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Piemonte, abolito dal 1° marzo il ticket sui farmaci

Scritto da La redazione Venerdì, 15 Feb 2019 - 0 Commenti

Dal 1° marzo 2019 tutti i piemontesi non dovranno più pagare il ticket sui farmaci: la Giunta regionale ha deciso nel corso della riunione di oggi di cancellare la quota fissa di compartecipazione farmaceutica a carico dei cittadini non esenti, attualmente 1.100.000, che prevede un costo di 1 o 2 euro per ogni confezione di medicinale.

Dal 1° marzo 2019 tutti i piemontesi non dovranno più pagare il ticket sui farmaci: la Giunta regionale ha deciso nel corso della riunione di oggi di cancellare la quota fissa di compartecipazione farmaceutica a carico dei cittadini non esenti, attualmente 1.100.000, che prevede un costo di 1 o 2 euro per ogni confezione di medicinale.

Soddisfatta l'astigiana Angela Motta, vicepresidente del Consiglio regionale, per le ricadute positive che ricadranno sui cittadini.

"Si arriva a questo risultato - ricorda Angela Motta - dopo un lungo e complesso lavoro: negli ultimi cinque anni abbiamo rimesso in sesto i conti di una regione tecnicamente fallita, uscendo a fatica da un piano di rientro che è costato molto in termini economici, ma che ci ha soprattutto impedito di realizzare da subito il nostro programma sulla sanità".

Un mese fa il monitoraggio del Ministero della Salute ha posto il Piemonte al primo posto in Italia per la qualità delle prestazioni sanitarie.

"La riprova - commenta Motta - del grande impegno profuso in questi anni, spesso in silenzio, ma che alla fine ripaga: un ringraziamento va, in particolare, all'assessore Saitta e al presidente Chiamparino. Tutto questo mentre, guardando all'Astigiano, procede l'iter per riaprire il presidio sanitario della Valle Belbo, i cui fondi erano stati cancellati dalla precedente giunta regionale di centrodestra".

Nel 2018, in virtù anche di una migliore gestione, la Regione Piemonte ha ridotto di 27,7 milioni di euro la spesa sulla farmaceutica convenzionata rispetto all’anno precedente.

L’incidenza di questa spesa è stata pari al 6,56% del Fondo sanitario regionale, a fronte di una soglia massima fissata a livello ministeriale al 7,96%: un minor costo di circa 116 milioni rispetto al tetto di spesa programmato.

Nel corso degli anni la Regione aveva già introdotto una serie di esenzioni in base al reddito e alle patologie, oltre ad aver eliminato la quota di compartecipazione sui farmaci non coperti da brevetto.

Foto tratta da pillolepsicologiche.com