Tu sei qui

S.Stefano Roero, il Tartufo Bianco delle Rocche primo "cru" di quello d'Alba

-

Con l'anno che si sta chiudendo, che ha contrassegnato una stagione molto difficile e complicata per il Tartufo Bianco d'Alba dettata dalla scarsità di precipitazioni ha portato ad una bella disamina nell'appuntamento di Santo Stefano Roero (Cuneo) che ha chiamato a raccolta i tartufai del territorio per la 2^ Festa del prezioso Tubero Magnatum Pico.

"Il tartufo si è molto ridotto nonostante ci siano molti più boschi rispetto a 50 anni fa - ha illustrato subito Cesare Cuniberto, segretario dell'Associazione Tartufai delle Rocche Roero -  perchè in realtà il territorio non coltivato non si trasforma in bosco  ma aumentano le aree degradate ed il tartufo non trova spazio perché "si coltiva" ai bordi tra il coltivato, il bosco e le rocche".

Senza le tartufaie non si trovano i tartufi, queste sono aree di biodiversità e quindi è interesse generale tutelarle e farle crescere. Occorre inoltre considerare che i regolamenti forestali sono spesso disattesi per mancanza di controlli e di denunce, anche su questo argomento occorre lavorare.

"L’associazione - puntualizza ancora Cuniberto - sta predisponendo un piano operativo sul territorio per il 2018 che includa azioni di pulizia di boschi e rocche, messa a dimora di piante da tartufo, attivazione di collaborazioni con specialisti per progettare nuove aree tartufigene, stipulare contratti di affitto a tutela di piante e aree tartufigene. L’iniziativa del Comune di Santo Stefano va in questa direzione".

Obiettivo più che promuovere è difendere, custodire, considerare il territorio come opera d'arte, come un sogno. Il focus sta nella riscoperta del non coltivato , la forza del tartufo bianco sta nel selvatico, è un fungo, non è coltivabile, nella capacità di incanalare le emozioni come il rapporto tra il cane e tartufai che si studiano e si amano a vicenda. C'è poi fra gli altri rilievi, il conflitto tra il coltivatore e il tartufaio e l'associazione tenta di metterli in contatto facendoli convergere su interessi comuni.

"Con l'operazione che abbiamo avviato arriveremo a fare del Roero e delle sue rocche il primo "cru" del Tartufo bianco d'Alba - precisa il segretario però occorre tutelare l’habitat, conservare le aree tartufigene, tutelare la biodiversità".

Le Rocche del Roero sono universalmente riconosciute come una delle più estese e pregiate tartufaie del Piemonte. Pertanto meritano attenzioni, tutela e iniziative di valorizzazione. Il Tartufo Bianco d’Alba delle Rocche del Roero è universalmente apprezzato per le caratteristiche uniche che le sabbiose colline e rocche del Roero gli conferiscono: tondo e liscio, colore ocra, profumo intenso ed elegante.

"Al fine di sostenere e valorizzare il tartufo delle Rocche del Roero e le aree tartufigene - illustra il sindaco Renato Maiolo - il Comune di Santo Stefano Roero ha effettuato la registrazione del marchio "Tartufaia naturale delle Rocche del Roero", estendibile agli altri Comuni delle Rocche del Roero, che racchiude entrambe le denominazioni del tartufo e delle tartufaie".

"La nostra Associazione dei tartufai delle Rocche del Roero, recentemente costituita, prendendo spunto da questa brillante iniziativa del Comune di Santo Stefano Roero - conferma Tino Marolo, presidente dell'Associazione tartufai del Roero - si pone come scopo primario quello di difendere e premiare un prodotto di quantità ridotta ma di alta qualità che cresce solo nelle Rocche e di promuovere ogni iniziativa volta ad assicurare la tutela e il recupero delle aree tartufigene del territorio roerino. non vuole porsi in competizione con lealtre Associazioni del tartufo esistenti, ma al contrario intende integrarsi con esse con la finalità di rafforzare il sostegno dellaspecificità del prodotto roerino".

Presenti al convegno di presentazione dell'Associazione dei Tartufai delle Rocche del Roero, gli interventi interessanti di Antonella Parigi, assessore regionale al turismo, Paolo Massobrio, giornalista - scrittore enogastronomico che ha parlato del De. Co, mentre ha chiuso Oscar Farinetti che ha raccontato "Le idee per il marketing del Tartufo Bianco d'Alba Rocche del Roero".

Così Santo Stefano Roero, ieri una domenica diversa con una visione disincantata del tartufo e il futuro che si immagina ha ospitato la "1° Mostra Mercato del Tartufo Bianco d'Alba Rocche del Roero" con premi ai migliori esemplari. Fra gli altri, la Pro Loco del Roero ha indetto una gara creativa dal titolo "Striscia lo Striscione" con l'assegnazione del Tartufo Bianco d'Alba Rocche del Roero, a Davide Rampello per "Striscia la Notizia".

a. fu.

 

 

Commenta con il tuo account Facebook!