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Costa Azzurra: il Festival della Gastronomia fra chef stellati e diplomazia

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La dodicesima edizione del Festival internazionale della Gastronomia Les Etoiles de Mougins ha chiuso i battenti con un grande successo di pubblico, rinnovando l'atteso appuntamento annuale della Costa Azzurra con gli chefs stellati provenienti da tutto il mondo.

Un vero e proprio tempio del gusto a cielo aperto con un fitto programma di iniziative ed eventi consacrati alla cucina e all'arte della tavola si è snodato per tre giorni sulle colline di Cannes, nel suggestivo borgo di Mougins, rinomata Patria d'arte, di Picasso che qui visse e morì e del ristorante Moulin de Mougins che deve il suo successo a Roger Vergé.

Atelier, workshop, cooking show, conferenze e concorsi hanno fornito ancora una volta a visitatori francesi e italiani, accorsi numerosi malgrado una canicola da togliere il fiato, l'occasione impareggiabile di incontrare vis à vis i loro paladini del gusto nelle vie e nelle piazze elegantemente allestite

Le imponenti misure di sicurezza messe in atto per fronteggiare la psicosi attentati, non hanno tolto magia o fascino all'accoglienza impeccabile del borgo stellato, che in ogni angolo trasuda la totale abnegazione alla causa.

La manifestazione 2017, "Welcome on board!", declinata alla vocazione internazionale, ha così percorso un viaggio nelle cucine dei cinque continenti, radunando 167 chefs di quindici Paesi: dal Brasile, Messico, Antille, Stati Uniti, Canada, alla Russia e Bielorussia, passando per Libano, Medio-Oriente, Algeria, Tunisia, per atterrare in Europa e naturalmente in Italia.

Il tutto sotto l'occhio attento e discreto di Daniel Boulud, ospite d'onore di questa edizione, arrivato direttamente da New York. Il celeberrimo chef due stelle, premio alla carriera;  tycoon dell'impero con oltre mille dipendenti,  bistrot, caffè e ristoranti disseminati nel mondo (il Danieli di New York nel gotha dei 50 Best Restaurants of the World), ha commosso tutti rievocando le tappe più significative e il suo esordio al Moulin de Mougins con Roger Vergé a cui deve l'inizio di una folgorante carriera.

Numerosi i nomi eccellenti della ristorazione francese: dal blasonato chef  Regis Marcon (un asterisco ogni stella, per esprimersi alla francese), a Philippe Labb e Bruno Oger che, in una delle varie kermesses dedicate alla stampa internazionale, ha emozionato gli ospiti accogliendoli con l'intera brigata nelle cucine del "Bistrot des Anges". Quasi in casa anche Jacques Chibois, chef di Grasse, Bastide de Saint Antoine, dove si sono aperte ufficialmente le danze culinarie a latere del Festival.

Prova di grande talento e abilità  quella degli chef stellati italiani, accuratamente selezionati da Paolo Marchi, patron di Identità  Golose e, capitanati dal maitre pa¢tissier Gianluca Fusto, tornato a Mougins con l'idea di promuovere e presiedere il concorso Les Jeunes Pâtissiers de Mougins e che non ha mancato neppure quest'anno di stregare il popolo epicureo per quel mix impareggiabile di ricercatezza e semplicità  che caratterizzano le sue creazioni.

Non poteva deludere l'intervento dei Maestri Pizzaioli, non solo per l'amore atavico dei francesi verso il cibo italiano più famoso al mondo, la pissa (parola rigorosamente tronca, doppia s e accento sulla a e guai a ricollocarlo!) e per il prestigioso bollino di appartenenza a Identità  di Pizza (ultima nata nel Salone del Gusto milanese per eccellenza): la pizza fritta con base croccante e mozzarella filante di Cristiano de Rinaldi ha letteralmente estasiato il pubblico francese, attento e risoluto ad apprenderne i trucchi dell'impasto e della farcitura e a seguire, passo per passo, la preparazione commentata dal Maestro Guglielmo Vuolo della storica Pizzeria napoletana Fratelli Vuolo.

Quando si parla di cucina, di pasta e affini, si sa, non dobbiamo niente a nessuno e gli stessi francesi, ritrosi a cedere lo scettro culinario, hanno calato il cappello di fronte a due sublimi interpretazioni della carbonara: quella a la cocque del due stelle Michelin, Marco Sacco de Il Piccolo Lago di Verbania la carboamatriciana, appunto, realizzata con i cannolicchi, da Antonello Colonna, dell'omomino Resort & Spa di Labico, Roma, la stessa con cui il rinomato chef laziale ha conquistato teste coronate come quella della regina Elisabetta.

La presentazione ai francesi del suo successo editoriale "Valigia diplomatica" ha offerto lo spunto per  un dialogo allargato  ad ampie tematiche: valori, origini, tradizioni e scambio tra culture, che sublimano ogni viaggio e ogni sogno. Condotta da #torinodagustare, la conferenza si¨è quindi aperta a uno scenario stimolante di scambio di pensieri, ispirandosi alle vicende autobiografiche del protagonista, tenace e determinato ragazzo di provincia partito dalla Calabria con l'ambizioso scopo di diventare diplomatico di carriera e, arrivato ai vertici delle Ambasciate in Iran, Argentina, Indonesia e Principato di Monaco.

Un tuffo nei ricordi tra dimostrazioni culinarie, aneddoti e percorsi gastronomici e professionali con un parterre di relatori d'eccezione: Alexandre Orlov, Ambasciatore di Russia in Francia, che ha voluto portare testimonianza dell'encomiabile impegno e del lavoro svolto dal Ministro Morabito durante le sue missioni all'estero a profusione del Made in Italy, oltre che dell'amicizia che li unisce; Richard Galy, Sindaco di Mougins che, facendo gli onori di casa e riprendendo il tema dell'amicizia come connettore di crescita tra popoli e Paesi, ha sottolineato come la gastronomia possa unire i popoli in un legame indissolubile di saperi e culture; Gianluca Fusto e Antonello Colonna, chef dai curricula straordinari che devono alla loro formazione in giro per il mondo.

Tania Boianelli

(Foto di Tommaso Chiarella)

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