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Torino, il giudizio "Tre Bicchieri" del Gambero Rosso considerato affidabile dagli appassionati

Scritto da La redazione Sabato, 3 Nov 2018 - 0 Commenti

La Città del gusto di Torino nei giorni scorsi ha organizzato il grande evento di degustazione che ha visto protagonisti oltre 60 vini premiati con i Tre Bicchieri© dalla guida Vini d’Italia 2019.

La Città del Gusto di Torino ha recentemente proposto agli appassionati piemontesi la degustazione dei vini italiani “Tre Bicchieri”, uno degli eventi più importanti dedicati al mondo del vino, suggellando ancora una volta la sinergia con la città e celebrando la pubblicazione della Guida Vini d’Italia 2019.

L’evento è stato ospitato nelle sale della nuova sede della filiera torinese del Gambero Rosso di Corso Valdocco 2, ex sede storica dell’Oreal, palazzo d’epoca rinnovato secondo un forte spirito innovativo.  

Vini d’Italia è giunta alla trentaduesima edizione.

La prima, datata 1988, fu redatta da un manipolo di appassionati nell’estate del 1987, in un momento molto difficile della storia recente del vino italiano, ma anche ricco di quei “fermenti” innovativi che hanno caratterizzato gli anni Ottanta, il decennio dell’Italian wine renaissance. In questo lasso di tempo Vini d’Italia è passata dal recensire 500 cantine e 1500 vini a oltre 2500 produttori e quasi 23mila vini.

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L’ampliamento delle recensioni è obbligatorio per fotografare un panorama sempre più ricco, fatto di mille terroir diversi, di mille e più uve della tradizione e internazionali; dove è possibile trovare sia vini realizzati con le tecniche enologiche più avanzate sia straordinarie espressioni di una tradizione plurimillenaria vinificate in vasche di pietra o in anfore di terracotta come 2500 anni fa.

Come si articola il giudizio espresso dalla guida? Quali sono i canoni secondo i quali gli esperti coinvolti decidono se un vino è buono, molto buono o eccellente (rispettivamente classificati con uno, due o Tre Bicchieri)?

Non c’è una risposta univoca, una parola o un numero che riassuma la complessità del metodo di giudizio e dell’affascinante panorama enologico italiano, la terra della diversità e della bio-diversità. Gambero Rosso afferma che i criteri sono, allo stesso tempo, edonistici, umanistici e culturali.

Degustazione alla cieca, a bottiglie coperte, con lo scopo non di esprimere un numero, bensì raccontare a chi legge il piacere che si prova bevendo un vino. Un criterio edonistico, dove la maturità del tannino e la freschezza acida valgono tanto quanto la storia del vignaiolo che quel vino l’ha realizzato.

Quale giudizio ottiene il Piemonte vitivinicolo?

Quest’anno i vini Tre Bicchieri a base nebbiolo sono 43 – un buon numero considerando la non facile vendemmia 2014 per il Barolo – ovvero circa il 58% dell’eccellenza piemontese.

Ciò testimonia la grande vitalità di tutto il comparto. Sulla scia della Langa, ormai lanciata in un’orbita internazionale, sia dal punto di vista vitivinicolo sia da quello turistico, tutto il Piemonte si sta muovendo.

Numerosi sono gli spunti di riflessione. Ad esempio è interessante vedere come la regione stia ribadendo a gran voce la sua primogenitura in fatto di spumanti Metodo Classico.

Troppo a lungo il nome Alta Langa è stato poco comunicato, oggi finalmente inizia un’opera di proselitismo, che tende a riunire sotto un unico marchio il meglio delle bollicine classiche del Piemonte meridionale.

Per la pima volta in assoluto, ben quattro cuvée si aggiudicano i Tre Bicchieri; solo uno dispiega Alta Langa in etichetta, ma gli altri lo diventeranno presto.

Da notare ancora la bella performance d’insieme del Nord Piemonte con un bianco canavesano (Erbaluce di Caluso) e sei rossi a base nebbiolo (due Gattinara, due Ghemme, un Fara e un Coste della Sesia Nebbiolo).

Tra i rossi premiati si consolida la presenza di vini immediatamente godibili, come il Nebbiolo ’15 di Antoniotti.

