Territorio & Eventi

Perchè l’abbattimento dei 12 tigli di Calosso non è stato fermato?

Scritto da La redazione Lunedì, 18 Mar 2019 - 0 Commenti

L’associazione Valle Belbo Pulita si augura che la Provincia si ravveda e assuma un ruolo di guida e coordinamento tra le amministrazioni e le associazioni per evitare che un tale danno si ripeta.

L’associazione Valle Belbo Pulita a seguito del taglio di 12 alberi lungo il viale d’ingresso a Calosso operata dalla Provincia di Asti senza opportuna consultazione con il Comune di Calosso e con l’Associazione che gestisce il Sito Unesco all’interno del quale sono stati abbattuti i tigli, chiede che la Provincia renda pubbliche le analisi condotte,  chiarisca quanti alberi fossero stati definiti pericolanti,  quale sia stata la procedura seguita e quanto essa sia aderente alle pratiche di legge, chiarisca perché nonostante l’intervento preventivo del sindaco di Calosso i tagli non siano stati fermati e perché non siano stati valutati interventi alternativi al taglio.

Valle Belbo Pulita chiede all’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, di Langhe-Roero e Monferrato, che è l’ente preposto all’attuazione del Piano di gestione e al coordinamento dei progetti in atto sul territorio, e al continuo confronto con i soggetti che vi operano, di intervenire urgentemente per contribuire, in collaborazione con i gli enti locali e le associazioni di conservazione della natura e del paesaggio a definire procedure di condivisione delle scelte di interventi su elementi fondamentali del paesaggio quali sono le alberate, filari  e  altri elementi paesaggistici quali formazioni boschive e prative chef anno parte integrante del paesaggi tutelati.

È molto triste notare come all’indomani dell’aumento delle aree protette che abbiamo tutti celebrato dopo oltre 30 anni di battaglie e che comprende anche il territorio del sito UNESCO, la Provincia si dimostri ancora una volta non all’altezza del compito di salvaguardia e gestione assegnatole.

Il caso dell’abbattimento largamente immotivato non è purtroppo isolato, basta pensare ai 99 platani tagliati giusto 12 anni fa a Canelli, nonostante l'opposizione della cittadinanza e dimostra l’incapacità delle di certe amministrazioni di intervenire in modo condiviso con le comunità locali e la mancanza della sensibilità necessaria quando si interviene in aree tutelate a livello internazionale.

L’associazione Valle Belbo Pulita si augura che la Provincia si ravveda e assuma un ruolo di guida e coordinamento tra le amministrazioni e le associazioni per evitare che un tale danno si ripeta.

Valle Belbo Pulita offre la propria disponibilità a contribuire alla discussione e a segnalare ogni altro caso a rischio di abbattimento o cattiva gestione delle risorse paesaggistiche del sito Unesco.