la stessa magia che respiravo con Lucio”.

È la stessa magia che abbiamo respirato tutti!
 
Andrea Di Bella
 
Foto di Gabriele Mariotti

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