Territorio & Eventi

Radici piemontesi - Alan Sorrenti da Castell'Alfero a Hollywood e Carlo Bertero da Santa Vittoria alla Bolivia

Scritto da La redazione Martedì, 20 Mar 2018 - 1 Commenti

Prosegue la collaborazione con lo storico - giornalista, Giancarlo Libert, autore di numerosi volumi dedicati all’emigrazione piemontese nel mondo che illustrerà, tratte dai suoi libri, storie di emigranti nei diversi paesi del mondo.

La nonna di Alan, Eugenia Martinetto, era nata nel 1892 a Castell’Alfero (Asti), mentre il nonno Giuseppe Silvestri era di Novara. Dal matrimonio del figlio Luis con Elizabeth Clarke, di origini irlandesi nascono Betty Lou, nel 1947, ed Alan il 26 marzo 1950.

I nonni Eugenia e Giuseppe mantengono un intenso rapporto con il paese astigiano quando, da pensionati vi passano le vacanze estive per un ventennio. Alan è cresciuto con il mito del Piemonte, narrato frequentemente dai nonni a cui era molto legato, racconti che hanno creato in lui giorno per giorno un legame indissolubile con l’Italia, grazie anche all’insegnamento della lingua italiana da parte di nonna "Jenny" e nonno "Joe"; Alan visita Castell’Alfero per la prima volta nel 2004 accompagnato dalla moglie Sandra e dai figli Joseph e James.

Alan trascorre la sua infanzia nel quartiere di Teaneck, coltivando la sua passione musicale e quella per il baseball; frequenta poi la Teaneck High School, dove si diploma nel 1968, e il Berklee College Of Music di Boston. Nel 1972, appena ventunenne, musica il film "La Gang dei Dobermann", a cui fanno seguito "Mack il Marciapiede della violenza".

La consacrazione ufficiale avviene qualche anno dopo, quando è ufficialmente coinvolto come compositore per le musiche della trilogia cinematografica di "Ritorno al Futuro" a partire dal 1985, a cui fa seguito nel 1988 "Chi ha incastrato Roger Rabbit?", Alan diventa uno dei più importanti musicisti americani, specializzato nella composizione di colonne sonore di film e telefilm, un esponente di spicco della Hollywood moderna, tra i più stimati e influenti musicisti cinematografici.

Tra le sue colonne sonore, oltre a quelle già citate in precedenza, si segnala la serie poliziesca "Chips" (108 episodi), "Forrest Gump", "Predator", "Cast away", "Tomb Raider 2", "Lilo & Stitch", "Van Helsing", "Polar Express" e "Una notte al museo". Questi sono solo alcuni tra gli oltre 80 film musicati da Silvestri nell’arco di una carriera scandita da una massima versatilità, finora premiata con 3 riconoscimenti alla carriera e 2 Grammy Award, l’ultimo nel 2006 per la canzone “Believe” tratta dal citato Polar Express, oltre a 2 nomination all’Oscar.

Il 3 agosto 2006 il Comune di Castell’Alfero ha voluto premiare questo grande legame concedendo ad Alan la Cittadinanza Onoraria (nella foto); seguita il 30 settembre seguita dalla Regione Piemonte che gli ha attribuito il "Premio Piemontese nel Mondo 2006", su segnalazione comunale.

Sempre nel 2006 è allestita, grazie anche al generoso contributo di materiali di Alan, una Mostra antologica sulla carriera cinematografica e discografica del musicista che da allora si svolge regolarmente a Castell’Alfero implementandosi di anno in anno; nel 2007 e 2009 è organizzata una rassegna cinematografica che propone alcuni film musicati dall’artista.

Nel giugno 2007 Alan Silvestri, con la sua famiglia, è tornato a Castell’Alfero per ricevere ufficialmente il "Premio Piemontese nel Mondo", consegnatogli da Michele Colombino, e la Cittadinanza Onoraria; in una serata emozionante, un commosso Alan ha regalato ai castellalferesi anche la magistrale direzione della Banda Musicale Felettese nell’esecuzione delle musiche di Forrest Gump.