Altra considerazione importante è la splendida riuscita d’insieme del vitigno più piantato in regione: la barbera, che merita ben 12 Tre Bicchieri, dall’Albese al Casalese, passando per la sottozona di Nizza Monferrato (AT), anche in virtù di un trittico di vendemmie d’ottima qualità per il vitigno, con le calde e siccitose 2015 e 2017.

Anche in questo caso si fanno notare le due Barbera d’annata: l’Avvocata ’17 di Coppo e la Lavignone ’17 di Pico Maccario, che mettono in fila le più blasonate concorrenti delle rispettive scuderie. Infine un plauso va agli otto neofiti che raggiungono per la prima volta il fatidico traguardo: Negretti, Facchino, Roberto Ferraris, Isolabella della Croce, Colombo Cascina Pastori, Boniperti, Ioppa e La Raia. Senza scordare il Moscato Passito La Bella Estate di Vite Colte. Di seguito l’elenco dei vini piemontesi premiati.

Ma la degustazione non ha riguardato solo i vini premiati della regione: ampia e di altissima qualità la testimonianza che arriva dalle altre regioni nazionali, Toscana in primis, che ottiene qualche “Tre Bicchieri” in più, confermando il traino a due motori, toscano e subalpino, del mondo enologico italiano.

Qualche citazione all’interno del vasto parterre de roi extra subalpino degustato.

Se l’Alta Langa si migliora è anche grazie al continuo confronto con i giganti nazionali: i Franciacorta, lo splendido Perlé di Ferrari e l’Alto Adige che nella sua nicchia spumantistica si esprime al top con l’extra brut riserva 2012 di Kettmeir.

Passiamo ai “Tre Bicchieri” da vitigni a bacca bianca.

Il rinnovato interesse che merita l’Erbaluce di Caluso e l’Arneis e la conferma qualitativa del Gavi, si giustificano con la rincorsa che i vitigni bianchi piemontesi hanno dovuto intraprendere per competere con i “cugini” nazionali: gli splendidi bianchi altoatesiniCantina Tramin, Cantina Terlano, di Merano e Colterenzio – i vini del Friuli, cui la brezza marina e la copertura dal freddo assicurata dalle Prealpi regala profumi ammalianti e tanta freschezza – La Tunella e Zorzettig a puro titolo esemplificativo fra i produttori.

Il pigato ligure di Bio Vio, Les Cretes dalla Valle d’Aosta e i bianchi marchigiani e della Campania, risultano tutti dei battistrada molto competitivi perché sono degli ottimi vini.

In conclusione i “Tre Bicchieri” da vitigni a bacca rossa.

Il re nebbiolo si accompagna con gli altri nobili e aristocratici italiani.

Toscana significa sangiovese: Montesodi 2015 di Frescobaldi spettacolare; gli altri toscani degni di nota ad iniziare con Podere Sapaio senza dimenticare il Nobile di Montepulciano di Dei e gli altri da Bolgheri.

San Leonardo taglio bordolese dal Trentino aristocratico e nobile.

Infine i rossi del sud: Taurasi di Caggiano da Aglianico campano, il nebbiolo del sud, e il primitivo di Felline Terra Nera 2016, a conferma della crescita della viticoltura pugliese.

I “Tre Bicchieri” 2019 sono la degna celebrazione del valido stato di salute della produzione vinicola italiana.

Paolo Manna

 

Alta Langa Zero Ris. ’12 - Enrico Serafino

Barbaresco Albesani ’14 - Cantina del Pino

Barbaresco Albesani Santo Stefano Ris. ’13 - Castello di Neive

Barbaresco Asili ’15 - Ca’ del Baio

Barbaresco Asili ’15 - Ceretto

Barbaresco Asili Ris. ’13 - Produttori del Barbaresco

Barbaresco Asili V. Viti ’13 - Roagna

Barbaresco Camp Gros Martinenga Ris. ’13 - Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy

Barbaresco Cottà ’15 - Sottimano

Barbaresco Currà Ris. ’12 - Bruno Rocca

Barbaresco Montaribaldi ’14 - Fiorenzo Nada

Barbaresco Montefico ’15 - Carlo Giacosa

Barbaresco Pajoré ’15 - Bel Colle

Barbaresco Rabajà ’15 - Giuseppe Cortese

Barbaresco Sorì Tildin ’15 - Gaja

Barbera d’Alba Vittoria ’15 - Gianfranco Alessandria

Barbera d’Asti L’Avvocata ’17 - Coppo

Barbera d’Asti Lavignone ’17 - Pico Maccario

Barbera d’Asti Nuda ’15 - Montalbera

Barbera d’Asti Sup. V. La Mandorla ’16 - Luigi Spertino

Barbera del M.to ’16 - F.lli Facchino

Barbera del M.to Sup. Bricco Battista ’15 - Giulio Accornero e Figli

Barbera del M.to Sup. Le Cave ’16 - Castello di Uviglie

Barolo Bricco Ambrogio ’14 - Negretti

Barolo Bussia 90 Dì Ris. ’12 - Giacomo Fenocchio

Barolo Bussia V. Mondoca Ris. ’12 - Poderi e Cantine Oddero

Barolo Cannubi ’14 - Marchesi di Barolo

Barolo Cerretta ’14 - Giacomo Conterno

Barolo del Comune di La Morra ’14 - Brandini

Barolo Falletto V. Le Rocche Ris. ’12 - Bruno Giacosa

Barolo Ginestra Ris. ’11 - Cascina Chicco

Barolo Ginestra Ris. ’10 - Paolo Conterno

Barolo Lazzarito Ris. ’12 - Ettore Germano

Barolo Monprivato ’13 - Giuseppe Mascarello e Figlio

Barolo Monvigliero ’14 - F.lli Alessandria

Barolo Novantesimo Ris. ’11 - Paolo Scavino

Barolo Rapet ’14 - Ca’ Rome’

Barolo Ravera Bricco Pernice ’13 - Elvio Cogno

Barolo Ris. ’11 - Giacomo Borgogno & Figli

Barolo Rocche dell’Annunziata ’14 - Renato Corino

Barolo Rocche di Castiglione ’14 - Vietti

Barolo Sottocastello di Novello ’13 - Ca’ Viola

Barolo Vigna Rionda Ester Canale Rosso ’14 - Giovanni Rosso

Colli Tortonesi Timorasso Il Montino ’16 - La Colombera

Coste della Sesia Nebbiolo ’15 - Odilio Antoniotti

Derthona Sterpi ’16 - Vigneti Massa

Dogliani Papà Celso ’17 - Abbona

Dolcetto di Ovada ’16 - Tacchino

Erbaluce di Caluso 13 Mesi ’16 - Benito Favaro

Fara Bartön ’15 - Gilberto Boniperti

Gattinara Osso San Grato ’14 - Antoniolo

Gattinara Ris. ’13 - Giancarlo Travaglini

Gavi del Comune di Gavi Minaia ’17 - Nicola Bergaglio

Gavi V. della Madonnina Ris. ’16 - La Raia

Ghemme ’13 - Torraccia del Piantavigna

Ghemme Balsina ’13 - Ioppa

Giuseppe Galliano Brut Nature M. Cl. ’13 - Borgo Maragliano

Grignolino del M.to Casalese ’17 - Tenuta Tenaglia

Langhe Rosso Giàrborina ’16 - Elio Altare

Marcalberto Extra Brut Millesimo2Mila13 M. Cl. ’13 - Marcalberto

Millesimato Pas Dosé M. Cl. ’13 - Contratto

Moscato d’Asti Canelli Ciombo ’17 - Tenuta Il Falchetto

Moscato d’Asti Casa di Bianca ’17 - Gianni Doglia

Nizza ’15 - Tenuta Olim Bauda

Nizza Augusta ’14 - Isolabella della Croce

Nizza La Court Ris. ’15 - Michele Chiarlo

Nizza Liberta ’15 - Roberto Ferraris

Ovada Convivio ’16 - Gaggino

Piemonte Moscato Passito La Bella Estate ’16 - Vite Colte

Piemonte Pinot Nero Apertura ’15 - Colombo-Cascina Pastori

Roero Arneis Cecu d’la Biunda ’17 - Monchiero Carbone

Roero Arneis Sarun ’17 - Stefanino Costa

Roero Ròche d’Ampsèj Ris. ’14 - Matteo Correggia

Roero Valmaggiore V. Audinaggio ’16 - Cascina Ca’ Rossa

 

Vedi anche http://langheroeromonferrato.net/node/5229

 

 

 

 


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