Politica & Istituzioni

Saluzzo, la città lasciata sola a gestire i lavoratori stagionali della frutta

Scritto da La redazione Giovedì, 19 Lug 2018 - 0 Commenti

Incontro con parlamentari sul problema accoglienza stagionali della frutta. "Il problema è attinente alle politiche del lavoro e non ai flussi migratori. E' ormai improrogabile la creazione di liste di collocamento di lavoratori stagionali, dai quali i datori di lavoro dovrebbero obbligatoriamente attingere"

Da ormai 9 anni la città di Saluzzo (Cuneo) si trova ad affrontare, da maggio ad ottobre, il tema dei lavoratori stagionali della frutta. Parliamo di un comparto produttivo che rappresenta la voce più importante dell’economia di questo territorio e che per la sua stessa sopravvivenza richiede l’apporto di fussi stagionali di lavoratori

Si tratta di manodopera che viene assunta prevalentemente tra stranieri o atraverso i fussi o tra chi si muove nel territorio nazionale in relazione alle diverse necessità stagionali del comparto agro-alimentare. Questi ultmi, in particolare, determinano inevitabilmente la necessità di affrontare la questone della sistemazione alloggi per alcune migliaia di addetti per un periodo limitato di tempo.

Gran parte di queste persone ricevono accoglienza da parte delle aziende, ma per una parte di loro, specialmente coloro che lavorano per brevi periodi e che quest’anno sono circa seicento, la norma non prevede l'obbligo di accoglienza in azienda.

Non affrontare tale questone e chiudere gli occhi davanti al proliferare di baraccopoli o sistemazioni di fortuna, è il modo per trasformare una chiamata temporanea di forza lavoro, indispensabile per l’economia locale, in un proolema di convivenza sociale, di dignità, di rispetto dei diritti elementari della persona.

In tutto questo le singole comunità non possono essere lasciate sole, tutte le richieste di aiuto che in questi anni sono state indirizzate alle Isttuzioni, dal Presidente della Repubblica, ai vari Ministri che negli anni si sono alternati, all'Anci non hanno mai ricevuto risposte concrete.

L’Amministrazione di Saluzzo quest’anno ha affrontato la situazione, che non sarebbe di sua competenza, per ridare signifcato a parole come dignità, umanità e senso civico e sempre con l’obbietivo di garantire una serena convivenza sociale all’interno della comunità. L’allestimento di
una Prima Accoglienza Stagionali (PAS) ha voluto essere il tentativo di dare una risposta pragmatica ad un fenomeno che nell'ultmo decennio ha sempre coinvolto i saluzzesi.

Recuperare una caserma abbandonata, dotarla di luce, acqua, gas, docce, wc e letti a castello, dare un sobrio ma dignitoso riparo ai lavoratori stagionali signifca garantire le più basilari condizioni di vite.

Resta inevasa la questone fondamentale, il fatto cioè che occorre un intervento mirato della politca nazionale che affronti in maniera sistematca questo tipo di situazione. La legge vigente (la Bossi/Fini del 2002) non è adeguata nell’attuale contesto sociale, non regola i fussi interni di
manodopera e non si interroga sulle esigenze alloggiative dei lavoratori stagionali.

Il proolema che le Istituzioni e in questo caso il Parlamento devono affrontare è attinente quindi alle politche del lavoro e non ai fussi migratori E' ormai improcrastinab ile la creazione di liste di collocamento, elenchi di lavoratori stagionali, da cui i datori di lavoro dovrebbero obbligatoriamente attingere in modo da disincentivare i viaggi della speranza, la non dignitosa ed ingestibile ricerca porta a porta di uno spicciolo di lavoro. Situazione che genera aspettative eccessive, spesso illusione di poter lavorare, sistemazioni improvvisate, accampamenti spontanei, degrado.

Per questa ragione il sindaco Mauro Calderoni ha chiesto un confronto con i parlamentari del territorio per fornire sulla base dell’esperienza saluzzese istanze e suggeriment per chi deve legiferare. Spiace quindi che l’invito sia stato accolto solo dall’onorevole Chiara Giraudo e dal senatore Mino Taricco e dall'onorevole Dadone che, non potendo partecipare, ha quanto meno chiesto aggiornamenti.

Tutti gli altri parlamentari non si sono presentati salvo indire nelle ore successive polemiche conferenze stampa. L'Amministrazione ha fatto un gesto concreto per affrontare almeno una parte della questone, negli interessi della comunità e per restituire un minimo di valore alla parola dignità, ma ribadendo con forza alla politica e alla Isttuzioni nazionali di guardare fnalmente a questi temi per affrontarli con scelte strutturali, pragmatche e di prospetva che non sono più rinviabili.


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