Economia & Lavoro

Il candidato premier M5S Luigi Di Maio all'Associazione Commercianti Albesi

Scritto da La redazione Venerdì, 12 Gen 2018 - 0 Commenti

L'A.C.A. chiede alla politica un “cambio di mentalità”, che introduca il sistema meritocratico nell'assegnazione di risorse ai territori, premiando quelli – come il nostro – che da sempre creano economia, versano tributi ma non hanno in cambio gli adeguati servizi.

Oggi il candidato premier del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ha fatto visita all'Associazione Commercianti Albesi, incontrando i vertici dell'A.C.A. - il presidente Giuliano Viglione, il direttore Fabrizio Pace e la vice direttrice Silvia Anselmo - e componenti del Consiglio direttivo, oltre che attività e rappresentanti del mondo imprenditoriale.

L'onorevole Di Maio è stato accompagnato da alcuni esponenti del M5S: il consigliere comunale albese Ivano Martinetti, i consiglieri regionali Davide Bono e Mauro Campo, l'on. Fabiana Dadone e l'europarlamentare Tiziana Beghin.

L'Associazione ha colto l'occasione della presenza del giovane leader campano – e attualmente unico ad aver dichiarato la propria candidatura alla premiership in vista delle elezioni politiche del 4 marzo - per consegnargli il documento elaborato sulla base delle istanze delle Pmi territoriali e contenente il punto di vista A.C.A. su alcune tematiche importanti per il territorio e per il Paese.

Tra i temi toccati, il fisco esoso per Pmi e famiglie, l'eccesso di burocrazia, i consumi che stentano a ripartire, l'esigenza di maggiore legalità, la necessità di una fiscalità specifica per il commercio online, l'importanza dei centri storici di città e paesi, la necessità di un Ministero forte del Turismo che accompagni il settore nella sua espansione e di creare un Ministero delle PMI.

Naturalmente, il presidente dell'A.C.A. Giuliano Viglione non ha mancato di sottolineare le emergenze territoriali, prevalentemente riferibili ai collegamenti su gomma (esigenza di concludere la costruzione dell'Asti-Cuneo) e su rotaia (riattivazione linea Alba-Asti), con cenni al sistema del credito riferito alle imprese, ad un piano nazionale contro il dissesto idrogeologico e la salvaguardia dei piccoli comuni.

L'A.C.A. chiede alla politica un “cambio di mentalità”, che introduca il sistema meritocratico nell'assegnazione di risorse ai territori, premiando quelli – come il nostro – che da sempre creano economia, versano tributi ma non hanno in cambio gli adeguati servizi.

L'onorevole Di Maio si è soffermato in particolare non solo sul cambio di mentalità, ma anche sul cambio di metodo, il leit motiv di tutto il suo intervento: «Rispetto agli altri Paesi, la possibilità della società civile di incidere sulle scelte legislative in Italia funziona con criteri novecenteschi. Altrove, le rappresentanze hanno la possibilità di presentare proposte di legge ed emendamenti, mentre da noi la loro azione risulta del tutto ininfluente».

Pesante l'affondo sulla legiferazione sfrenata: «Una nuova legge viene creata ogni 2,5 giorni, una nuova norma ogni mezza giornata. L'Italia ha 187.000 leggi vigenti, a cui vanno aggiunti i provvedimenti europei, regionali e locali. Si creano norme per dire di averle fatte, mentre molte non producono gli effetti per i quali sono state congeniate».

Un tema che sta a cuore alle imprese: «Redditometro, spesometro… lo Stato deve essere in grado di fare i controlli unificando tutte le banche dati che contengono informazioni sui cittadini. Non è un sistema facile da scalfire perché gli enti sono gelosi dei dati in quanto le informazioni costituiscono potere».

Fondamentale per Di Maio ridurre il costo del lavoro per le imprese, specie per quelle medio-piccole, recuperare gli sprechi (che stima ammontare a 50 miliardi di spesa pubblica) proseguendo sulla linea della spending-review avviata e poi interrotta.

Molte iniziative prendono le mosse da esperienze comparate con altri Paesi, soprattutto riguardo alla fiscalità da abbattere drasticamente, ai servizi alle famiglie che possono spingere la crescita demografica, al credito attraverso l'istituzione di una banca pubblica che promuova l'internazionalizzazione e eroghi prestiti e fidi ad imprese con scarsa liquidità o non bancabili.

Quanto all'e-commerce, la digitalizzazione è il futuro, ma bisogna evitare che i colossi web possano aggirare il fisco attraverso meccanismi che permettono loro di insediarsi nei paradisi fiscali.

Per il turismo, Di Maio vuole una regia generale, con risorse destinate ad una promozione dell'Italia all'estero unitaria e comprensiva di tutte le attrazioni del nostro Paese.

Molti altri i temi trattati, di natura più squisitamente politica («gli altri dicono che vogliono cambiare questo Paese, ma l'hanno governato per 20 anni e non lo hanno fatto…»).

Prima di lasciare l'A.C.A. per proseguire nel suo tour piemontese, Luigi Di Maio ha avuto parole di apprezzamento per il mondo delle imprese e per il loro impegno quotidiano.


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