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Neive e Canelli protagonisti a Parigi: le foto di Enzo Massa premiate al "Terroirs d'Images"

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Il fotoamatore albese Enzo Massa ha ottenuto il prestigioso riconoscimento internazionale Grand Prix "Terroirs d'Images" 2017. La cerimonia ufficiale del Concorso Internazionale si svolgerà martedì prossimo, 17 ottobre 2017 a Parigi, presso il Palais du Luxembourg, sede del Senato francese. In quell'occasione saranno premiati anche film, cortometraggi e documentari sul tema del vino e del vigneto inseriti nel Festival Internazionale Oenovideo, giunto alla 24° edizione.

Per il dodicesimo anno, il “Terroirs d'Images” seleziona la migliore opera di fotografi dilettanti e professionisti intorno ad un tema. Fotografi provenienti da 15 Paesi da tutto il mondo si sono confrontati sul tema "Chais & Caves du monde - Segrets intérieurs et splendeur extérieure.”

Tra tutte le foto pervenute, ne sono state scelte 110 che fanno parte della mostra itinerante presentata nella Città del Vino a Bordeaux nel mese di giugno 2017. Tra queste sono state selezionate 21 foto finaliste e l'albese Enzo Massa, unico italiano in finale, è riuscito ad entrare nel palmares con ben due fotografie legate al territorio delle Langhe e Monferrato, recentemente riconosciute come Patrimonio dell'Umanità: una foto scattata nelle Cattedrali Sotterranee di Canelli ed un'altra, realizzata in una cantina di un piccolo produttore di Neive. Quest'ultima, dal titolo ”Custodire un mondo in cantina”, è stata selezionata dalla Grand Jury Terroirs d'Images 2017 composta da personalità del mondo del vino, della fotografia e della comunicazione che ha designato il Grand Prix 2017.

Descrizione della fotografia che si è aggiudicata il Gran Prix 2017

Titolo immagine: “Custodire un mondo in cantina”

Mi trovo spesso, come si dice dalle mie parti, ad "andar per Langa", attraverso alcune delle più belle zone vocate alla coltivazione di Nebbiolo, di Barbera e di Dolcetto, straordinaria terra di grandi vini come il Barolo ed il Barbaresco e di tradizioni agricole, recentemente riconosciuta come Patrimonio dell'Umanità. In questo luogo ho la fortuna di risiedere. Porto con me la mia inseparabile macchina fotografica che rappresenta per me il mio occhio accessorio e mi muovo tra le colline tappezzate di viti, i piccoli borghi solitari che le sovrastano, i castelli arroccati e le innumerevoli cantine che spuntano come funghi, disseminate nel paesaggio. In una di queste mi sono fermato un giorno d'autunno. Il proprietario stava preparando le botti per la vendemmia e mi invitò ad entrare: lavava il coperchio di una vasca in vetroresina che avrebbe contenuto il mosto. Fui subito colpito dalle multiformi incrostazioni che si erano depositate: chiazze rossastre tendenti al carminio dei cristalli di tartrato che coprivano la superficie creando strane figure dai contorni indefiniti. Come quando si guardano le nuvole cercando di interpretare le figure che creano, cercai di interpretare quelle macchie. La rotondità del coperchio e la luce che le colpiva mi fecero subito pensare al nostro pianeta visto dallo spazio: un surreale mondo rosso fuoco che si mostrava in tutta la sua brillantezza.

Posso scattare una fotografa? - chiesi al cantiniere.

In quell'attimo sentii di aver catturato l'essenza di quel luogo: in quella cantina era conservato “un mondo”, quello dell'uva che, dopo la vendemmia, continua il suo lavoro di crescita e maturazione trasformandosi in vino, frutto prezioso di braccia operose.

Le cantine sono scrigni in cui i vignaioli custodiscono gelosamente i prodotti delle loro terre e tramandano di essi segreti e tradizioni. Sono culle dove il vino viene coccolato con dolcezza. Sono mondi da scoprire.

Enzo Massa

Foto Enzo Massa Grand Prix “TERROIRS D’IMAGES” 2017

 

 

 

 

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