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Olivero: " Quasi un milione di tonn. di cibo recuperato e donato ai bisognosi"

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Nell’agosto 2016 il Senato aveva approvato in via definitiva la Legge contro gli sprechi alimentari. Un percorso importante con l’obiettivo di recuperare, nella misura maggiore possibile, le 5 milioni di tonnellate di cibo buttate ogni anno nella spazzatura, con un controvalore di 12 miliardi di euro. Una situazione inaccettabile viste, secondo i dati Istat, le 4 milioni e 742 mila persone che, in Italia, vivono in condizioni di povertà assoluta.

L’iter parlamentare del provvedimento era stato seguito con particolare impegno dal cuneese Andrea Olivero, viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ed ex presidente nazionale delle Acli. Infatti, proprio alla guida di quest’ultima organizzazione l’esponente del Governo era stato tra i promotori dell’Alleanza contro la povertà. “Sono molto soddisfatto dell’ok ottenuto dalla nuova norma - aveva detto allora Olivero - perché chi mi conosce sa come tutta la mia attività sociale e politica sia sempre stata indirizzata a ridurre le disuguaglianze e a favorire l’inclusione delle persone più fragili. Con il voto, il Parlamento e il Governo hanno stretto un’alleanza contro gli sprechi e per aiutare chi è meno fortunato”.

A un anno dall’entrata in vigore della Legge, tracciamo con il viceministro un bilancio dei risultati ottenuti. “Il cibo recuperato e donato ai più bisognosi -sottolinea Olivero - è aumentato, passando dalle 550.000 tonnellate al sempre più vicino traguardo di un milione di tonnellate. Si tratta di uno dei provvedimenti più importanti approvati dopo Expo. Una colonna portante dell’impegno del nostro Paese verso nuovi modelli di sostenibilità, che partono proprio dall’azzeramento degli sprechi”.

Come va in provincia di Cuneo?Nella “Granda” sono diverse le associazioni che stanno lavorando per attuare pienamente le potenzialità della nuova Legge. E so che alcune mense stanno già studiando forme per recuperare e distribuire il cibo avanzato, così come già fanno molte aziende agricole, che donano l’invenduto a comunità e associazioni. Nell’estate appena trascorsa è avvenuto in parecchie occasioni. Insomma, la Legge aiuta chi vuole fare la sua parte contro lo spreco e per fortuna da noi sono tanti e generosi”.

Intanto, nei giorni scorsi sul sito del Ministero delle Politiche Agricole all’indirizzo https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagi... è stata pubblicata la guida veloce #io non spreco. Si tratta di tre pagine con una lista di consigli pratici riservati ai consumatori, perché il 50% dello sperpero avviene ancora in casa e bastano piccoli gesti quotidiani più consapevoli e sostenibili per ridurre il cibo buttato nei rifiuti.

LA GUIDA #IO NON SPRECO

Quando faccio la spesa

Prima della spesa controllo in dispensa e in frigorifero e scrivo una lista dei prodotti che effettivamente servono. Acquisto prodotti freschi più spesso e in quantità giusta. Scelgo frutta e verdura con la giusta maturazione. Se acquisto prodotti preconfezionati scelgo la quantità adatta ai miei bisogni. Leggo sempre l’etichetta per conoscere la scadenza.

A casa

Se faccio scorte di prodotti, consumo prima quelli con la data di scadenza più vicina o comprati in precedenza. A tavola servo porzioni adeguate senza esagerare nella quantità. Se mangio al ristorante chiedo la family bag o la doggy bag. In frigorifero, ogni ripiano ha una sua temperatura che permette di conservare i cibi in maniera ottimale. Conservo bene i prodotti con le confezioni già aperte. Se ho avanzi nel frigorifero li impiego per realizzare nuove ricette.

Leggo l’etichetta

Sull’etichetta è importante distinguere tra due scritte.

Data di scadenza: se leggo “Da consumarsi entro” significa che non devo consumare il prodotto oltre quella data.

Termine minimo di conservazione: se leggo “Da consumarsi preferibilmente entro” significa che posso consumare il prodotto oltre la data riportata senza rischi per la salute.

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