Territorio & Eventi

Radici Piemontesi, Alessandro Ferro: da Ovada alla prima filiale Cinzano in Argentina

Scritto da La redazione Mercoledì, 11 Apr 2018 - 0 Commenti

Prosegue la collaborazione con l'autore di numerosi volumi dedicati all’emigrazione piemontese nel mondo che illustra, tratte dai suoi libri, storie di migranti nei diversi Paesi del mondo. Biografie di piemontesi che han saputo mantenere un legame con la terra di origine.

Alessandro Ferro fu una delle personalità italiane più importanti nel panorama industriale argentino tra Otto e Novecento, uomo che alla grande pratica commerciale univa un’intelligenza ed una cultura non comune e tale da renderlo ricercato per opinioni e giudizi.

Era nato ad Ovada il 21 giugno 1853 e in gioventù si dedicò al commercio operando per diverse imprese che importavano prodotti dalla Svizzera e dall’Austria. La famiglia Ferro entrò nel capitale della casa vinicola Cinzano di Torino che all’epoca aveva acquisito notorietà con l’esportazione dei propri vini e vermouth, stabilendo filiali e depositi a Londra, Parigi, Marsiglia, Bruxelles e Barcellona.

Nel 1887 fu aperta quella di Buenos Aires in Calle Reconquista; l’anno successivo fu affidata ad Alessandro Ferro. La filiale argentina della Cinzano, che operava per tutto il Sudamerica e all’epoca importava 5.000 casse di vermouth all’anno. Dopo il 1907 Emilio ed Ernesto Ferro lasciano la società, mentre Alessandro mantiene l’incarico sino al 1911, anno in cui la filiale argentina importa circa 500.000 casse di vermouth.

Alessandro fu consigliere per molti anni della Camera di Commercio Italiana di Buenos Aires e tra il 1905 e il 1911, presidente. Fu anche Presidente del Patronato Italiano e promosse iniziative a favore dell’Ospedale Italiano di Buenos Aires e del Circolo Italiano.

Al suo arrivo in Argentina, aveva rilevato una concessione di 15 mila ettari nella Penisola Valdez e negli anni successivi pianificò la divisione della proprietà con la nascita di stabilimenti per l’allevamento degli ovini.

Con altri imprenditori, fondò una società per l’estrazione e la lavorazione del sale e costruì una linea ferroviaria di 34 chilometri per il trasporto del sale dalla salina al porto. Mantenne sempre rapporti con i luoghi di origine, i suoi figli Emilio e Sergio, nel 1911 frequentarono a Torino il Convitto Nazionale Umberto I. 

Alessandro Ferro dopo un’intensa vita vissuta in Argentina, in età avanzata si ritirò in Italia, morendo il 24 maggio del 1936 a Rapallo (Genova).

La famiglia Ferro possiede ancor oggi numerose proprietà in Argentina, tra cui la Estancia La Adela che ha ospitato, la principessa Diana d’Inghilterra in occasione di una sua visita in Argentina (5)

Giancarlo Libert

(dal volume dell’autore, Alessandrini nella Pampa, Chivasso 2015)

  


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