Carlo Bertero in Bolivia

Carlo Bertero nasce a Santa Vittoria d’Alba il 14 ottobre 1789 da Giuseppe e da Anna Abrigo. Orfano di padre, frequenta le scuole superiori ad Alba, dove è allievo di Giuseppe Gardini, letterato, filosofo, medico e fisico. L’amicizia con il Gardini lo porta a conoscere il botanico Giuseppe Camisola, nipote di questi ed autore di "Flora Astese".

Iscrittosi alla facoltà di Medicina diviene discepolo e amico di Giovanni Battista Balbis, col quale amplia il campo delle escursioni botaniche. La preparazione medica unita alle cognizioni botaniche fa confluire i due interessi nella sua tesi di laurea nella quale esporrà l’elencazione ragionata e sperimentata delle erbe della flora piemontese capaci di sostituire le essenze officinali esotiche per ottenere effetti tonici, nervini, emetici e purganti.

Documenta diverse piante nella zona dell’Albese sin dal 1808 e successivamente anche in altre parti d’Italia. Viaggiatore e studioso attento, raggiunge per la prima volta l’America Centrale nel 1816, imbarcandosi sulla goletta Guadalupe svolge l’incarico di medico di bordo, salvando l’intero equipaggio dalla febbre gialla. Giunto in America si dedica ad esplorazioni scientifiche nelle Antille, Colombia e Venezuela.

Nel 1819, esercitando l’arte medica, ha modo di apprendere importanti elementi sull’uso delle piante locali. Nell’isola di Portorico conosce il medico e scienziato venezuelano José Maria Vargas (1786-1854), con cui si lega di sincera amicizia e inizia un’intensa attività scientifica, scambiando con colleghi europei dati e notizie interessanti e descrivendo ambienti dell’America Latina. Rientra in Italia dove si dedica a nuove escursioni botaniche e prende lezioni di pittura, riparte poi nel 1827 per il Cile, raggiungendo Valparaiso dopo 110 giorni di navigazione e qui compie ricerche nel settore botanico.

Successivamente si sposta verso la cordigliera delle Ande dove è colpito da una grave malattia; ristabilitosi raggiunge l’arcipelago di Juan Fernandez dove raccoglie duemila esemplari di oltre trecento specie diverse. I reperti da lui raccolti trovano ospitalità presso il Museo di Storia Naturale di Santiago, una parte nel Museo Botanico di Ginevra e il restante materiale viene venduto agli istituti universitari ed a collezioni private di Berlino, Kiev, Nancy, Leida, Torino e Montpellier.

Nel settembre 1830, si imbarca a Valparaiso sul brick cileno Napoleone, con l’intenzione di proseguire le sue ricerche a Tahiti. Durante la traversata del Pacifico la goletta che trasportava il Bertero e le collezioni di piante medicinali scoperte in Polinesia è inghiottita da un terribile fortunale, al largo di Valparaiso.

A ricordo del Bertero, il console generale degli Stati Uniti per le isole Oceaniche gli ha dedicato un’isola nell’Arcipelago degli Amici. Nel 1931 a cento anni dalla morte, oltre alle cerimonie di intitolazione di strade e monumenti, il professor G. Looser pubblicò il volume "Los primeros trabajos de historia natural publicados en Chile".

"A la memoria de Carlos Bertero en el centenario de su muerte", edito dal Bollettino della Biblioteca Nazionale del Cile. Il 20 giugno 1853 la città di Alba ha dedicato una via all’illustre botanico piemontese e, quattro anni dopo, gli ha eretto un monumento nei giardini di corso Matteotti.

Giancarlo Libert

(Ha pubblicato una quindicina di volumi di storia dell’emigrazione piemontese e di storia locale tra cui: Astigiani nella Pampa nel 2005, l’Emigrazione Piemontese nel Mondo nel 2009, Cuneesi nella Pampa nel 2011, Torinesi nella Pampa nel 2014, Alessandrini nella Pampa nel 2015, Astigiani in Francia e Piemontesi d’America nel 2016. È coautore con Orsola Appendino del volume Nonna Rosa. “La roccia delle Langhe” da Cortemilia all’Argentina sulla vita della nonna di Papa Francesco).
 


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