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CASALE M.TO, A DON MARCO RICCI IL PREMIO “LUISA MINAZZI – AMBIENTALISTA DELL’ANNO”

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Comuni cittadini che s’impegnano nel volontariato, giornalisti, esponenti delle istituzioni, artisti e imprenditori che innovano nel segno della sostenibilità.

Sono gli otto finalisti del Premio “Luisa Minazzi – Ambientalista dell’Anno” assegnato ieri nella Sala Consiliare del Comune di Casale Monferrato (Al) all’interno del “Festival della virtù civica” in corso nella cittadina piemontese (foto).

A ricevere il riconoscimento, promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia insieme al Comitato organizzatore che raccoglie un’ampia rete di associazioni locali, è stato don Marco Ricci: il sacerdote di Ercolano, in prima linea nella difesa della salute e dell’ambiente nella Terra dei Fuochi.

A lui sono andate, infatti, 629 preferenze sul totale delle 3.061 giunte da tutta Italia durante gli ultimi due mesi alla Segreteria organizzativa. Ma ciascuno dei candidati nel corso della cerimonia ha ricevuto un premio speciale a conferma che nel loro insieme gli “ambientalisti dell’anno” rappresentano un’idea di Italia che s’impegna a tutela della legalità, pratica esperienze d’impresa sociale e sostenibile, condivide con coerenza e in maniera originale e coinvolgente i valori dell’ambientalismo.

Nato a Napoli nel 1973, Marco Ricci è cresciuto e vissuto ad Ercolano, città degli scavi e del Vesuvio e, dopo aver conseguito il diploma presso l’Istituto Tecnico Commerciale e aver frequentato un anno alla Facoltà di Economia e Commercio, è entrato nel Seminario di Napoli e ha studiato presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale.

Ordinato sacerdote nel 1998 dal cardinale Michele Giordano, è un pastore sensibile ed attento alle necessità delle persone e vive il suo ministero sacerdotale prettamente tra la gente fuori le mura della Chiesa. Attualmente è parroco nella città di Ercolano presso la parrocchia Sacro Cuore di Gesù, la più vasta della diocesi di Napoli per estensione territoriale, alle falde del Vesuvio, nel cuore dell’omonimo Parco Nazionale.

Negli anni Don Marco ha raccolto il grido di dolore di tante persone morte ed ammalate di tumore e leucemia nella zona di S. Vito e, dopo aver constatato un’elevata percentuale di morti ed ammalati nel territorio parrocchiale, ha fondato l’Associazione “Salute Ambiente Vesuvio” di cui è presidente. Grazie alle sue denunce sono stati rinvenuti rifiuti tossici interrati nel Parco Nazionale dalla camorra negli anni ’80-’90; ancora oggi, con l’aiuto dei volontari dell’associazione, svolge una costante azione di denuncia e sensibilizzazione sulla salvaguardia del creato. Ha vissuto alcune esperienze missionarie ed è anche socio onorario dell’Associazione antiracket “Ercolano per la legalità”.

Grande l’emozione di Don Marco nell’apprendere di essere l’Ambientalista dell’Anno 2017.

“Più emozionato – ha commentato – che essere nominato Monsignore!”.

Il sacerdote ha raccontato le difficoltà incontrate in questi anni, la voglia di lottare per una terra così martoriata e posto l’accento sul valore della battaglia che sta conducendo per la sua comunità: “Sono un pastore, colui che, anche in senso biblico, ha un ruolo di guida. Quello che faccio, come qualcuno sostiene, non è politica. È invece piena applicazione della dottrina sociale della Chiesa di Giovanni Paolo II. Il mio obiettivo nel medio periodo è che le persone prendano coscienza dei problemi: è questa la base necessaria sulla quale lavorare nel lungo periodo per arrivare a contrastare i fenomeni di inquinamento e a procedere con le bonifiche”.

