Cronaca

Torino, 12enne si chiude nella sua stanza e si suicida con laccio al collo

Scritto da La redazione Lunedì, 9 Apr 2018 - 0 Commenti

Il ragazzino è arrivato in ospedale in gravissime condizioni. Per lui non c'è stato nulla da fare

Tragedia a Torino dove un ragazzino di 12 è morto all’ospedale Maria Vittoria poco dopo la mezzanotte di ieri, domenica 8 aprile. Sul caso indagano gli agenti del commissariato San Donato.

Tutto è successo in un appartamento di corso Cincinnato, nel quartiere Lucento-Vallette. Il bambino è stato ritrovato nella sua cameretta dalla sorella 15enne e non madre e dalla nonna, come reso noto in un primo momento.

La ragazza avendo notato che il fratello si era rinchiuso in camera, ha cominciato a bussare e poi a chiamarlo. Visto che non rispondeva, ha guardato dallo spioncino e lo ha visto penzolare dal letto.

Il piccolo aveva un laccio (non è ancora chiaro se si tratti della fibbia dello zaino oppure del laccio del materasso) avvolto attorno al collo e la corda era legata al letto a castello.

Il bambino è stato subito soccorso dai medici del 118: era già in gravissime condizioni quando è arrivato in ospedale, intubato e in stato di incoscienza. I medici hanno fatto di tutto per provare a rianimarlo ma purtroppo per lui non c’è stato nulla da fare.

Al momento, non si esclude nessuna ipotesi, da quella del suicidio al gioco finito in tragedia. Ma gli investigatori, a quanto pare, avrebbero trovato un biglietto (o una pagina di un diario) con la frase “Voglio sparire”.

Aveva festeggiato il compleanno venerdì, a scuola, con i suoi amici. Era un ragazzo sereno, ben inserito. Non riesco davvero a trovare spiegazioni”. Così la dirigente scolastica dell’istituto frequentato dal dodicenne. “La nostra è una realtà complessa spiega la preside - ma lui non ha mai dato motivo di preoccupazione o allarmismo”.

Un giovane, spiega ancora, “frequentava l’indirizzo musicale e suonava il violino. Aveva anche una simpatia per una compagna, cose da ragazzi. Abbiamo avvisato gli studenti e le loro famiglie e abbiamo attivato il servizio di ascolto psicologico. Come docenti ci interroghiamo sulle fragilità dei ragazzi. E’ una tragedia che ci lascia senza parole, che scuote tutti. Ho visto professori piangere come bambini“.


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