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Intervista video a Lino (Bartolomeo) Vaudano e l'Albergo Ristorante Garibaldi di Cisterna d'Asti

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E’ nato a Cisterna d’Asti nel 1946 da una famiglia di umili origini contadine. Il nonno paterno aveva acquistato l’antica ”osteria con stallaggio” del paese, e i genitori di Lino ne avevano assunto la conduzione riuscendo a trasformarla, con gli anni, in un vero e proprio ristorante ed albergo.

All’attività di ristorazione, curata soprattutto dalla madre, si affiancavano in famiglia anche attività più prettamente agricole, tra vigneti e frutteti, e di commercio dei relativi prodotti. In giovanissima età Lino decide di seguire le orme materne: prima va “a bottega” per cinque anni in altri ristoranti fuori del paese, poi ritorna stabilmente a continuare l’impresa famigliare, arricchendola ed ampliandola incessantemente fino ad oggi.

Il “Ristorante Garibaldi” è oggi un rinomato ristorante a conduzione famigliare in cui cooperano tre generazioni, ed a cui si aggiunge una vasta area, nel cascinale retrostante, dedicata ad alloggi ristrutturati con gusto dallo stesso Vaudano e che conservano tutto il fascino semplice delle dimore contadine.

Descrivere Vaudano come un cuoco e un ristoratore è, insomma, definizione parziale. Uomo di particolare brillantezza, molto attivo a Cisterna in campo culturale, da sempre unisce il lavoro gastronomico al suo grande amore e alla profonda conoscenza delle tradizioni del territorio: egli restituisce queste caratteristiche attraverso i suoi piatti, che si ispirano alla tradizione piemontese, con un tocco di originalità, e attraverso l’ambiente in cui gli ospiti si immergono una volta varcata la soglia del “Ristorante Garibaldi”: una sorta di museo da vivere, attraverso le sale in cui trovano posto collezioni di foto d’epoca, mobilio antico, stoviglie e oggetti domestici che attraversano almeno due secoli; a completare la gustosa esperienza c’è Lino stesso, un padrone di casa che volentieri, finito il servizio in cucina, ama intrattenere le persone con garbo e umorismo, regalando anche gustosi racconti “d’antan”. Il suo carattere spigliato, schietto e autentico, la sua innata capacità di narrare, traspaiono durante tutta la durata dell’intervista, sia che si parli di fatti famigliari, sia di cucina, sia di come è cambiato il mondo in cui ha scelto di trascorrere tutta la sua vita.

Il video è stato realizzato nell'ambito del progetto "Il Banco delle Memorie " ideato e diretto da Luciano Nattino, recentemente scomparso, promosso dall'Unione Colli DiVini nel Cuore del Monferrato, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti

realizzato da casa degli alfieri - Archivio della Teatralità Popolare in collaborazione con la rivista Astigiani e con il progetto Granai della Memoria - Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

intervista realizzata da Patrizia Camatel,  editing e regia video: Riccardo Bosia,  organizzazione e coordinamento di Massimo Barbero www.bancodellememorie.it

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