Oltre a Don Marco Ricci, erano candidati al Premio “Luisa Minazzi – Ambientalista dell’Anno” 2017, Antonello Brunetti di Castelnuovo Scrivia che ha coordinato la mobilitazione contro il Terzo Valico; Isabella Conti il sindaco anticemento di San Lazzaro di Savena in provincia di Bologna (assente per un impedimento alla premiazione); Cristina Gerardis impegnata come avvocato dello Stato contro lo smaltimento illecito di rifiuti nella discarica di Bussi (Pe); il Gruppo Cooperativo GOEL, gruppo di imprese etiche operanti in Calabria, rappresentato per l’occasione da Fratel Stefano Caria; il giornalista del programma di RaiTre “I dieci comandamenti” Domenico Iannacone; la mamma green blogger Linda Maggiori; il Manzella Quartet, un gruppo di musicisti che utilizza materiali di riciclo. Ognuno di loro, intervistato dalla giornalista Marina Maffei durante la cerimonia di premiazione, ha potuto raccontare la propria esperienza, trasmettendo al numeroso pubblico un messaggio importante: tutti possono, gettando il cuore oltre l’ostacolo, fare cose straordinarie e raggiungere obiettivi eccezionali.

Sono stati 3.061 i votanti (fra schede inviate per posta, votazione online e tramite le urne allestite in diversi luoghi del Casalese) che hanno decretato il successo del Premio, all’undicesimo anno, intitolato a Luisa Minazzi, ricordata per l’occasione anche dalla giornalista Silvana Mossano: direttrice didattica, ambientalista ed amministratrice comunale casalese, Luisa Minazzi è morta di mesotelioma nel 2010, a 58 anni, sorte beffarda per chi come lei ha trascorso la vita lottando contro l’amianto. La cerimonia ha visto la presenza della sindaca di Casale Monferrato Titti Palazzetti, dell’assessora all’ambiente Cristina Fava, dell’assessora all’istruzione scolastica Ornella Caprioglio e dell’assessora alla cultura Daria Carmi.

Il Comitato che organizza il Premio “Luisa Minazzi – Ambientalista dell’anno” – a sintetizzarne il radicamento sul territorio e a sottolineare il valore prezioso della condivisione – raggruppa un folto numero di realtà associative del Casalese (Afeva – Associazione familiari vittime dell’amianto, Agesci gruppo Casale 1, Associazione dei comuni virtuosi, Auser, Avis, Circolo Verde Blu di Legambiente, Club Alpino Italiano – sezione di Casale Monferrato, Equazione, Fiab, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, L’albero di Valentina), alle quali si aggiungono la Città di Casale Monferrato e l’Ente di gestione delle aree protette del Po vercellese-alessandrino.

La premiazione è stata il momento centrale della prima edizione del Festival della Virtù Civica, che ha esordito a Casale Monferrato il 23 novembre e proseguirà con diversi appuntamenti fino al 5 dicembre 2017 (per info sul programma: www.festivalvirtucivica.it).

Il Festival è nato con l’intento di valorizzare la presenza a Casale Monferrato degli otto candidati al Premio Luisa Minazzi, ma si è da subito trasformato in un contenitore originale e prezioso di idee ed esperienze. 3 “Complessivamente, sono coinvolti oltre trenta ospiti fra docenti universitari, rappresentanti di enti locali e associazioni, imprenditori, professionisti, giornalisti, artisti e comuni cittadini, che si distinguono per la loro attenzione all’ambiente e al prossimo – dicono Marco Fratoddi, Vittorio Giordano e Gian Paolo Minazzi, del Comitato organizzatore – Ognuno di loro ha portato un messaggio di speranza e cambiamento in una città come Casale, che ha saputo riscattarsi da una vicenda drammatica come quella dell’Eternit e che può coerentemente diventare un modello di virtù civica per tante altre città italiane”.

Il Festival della Virtù Civica è ideato e curato dal Comitato organizzatore del Premio “Luisa Minazzi – Ambientalista dell’anno” con il sostegno della Città di Casale Monferrato e dell’Ente di gestione delle aree protette del Po vercellese-alessandrino.

Maggior sostenitore è Weleda (sponsor storico del Premio Luisa Minazzi). Il Festival vede inoltre il contributo di Cosmo S.p.A. e AMC Energia, la collaborazione di Consorzio Casalese Rifiuti, Avis Casale Monferrato, Confraternita degli Stolti e Libreria Labirinto di Casale Monferrato.

Ringraziamenti alla dirigenza e il personale del Parco del Po, del Museo Civico e del Castello del Monferrato, la Diocesi di Casale Monferrato e la Tipografia La Nuova Operaia di Casale Monferrato.

Media partner sono La Stampa Tuttogreen e Il Monferrato. La rivista Oasis è presente con la prestigiosa mostra fotografica “Oasis photo contest” sulle bellezze naturalistiche e antropologiche del pianeta.

Vedi anche http://langheroeromonferrato.net/territorio/perche-un-festival-della-vir...

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